L’eco di un dramma

In queste ore successive alla tragedia ferroviaria in Puglia i media si stanno sbizzarrendo. Come al solito, verrebbe da dire. Sin da poche ore dopo lo scontro, telecamere di ogni emittente hanno presidiato il luogo dell’impatto, e poi l’ospedale da campo, e oggi l’ospedale civile di Bari per il riconoscimento delle salme da parte dei familiari. E mentre tutto è ancora in corso, gli schermi si riempiono di scene terribili, del dramma di chi ha perso qualcuno, di lacrime, pianti e testimonianze strazianti. Scene tristi, che riempiono il cuore di rabbia ma che non apportano nulla al discorso. Scene di vita personale, rubate ai rispettivi proprietari da sciacalli da “diretta” e “speciali” senza alcun contenuto.

E  come al solito, si ripropone il solito schema inquisitorio: prima la compassione, poi la rabbia. Ma rabbia verso chi, verso cosa? Già si additano i grandi mali eterni: l’arretratezza del Sud, i fondi mai spesi, i cantieri mai avviati, i lunghi tempi della burocrazia. Ma escono fuori, timidamente, anche nuove accuse: alla ferrovia a binario unico, alle comunicazioni “all’antica”, alle reti ferroviarie private. Ignorando quasi completamente l’unico vero fattore scatenante di tutto: l’errore umano.

Probabilmente, l’unica vera causa di questo dramma.

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Da Londra a Casa, passando per Lamezia

Il 2015 sta per finire, ed io sto per compiere un anno di vita all’estero. In totale, nel 2015 sono sceso a casa ben 4 volte, numero contenuto che per alcuni è troppo e per altri è troppo poco. L’ultimo salto a casa l’ho fatto qualche giorno fa, approfittando dei due giorni liberi che ho in settimana (una vera e propria toccata e fuga).

E mo che cazzo vuoi?“, starete pensando. Nulla. Non scrivo questo post per informarvi dei cazzi miei, ma per sbrogliare un’altro dogma che accompagna ogni calabrolondinese: il viaggio di ritorno a casa. Nei racconti di molti giovani che ho conosciuto, sembra un vero e proprio esodo, infinito e straziante. La parte negativa del viaggio inizia sempre una volta arrivati a Lamezia, ovviamente. Non c’è modo di arrivare a casa da li, ne tanto meno di arrivare in tempo per partire. C’è bisogno che qualcuno ci accompagni o ci venga a prendere di volta in volta.

In realtà, non è vero. Per ben 3 volte, ho fatto Londra – Crotone senza farmi venire a prendere da nessuno, e per 2 volte ho fatto il contrario. Certo, i tempi si allungano un po’, ma non è impossibile raggiungere nessuno dei 5 capoluoghi, ne tanto meno moltissimi paesi.

Ci vuole solo un po’ di buona volontà, magari la stessa che si dimostra a Londra quando si deve partire di casa alle 2 per arrivare all’aeroporto di Stansted alle 5. Ad ogni modo, vediamo un po’ come fare.

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