Ridere di gusto

“Donna con Bandiera” di Tina Modotti

Domani, a distanza di due mesi dal voto, probabilmente avremo un nuovo governo. C’è voluto un po’, ma alla fine il matrimonio naturale tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle è avvenuto: sel’aspettavano tutti, perchè – vale la pena ricordarlo – il M5S è fondamentalmente un partito di destra, che affronta ed avalla temi e discorsi cari alla destra classica, e che di fatti, in maggioranza, approva l’unione con la Lega piuttosto che col PD. Che se ne prenda atto, una volta per tutte, che quando “non è ne né destra né sinistra, è sempre destra“.

Ma tant’è: avremo probabilmente uno dei peggiori governi della storia della Repubblica. Da una parte, la Lega, che porterà avanti le tematiche tanto care al cdx. Dall’altra, il M5S, che sostanzialmente non sarà in grado di produrre nulla, se non qualche decreto o qualche legge al quale assegnerà un nome eclatante. Quel che pare ovvio, ad un occhio critico, è che entrambi i partiti hanno tradito le loro promesse elettorali. Ma questa cosa non importa, ed è così che i nemici diventano improvvisamente alleati: abbindolando l’elettorato, al quale ben piace essere abbindolato.

In questo contesto, rido. Rido di gusto. Non tanto per i grillini che tentano di giustificare le tristissime e degradanti giravolte di Di Maio. Non tanto per i leghisti che accetteranno di buon grado di dover sottorare a “Roma Ladrona”, da sempre avversa da Salvini. Non tanto per tutto quel popolino, misero, che ha costruito la propria conoscenza politica su Facebook, al grido di “e allora il PD” ed altre fesserie simili. No. Rido di gusto, per tutte quelle persone “di sinistra” che, in questi giorni, si stanno spendendo in discutibili comunicati stampa per “ritrattare” il loro voto al M5S, o per “ritirarlo”.

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Crotonesi al voto: storico cittadino delle elezioni nazionali

Sede del PCI di Melissa, anni ’50

Siamo in periodo di elezioni, e come sempre si rincorrono voci su voci. Parole. Ognuno butta acqua al proprio mulino, e così ogni aspirante premier è già convinto di vincere, di spuntarla. Ma l’ultima parola, come sempre, l’avranno le urne: ogni sondaggio o proiezione può essere tanto azzeccato quanto fuorviante, e non è detto che uno storico dei dati possa essere utile per “prevedere” le intenzioni di voto.

Tuttavia, qui non si vuole prevedere nulla. Per una mera questione informativa, è bene tenere uno storico dei risultati delle elezioni nazionali della propria città. È bene ricordare l’orientamento politico di ieri, per confrontarlo con quello di oggi. È bene sapere.

Cosa votarono i Crotonesi, dal 1948 ad oggi? Quali furono i partiti più scelti? E con quali percentuali? Magari vi torna utile un semplice tabella, per scoprire o riscoprire l’andamento del voto nella città di Crotone, in tutte le precedenti 17 elezioni per Camera e Senato.

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Il ritorno di Soros

No, non è un fotomontaggio…

Da bambini ci raccontavano le favole. Tante favole, per ogni cosa ritenuta “non assimilabile” dai più piccoli: babbo natale, la fatina dei denti, l’uomo nero, la cicogna, il tutto assortito da innumerevoli storie su elfi, fate, gnomi, personaggi fantastici e lontani. Sempre lontani dalla realtà, sempre “aldilà” di tutto.

Poi cresci. Ed a mano a mano che vai avanti, ti rendi conto che era tutto finto. Tutto quello che aveva allietato la tua infanzia era un pretestuoso batuffolo ovattato, un’aspettativa fugace quanto irrealizzabile. Non ti resta molto in cui crede, a parte Dio. La religione diventa così l’ultima favola al quale l’animale umano si dedica, coltivandola spesso fino alla fine dei suoi giorni.

Dovremmo però iniziare ad includere un’altra favola, nella lista: quella che con l’anzianità si diventi saggi. Non sappiamo chi inventò questa storia, ma è molto antica: nella stessa Bibbia si parlava di “antichi saggi”, figura quasi mitologica presente in ogni popolo del mondo, di ogni età e periodo. Gli anziani erano “saggi” per definizione. Ma oggi, questo luogo comune è vergognosamente abusato.

Guardateli, gli adulti e gli anziani di oggi: uomini consumati dalle più misere storielle, piegati alle più bieche falsità, pronti ad affermare ciecamente di “conoscere” o di “sapere” chissà quale trama. Non sappiamo più di cosa discutere, di cosa parlare, su cosa confrontarci. Quel sacro parametro dell’esame di coscienza ormai non lo rispetta più nessuno, tant’è che tutti parlano ad occhio. Così è sempre stato, in fondo.

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