Strainformatissimi

Quand’ero piccolo, ogni mattina vedevo una più o meno lunga fila nei bar nel tragitto casa-scuola, a prima mattina. Non erano li solo per prendere il caffè, ma anche per leggere il giornale. Una volta si faceva così, uno alla volta mentre qualcuno cercava di spiare, e, se andava bene, c’era il banditore che leggeva le notizie più attese ad alta voce. Non solo lo sport, da sempre argomento di punta, ma anche politica, locale e nazionale, fatti di cronaca e quant’altro.

Insomma, ieri come oggi, potremmo dire. Con una sola differenza. Mentre una volta c’erano pochi giornali, che, nonostante le varie ideologie, puntavano a riportare i fatti, oggi ci troviamo nel mondo di internet, e l’epoca dei due giornali è bella che finita. Anche in questo particolare campo, la città di Crotone ha un piccolo record. Avete mai fatto caso a quanti siti di informazione dedicati esclusivamente alla città esistono? Non parlo dunque di testate provinciali o regionali, ma di siti dedicati alle news cittadine che poi spaziano a tutta la Provincia.

No? Beh, facciamoci due conti.

La città di Crotone ha un lungo conflitto di odio-amore con l’informazione. In città sono stati stampati e pubblicati innumerevoli fogli nel corso degli anni, cioè stampe indipendenti. Così fù fino allo scoccare delle guerre, dove l’informzione locale si rifilò, come per molte altre aree della Calabria, a poche righe in testate più grandi, come la Gazzetta del Sud, Il Quotidiano della Calabria o il Corriere del Mezzogiorno. Più raramente, si finiva sui giornali nazionali. Non c’era moltissimo da dire, in quel Sud arretrato e lento. Così fù fino all’arrivo del più noto giornale locale, Il Crotonese (nel 1985), seguito poi da un’altra importante pubblicazione, La Provincia (nel 1992). Prima di loro, solo le emittenti televisive locali, prima tra tutte TeleDiogene.

Queste tre colonne sono ancora in attività. Ma, rispetto a ieri, non sono più gli unici. Negli ultimi anni, sopratutti quelli recenti, c’è stato un boom di registrazioni di testate giornalistiche e siti di news, ognuna con il proprio sito internet. Facciamo un po’ un riepilogo, con le date di registrazione del dominio:

A parte eSperia, che nasce come emittente televisivo, e CN24 che copre (egregiamente) tutta la Calabria, gli altri siti sono tutti di informazione prettamente locale, cittadina. Oltre a questi siti, esistono poi diverse pagine sui social network che fanno lo stesso, e così anche diverse aggregatori di news che includono la città. E, sostanzialmente,  non fanno altro che riprendere quelle poche news che girano, ognuno con i suoi toni.

Per l’appunto, questo è quello che cambia, i modi di riportare le notizie. Mai letto un “articolo” di CrotoneInforma? Nella maggior parte sono editoriali, sgrammaticati e accusatori, piuttosto presuntuosi. Ed eSperia dove la mettiamo? Più attenta alle esigenze imprenditoriali che non alle news locali, al punto da non pubblicare proprio determinate cose. Si limitano a riprendere le informazioni principali, i comunicati politici, al massimo a scriverci sopra qualche cosa di personale. Ma questo lo fanno i blog. I giornali dovrebbero fare altro, principalmente.

Ovviamente, non si fa di tutta l’erba un fascio. Come già detto, CN24TV rispetta gli standard di testata giornalistica, così come Il Crotonese (anche lui con i suoi modi) e La Provincia KR. Non scherza neanche Crotone24 (che è un sito di news e non una testata giornalistica), dall’occhio decisamente attento. WeSud sembra promettere bene, ma è ancora presto per dirlo. Un esempio esterno è Il Cirotano, un giornale che oltre ai servizi si occupa anche molto, e bene, di cultura e storia locale. Non si sprecano a fare il solito, insomma.

Ma adesso, veniamo al momento importante del ragionamento. Serviranno tutti questi siti di news? Sono solo delle vetrine per i loro “direttori”? Per i loro editoriali, che altrimenti non pubblicherebbero altrove? Hanno un senso pratico? Svolgono un servizio alla comunità, limitandosi a riportare solo le notizie, e spesso neanche tutte? O servono per prendersi una fettina dei finanziamenti per il settore? Che sia, forse, che non si possono vedere tra di loro?

Ma forse sono io il malpensante. Forse sono tutti dei non allineati, dei cani sciolti, e vogliono gridare la loro, senza pressioni o censure. Forse. Ma non c’è nulla di tutto ciò, in molti di questi siti. Spesso, c’è solo una stantia ripetizione delle notizie del giorno. Senza approfondimenti, giusto un copia-incolla. Senza spiegazioni di come si arriva ad un punto. Senza inchieste. Senza investigazioni. Senza studi. Senza ricerche. Senza sondaggi. Spesso, anche senza una cura, una revisione di un testo, prima della pubblicazione. E allora… a che serviranno?

Se una volta si faceva la fila per leggere il giornale, oggi sembra che ci si metta in coda per aprirselo. Per ora siamo a quota 10, e si sa già di altri in attesa. Quale sia l’utilità di tutte queste testate, in una città come Crotone, è discutibile. Meno discutibile è l’opinione di ogni “direttore”, così come quella dei vari cittadini. Andrebbero valorizzate, discusse, e, indubbiamente, pubblicate. Ma non su una testata. Magari su un blog. Magari su una piattaforma comune.

E, sopratutto, magari in un ambiente dove si discuta, piuttosto che chiudersi nel proprio.