I “fatti di Barcellona” entreranno nella storia

Quel fucile ad altezza uomo…

Le immagini che si susseguono sui giornali di tutto il mondo, diffuse in televisione e suoi social network, sono destinate a segnare irrimediabilmente la Spagna. Oggi infatti si sta tenendo il discusso “referendum” sull’indipendenza della Catalogna, regione già di fatto autonoma del paese, che vorrebbe addirittura costituirsi come repubblica parlamentare indipendente e sovrana. Insomma, non vorrebbe più far parte della Spagna.

Si tratta di una questione spinosa: il referendum è stato dichiarato incostituzionale, e dunque nullo indipendentemente dal suo risultato. Tuttavia, le autorità catalane hanno deciso di tenere comunque la votazione (così come fecero nel 2014), in forte contrasto con il governo centrale. Governo che annunciò ripercussioni, e che ordinò alla Guardia Civil di bloccare ogni tentativo di voto. La situazione purtroppo è degenerata, e si sono susseguiti numerosi momenti di tensione, e sono stati diffusi molti video che documentano la particolare violenza della polizia nei confronti dei manifestanti. Una violenza, non bisognerebbe neanche dirlo, assolutamente ingiustificata.

Personalmente, ritengo l’indipendentismo catalano un capriccio. Non ci sono infatti ragioni storiche tali da potersi appellare all’autodeterminazione dei popoli (no, parlare una lingua propria non basta), e gli stessi riferimenti alla Guerra di Successione del 1714 sono spesso vaghi e controversi. La Catalogna vuole essere indipendente per altri motivi, che ritengo sinceramente sbagliati ed egoistici. Tuttavia, non si può giustificare il comportamento del governo spagnolo e le cariche della polizia. La polizia in fondo difende “lo stato”, ma queste cariche e queste armi ad altezza uomo non dovrebbero far parte delle cronache di un referendum non autorizzato.

A guardare queste immagini, mi viene in mente il famoso passo presente in 1984, quando O’Brien spiegò a Winston che “Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano, per sempre” (leggilo). La reazione spagnola è destinata ad entrare nei libri di storia come un caso esemplare di chi ha ragione ma finisce per passare dalla parte del torto.

Piero Pelù, primadonna con seguito

Ma che burlone ...
Ma che burlone …

E’ arrivato il fatidico 4 Dicembre, e milioni di Italiani sono chiamati al voto per approvare o respingere la riforma costituzionale. Se ne sono dette tante durante la campagna elettorale, ed i malumori non si placano neanche oggi. Questa mattina infatti ci ha pensato Pierò Pelù, che ha denunciato su Facebook un fatto assurdo: al momento del voto, gli hanno dato una “matita cancellabile”.

Purtroppo, Pierò Pelù oltre ad essere un ignorante, è anche un irresponsabile. Perché la sua dichiarazione ha provocato numerose “prove fai da te”, con cittadini che hanno addirittura invalidato la scheda provando a cancellare la loro X dalla casella. Ci sono stati addirittura casi in cui è dovuta intervenite la Polizia o la Digos, anche a da noi in Calabria (a Vibo Valentia). Purtroppo, la cazzata è stata ripresa anche da altri esponenti politici, primo tra tutti Matteo Salvini.

Perché ignorante? Anzitutto, per la “matita cancellabile”, perché non esistono matite indelebili. L’inchiostro può essere indelebile, la grafite di per se non lo è. Per ovviare a questo problema, esistono le matite copiative, quelle che si usano appunto per votare, che risultano indelebili solo se accoppiate a determinate filigrane. Usando una matita copiativa sulla carta comune, questa sarà perfettamente cancellabile. Usandola sulla scheda elettorale invece, il segno non se ne andrà. Ed è grave che il presidente del seggio dove ha votato Pelù non abbia fatto notare questa ovvia considerazione, permettendogli addirittura di fare una segnalazione assolutamente inutile.

La cosa ancora più grave però, è che l’ignoranza del cantante ha generato il panico nell’elettorato altrettanto credulone e poco informato. Un panico inutile, che rischia di invalidare numerosi voti: se il tentativo di cancellamento è troppo evidente, la vostra scheda verrà annullata! Mi ricorda tanto il consiglio del M5S alle elezioni del 2013, quando consigliavano di leccare la punta della matita prima del voto…

Piero Pelù, ma anche Matteo Salvini, hanno dimostrato in modo plateale quella che è l’ignoranza politica media in Italia, che è ben diffusa e radicata (aimé) anche nella popolazione. Basta una ricerca online per smontare subito questa bufala, e invece è dovuta intervenire la Digos in numerosi seggi, nella più totale disconoscenza di quello che è il funzionamento statale, che tanto si vuole difendere.

Ricordate che votare è semplicissimo: basta fare una X sulla casella che volete. Nessuno vuole boicottarvi o cambiare la vostra scheda. Chi ci crede, è solo un fesso. Buon voto a tutti.

Perchè voterò Si

berluskaE’ ufficialmente finita una delle campagne elettorali più lunghe di sempre, iniziata praticamente ad inizio anno, ed entrata nel vivo già da prima dell’estate. Domani andremo a votare per questo benedetto referendum costituzionale, e vedremo cosa sceglieranno gli Italiani. Per adesso, tutti i sondaggi ufficiali danno il No in vantaggio, mentre i sondaggi clanestini questa mattina si sono riportati su una situazione di parità.

Non è stata una bella campagna elettorale, è vero. Ma oltre ad addossare tutte le responsabilità sulla classe politica, mi rivolgo in particolar modo anche alla popolazione, rea di non avere alcun interesse ad approfondire l’argomento. A dimostrazione di ciò, c’è il purtroppo triste primato della “bufala più condivisa della realtà“, ed il fatto che la maggior parte delle argomentazioni portate siano in realtà false. Certo, la principale responsabilità è di chi propaganda i messaggi, ma con i mezzi di oggi è veramente difficile non controllare e non verificare certe cose.

C’è poi il discorso “politico” del referendum. In molti andranno a votare per mandare a casa Renzi (cosa alquanto improbabile, ma c’è chi ci crede, e poi non si sa mai), e non sono in pochi a chiedersi se valeva la pena di personalizzare così. Tuttavia, anche in questo caso c’è una forte “colpa” popolare, che non è in grado di cogliere il referendum come strumento decisionale, e lo vede solo come “ghigliottina” politica.

Visto che domani è il gran giorno, butto giù due righe per spiegare perché voterò Si, in una città dove la maggioranza è schierata per il No (e non è disposta a discutere).

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