“Voglio essere come Weah”

L’avrete sicuramente sentito: George Weah è stato eletto presidente della Liberia. Una notizia che è stata particolarmente ripresa in Italia per via del passato calcistico del neopresidente del piccolo stato centro-occidentale dell’Africa, e che nel suo piccolo ha influenzato il dibattito pubblico anche nel crotonese. Parlando con un mio amico, questo mi ha sorpreso con un’affermazione piuttosto curiosa:

Io me ne sto qua e perdo tempo. Invece devo muovermi, devo fare come Weah. Devo spostarmi, fare i soldi, un sacco di soldi, e poi tornare qui per investirli nella mia terra. È questo quello che voglio fare, voglio essere come Weah.

L’idea è quella di uno-che-ci-riesce, che raggiunge un obiettivo, che dopo aver pensato a sistemarsi pensa a sistemare gli altri. Eterno, nel dibattito pubblico, il tema del “fare i soldi“, un mantra che – probabilmente – ci portiamo dietro da quando esiste il denaro. E poi, ovviamente, la mitizzazione del soggetto che in qualche modo riversa la sua ricchezza (anche solo idealmente) sui meno fortunati.

La particolarità del tutto sta proprio nel soggetto: è raro sentire un crotonese che elogia un nero. Di solito è il contrario. Weah è stato, a suo tempo, quel tipo di nero che si guardava con sospetto, che non piaceva, che infastidiva, che “non centrava nulla con una squadra italiana”. Eppure, con la sua elezione, ha ottenuto un piccolo, minimo e stravagante complimento.

Cosa non fà, il successo.

L’epopea di un teatro

L’interno del teatro (foto de Il Crotonese)

Sono passati 4500 giorni, poco più di 12 anni, dalla pubblicazione del famoso bando di gara per il teatro comunale di Crotone. Era il lontano Agosto 2005 quando venne confermata la decisione di convertire l’ex Ospedale Civile nel primo vero teatro cittadino, dedicato – a seguito di un sondaggio pubblico avvenuto nel 2015 – all’attore Warner Bentivegna. Decisione presa nel 2000, e presentata per la prima volta nel 2001.

Parliamo probabilmente del più eclatante e noto caso di incompiuta locale, dato che consiste nel recupero di una struttura già esistente. Un caso esemplare, in pieno centro cittadino, dei tempi biblici necessari alla “cosa pubblica” per riappropriarsi di un bene e metterlo a disposizione della popolazione. Almeno in certe realtà.

Doveva essere ultimato nel 2007, nel 2008, nel 2010, nel 2012, ed infine entro il 2015. Ma di volta in volta, a causa della mancanza di fondi e di qualche non meglio specificato “problema interno”, si è dovuto posticipare. Pochi giorni fa è stato annunciato un ulteriore stanziamento per il completamento dei lavori, ed Ugo Pugliese é così il terzo sindaco ad aver annunciato la sua apertura, dopo Peppino Vallone (che l’ha annunciata più volte) e Pasquale Senatore. Ma a questo punto, quello che molti si chiedono è: quanto diamine c’è costato questo teatro?

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Le postazioni dei bagnini si possono ancora salvare

La postazione 2, già danneggiata dal vento…

Quest’anno l’estate crotonese si è arricchita di due novità. Da una parte, l’estensione del passeggio sul lungomare fino a Piazzale Ultras con il conseguente divieto di transito fino alle 2 del mattino. Dall’altra, l’installazione delle postazioni da bagnino sulla spiaggia pubblica: ben quattro postazioni in legno, compensato e truciolato, curiuse e garbate.

Le postazioni rientrano nell’ambito del programma Spiagge Sicure e Mare per Tutti, presentato lo scorso 24 Luglio dall’Assessore al Turismo Giuseppe Frisenda, e che ha visto impegnati una decina di bagnini (spesso occupati per lo più a pulire la spiaggia).

E fino ad una settimana fa i poveri bagnini hanno prestato regolarmente servizio, complice anche il bel tempo e le alte temperature che ci hanno permesso di andare a mare fino a metà Settembre. Ma adesso è arrivato l’autunno, e a partire da questa settimana difficilmente qualcuno andrà a mare (tranne i soliti irriducibili). Il punto del discorso è: l’estate è finita. E le postazioni da bagnino sono ancora sulle spiagge. Potrà sembrare una delle tante lamentele insensate, ma aspettate a dirlo.

Complessivamente, per il progetto Spiagge Sicure e Mare per Tutti sono stati spesi circa 40.000€ (anche se ancora non abbiamo cifre accurate e definitive), nei quali rientra anche il costo delle postazioni per i bagnini. Avendole giustamente pagate, sarebbe oltremodo corretto preservarle e fare in modo che durino il più possibile. Una delle postazioni (la numero due, alla seconda scogliera) è già rimasta danneggiata per via dell’ondata di maltempo di qualche settimana fa. Sarebbe un peccato se queste belle strutture si rompessero dopo appena un mese di utilizzo.

Che poi, diciamocelo chiaramente: c’è chi teme dei danni per le raffiche di vento, chi per le piogge e chi per le mareggiate. Tutti eventi che potrebbero danneggiare o rompere irreparabilmente le postazioni. Ma forse dovremmo aggiungere alla lista i falò di Santa Lucia, il prossimo 13 Dicembre: non è che tutto quel legno finirà in qualche caratteristico falò? Che a pensar male si fa peccato, ma in certi casi non si sa mai.

Per prevenire ogni possibile danno, sarebbe opportuno “smontare” le postazioni, o comunque spostarle via dalla spiaggia. In questo modo, l’investimento del progetto Spiagge Sicure e Mare per Tutti sarà tutelato e, sopratutto, sarà “spendibile” anche il prossimo anno, senza dover impegnare nuovamente una barca di soldi.

Quelle postazioni sono ancora “salvabili”. Speriamo che vengano spostate e conservate per l’inverno, in modo che il prossimo anno (magari a partire da Giugno, e non da fine Luglio) possano tornare sulle spiagge. Possibilmente sane e salve.