Verdogne: perché si chiama così?

Si intravede ancora il nome…

La zona di Via Verdogne la conosciamo tutti. Si tratta di una zona antica, una delle prime che sorsero al di fuori delle mura del castello nella seconda metà dell’800, quando le famiglie dei nobili e i ricchi iniziarono a costruirsi le “residenze costiere” per fare il bagno a mare e trascorrere i mesi estivi. Alcune di queste case, rifinite e decorate, sono ancora oggi perfettamente visibili lungo il tratto di strada, a partire dal Bastione Santa Caterina.

Oggi le vie hanno altri nomi, cambiati nel corso del 2016. Ma la zona, che per anni è stata considerata un prolungamento della Marina (ed erroneamente chiamata Marinella, che però è un’altro quartiere), ha mantenuto il suo nome: Verdogne. Perché si chiama così?

Leggi tutto…

Le tre città di nome “Crotone”

Qualcosa non torna…

Di Crotone ce n’é una, e come lei non c’é nessuna. Battuta a parte, oggi sappiamo tutti dove si trova Crotone, città dal nome unico, antico, che non ha eguali in tutto il mondo (beh, in realtà un’altra città c’è, e con essa tutta una serie di parchi, fiumi e riserve naturali, che però presero il nome proprio in onore dell’antica colonia). Storicamente, sappiamo che la città venne fondata nell’VIII Secolo a.C., a seguito delle massicce migrazioni della seconda colonizzazione greca.

Già, la seconda. I “greci”, quantomeno i popoli che provenivano da quella parte di mondo, erano già arrivati nella penisola italica tra il XI ed il X Secolo a.C.. Non è errato pensare, dunque, che quando i coloni Achei fondarono Crotone, non vi trovarono dei veri e propri “popoli indigeni”, bensì popoli provenienti a loro volta dalla “Grecia”. Nel caso di Crotone (che in questi antichissimi periodi pare si chiamasse Melise), sono passati dapprima gli Ausoni, poi gli Enotri, gli Japigi e finanche dei popoli “aborigeni” (termine con il quale ci si poteva riferire ad un’antichissima popolazione, ma anche a semplici persone senza apparente appartenenza che vivevano in quelle terra).

Questo preambolo è necessario per inquadrare non solo il via vai di “popoli greci” che c’era all’epoca sulle nostre coste, ma sopratutto per inquadrare storicamente alcune vicende. Stando alla leggenda più accreditata, la città di Crotone deve il suo nome ad un antico contadino di nome Kroton, che venne ucciso per sbaglio da Eracle nel corso di un furto di bestiame. Ora, consapevoli del fatto che esistettero decine e decine di “Eracle” nella storia, si usa pensare a lui come il più noto “Hercules”: questa vicenda si sarebbe svolta mentre era di ritorno da una delle sue 12 fatiche, precisamente la decima.

É importante saperlo, dato che Eracle pare morì nel XIII Secolo a.C.. Un lasso di tempo che coincide perfettamente con la prima ondata di colonizzazione, che esportò in territorio italico i miti e le leggende di quei popoli. Compreso il mito di Eracle e del defunto Kroton, al quale dedicare una colonia. O forse più di una: gli storici infatti ci parlano di almeno tre città dal nome “Kroton” situate lungo tutta la penisola. A questo punto i dubbi aumentano: è possibile che i primi coloni greci fondarono una colonia di nome Kroton già nel XI Secolo a.C.? É possibile che l’attuale Crotone, in Calabria, sia solo la più recente delle colonie con questo nome? É possible che, delle tre città nominate, due esistano ancora oggi?

Cerchiamo di darci qualche risposta, richiamando in causa un vecchio “nemico” 😀

Leggi tutto…

Fascismo e Comunismo non sono proprio la stessa cosa

C’è un po’ di confusione…

Si è conclusa la lunghissima discussione alla Camera riguardo al nuovo reato di propaganda fascista, che ho seguito per diverse ore in diretta. Non ci speravo, ma alla fine il DDL è stato approvato. Non ci speravo perché nel seguire la lunga discussione sono state pronunciate sempre le stesse frasi: “è un provvedimento liberticida“, “limita la libertà di pensiero“, “finiremo tutti in galera se abbiamo una foto di Mussolini“. Ed altre fesserie del genere (perché di fesserie si tratta).

Tra le varie cose che più ho sentito ripetere, però, c’è chi ha chiesto con insistenza di “fare lo stesso anche con i simboli del comunismo“. Perché purtroppo, in Italia, nel 2017, c’è ancora chi mette sullo stesso piano il fascismo con il comunismo, commettendo il gravissimo errore di paragonare due cose diverse. Un punto di vista misero, a partire dal fatto che la dittatura, in Italia, non era certo rossa: ogni paese deve fare i conti con la propria storia, e non con quella degli altri.

Premesso questo, cerchiamo di chiarire una volta per tutte che fascismo e comunismo non sono la stessa cosa, e non viaggiano sullo stesso piano: il fascismo fù un movimento politico, il comunismo fù una teoria economica. Basandosi sulle idee promosse dal comunismo (diramate ufficialmente nel 1848, con la pubblicazione del ben noto manifesto), nel corso degli anni sono nati numerosi partiti politici (come il PCI) e numerose correnti ideologiche (stalinismo, maoismo, ecc), ed è con questi che dovremmo paragonare il fascismo. Quando si parla di comunismo, infatti, si tende a fare confronti quasi esclusivamente con lo stalinismo, e con la monolitica dittatura andata avanti fino ai primi anni ’90. Lo stalinismo è diventato, a torto, l’archetipo del comunismo.

Leggi tutto…