Una brutta giornata alla Global Med

Calma piatta all’orizzonte…

Ci sono dei giorni in cui tutto sembra andare storto, ricordandoci di quanto sia vero che i mali non arrivano mai da soli. Ed il 29 Marzo 2017 sarà un giorno che probabilmente alla Global Med LLC ricorderanno per diversi anni: sono stati accolti ben cinque ricorsi che di fatto le impediranno di lavorare. A presentarli furono la Regione Calabria e i comuni di Crotone, Crosia, Rossano e Villapiana, e tutti i punti sono stati accolti dal TAR del Lazio, che di fatto ha impedito alla società americana di proseguire con le sue ispezioni sottomarine.

Ma facciamo un passo indietro: il 18 Ottobre 2016 il Ministero dell’Ambiente approvò tre indagini geofisiche al largo di altrettante coste Calabresi, tra l’alto cosentino e il crotonese. Questo lavoro venne assegnato a due società, la Global Med LLC e la Schlumberger Italiana S.p.a., che avrebbero dovuto cercare giacimenti di petroli e gas naturali al largo del Mar Jonio, attraverso l’uso dell’airgun. Ovviamente ci furono diverse proteste per via delle controversie relative a questa tecnica d’ispezione, e già all’epoca feci un resoconto della situazione.

In sostanza, i ricorsi chiedevano tutti la stessa cosa: bloccare le ispezioni in mare. Ed in pratica, hanno ottenuto tutti le stesse risposte, virgola più virgola meno. Entrambe le società dovranno ora fermarsi, e le concessioni rilasciate dallo Stato dovranno essere riviste. Il giudizio verrà espresso il prossimo 25 Ottobre 2017, e non è detto che non possano ottenere dei nuovi permessi.

Ma attenzione a correre a conclusioni affrettate. Si stanno già scatenando i primi commentatori, con frasi tipo “Noi l’avevamo detto che l’airgun è dannoso“, o “Anche il TAR ha confermato che l’airgun è dannoso“, o “Abbiamo bloccato le trivelle!“. Beh, non è così, e come al solito prima di aprire la bocca (o dare il via libera alle dita sulla tastiera), sarebbe bene fermarsi un attimo per leggerle, queste sentenze.

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Se manca il monitoraggio ambientale, ci colpa anche la Regione Calabria

Antonella Rizzo
Antonella Rizzo

Continua senza sosta l’ignorante battaglia per tentare di bloccare le prospezioni geologiche al largo delle coste calabresi. Dopo le catastrofiche paure di alcuni esponenti politici (M5S e Possibile), smentite nella loro stessa conferenza, e dopo la presa di posizione piuttosto netta di Ugo Pugliese, si tira nuovamente in ballo Antonella Rizzo, Assessore Regionale alla Tutela dell’Ambiente.

L’Assesore ha infatti scritto una lettera al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti chiedendo addirittura la revoca delle concessioni, perché sarebbero vicine a degli impianti di cui non conosciamo l’impatto ambientale e che non avrebbero, per altro, una Valutazione di Impatto Ambientale (che sono due cose diverse, ora ci arriviamo).

L’assessore però commette un errore piuttosto comune: ha bruciato qualche tappa. Le sue paure (fondate o meno) si riferiscono già all’eventuale fase di “trivellazione”. Le concessioni invece non riguardano le trivellazioni, bensì la prospezione, una ricerca. Che senso ha, quindi, chiedere la revoca delle concessioni alla ricerca di idrocarburi, esponendo paure e timori legati alle trivellazioni?

Nessuno. Cerchiamo di fare chiarezza allora su quello che ha scritto.

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Il tabù della ricerca in mare

Il funzionamento dell'air-gun
Il funzionamento dell’air-gun

Il 18 Ottobre scorso il Ministero dell’Ambiente ha approvato tre indagini geofisiche al largo delle coste Calabresi: parliamo della zona d 3 F.P-.SC, nell’alto Cosentino, e delle zone d 85 F.R-.GM e d 86 F.R-.GM, entrambe nel Crotonese. La valutazione d’impatto ambientale si è conclusa positivamente, e dal prossimo anno due società, la Schlumberger Italiana S.p.a. e la Global MED LLC potranno scansionare il sottosuolo con la tecnica dell’air-gun.

Le reazioni a questa notizia sono state moltissime, e praticamente tutte negative. C’è chi pensa che sia a causa del referendum non passato, chi parla di invasione del proprio mare, chi ha un generale senso di fastidio per “gli americani” e chi contesta il metodo dell’air-gun. Anche l’Assessore all’Ambiente Regionale Antonella Rizzo ha pubblicato un comunicato nel quale si rammarica della scelta del governo, e ribadisce che, purtroppo, la Regione è vigile ma può fare poco.

Il Consiglio Regionale Calabrese fù tra quelli che richiesero il Referendum del 17 Aprile, detto erroneamente “Referendum delle Trivelle”. La tematica interessa infatti non solo la classe dirigente, ma anche la popolazione, sopratutto nella città di Crotone che già ospita ben 4 piattaforme all’orizzonte. Già all’epoca spiegai abbastanza bene l’argomento, dicendo che votare Si in quel caso sarebbe stata una vittoria di Pirro. In questo caso non si deve votare, e sinceramente non bisogna neanche arrabbiarsi più di tanto.

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