Tumori maligni, bassa mortalità in Calabria

Sta girando in questi giorni una bella notizia, che non ha avuto praticamente spazio sui giornali locali ma che merita un po’ di attenzione e approfondimento in più. La Calabria è tra le regioni italiane con il più basso tasso di mortalità per tumori maligni, 230 persone ogni 100.000 abitanti. Il dato si riferisce al 2012, comprende tutti i tipi di tumori maligni ed ogni organo, ed è stato pubblicato nell’Eurostat Regional Yearbook.

Come potete osservare dalla loro bella mappa, possiamo notare che per quanto riguarda l’Italia c’e, come al solito, una divisione piuttosto netta: al centro-sud si registrano le percentuali più basse, mentre al centro-nord il dato aumenta visibilmente. La maglia nera infatti è la Liguria, con ben 363 decessi ogni 100.000 abitanti. Più del doppio della Calabria.

E’ un dato che cozza molto con la percezione che si ha del fenomeno, sopratutto al Sud, dove sull’argomento si registra una particolare enfasi un po’ ovunque, da Crotone a Napoli passando da Taranto. Anche il numero di persone che hanno contratto un cancro è relativamente basso, e l’AIRTEC, nel suo annuale I Numeri del Cancro, stima che in Calabria si tratti di circa 6.243 persone (riferito al 2014).

Sempre dall’Eurostat però, apprendiamo anche che siamo tra le regioni con il minor numero di letti ospedalieri disponibili, con un elevato tasso di mortalità per problemi al sistema cardiocircolatorio, e con un numero piuttosto alto di medici in base alla popolazione. Questo per rimanere in tema di salute. Se vi va di spulciare le altre simpatiche mappe in altri settori, come quello dell’Economia o dell’Istruzione, beh, il link è sopra 🙂

Il Referendum Costituzionale, nel dettaglio

Agosto è agli sgoccioli, e si avvicina l’avvenimento politico nazionale più importante dell’anno, la Riforma Costituzionale Renzi-Boschi, semplificata  come Referendum di Ottobre, il cui vero nome, tecnicamente, sarebbe “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.

In Italia si sta facendo molto casino in merito a questo referendum. Molte parole, come al solito, ma pochissima informazione. Ci troviamo infatti nella classica situazione in cui spuntano comitati per il Si e per il No che, semplicemente, si smentiscono a vicenda, senza dati, verifiche o altro. Esattamente come accaduto per il referendum del 17 Aprile scorso, erroneamente detto “Referendum Trivelle”. I giornali e i media ovviamente si limitano (per ora) a riprendere le notizie, ma il dato peggiore si registra sul web: escludendo volutamente il bordello che si può trovare sui vari social network, sono quasi inesistenti i blog, i forum o le community che stanno creando un dibattito serio in merito al referendum. Sono veramente pochissimi. Come al solito ci si limita a copiare, ed è palese anche dai risultati di una semplice ricerca: centinaia di articoli che parlano di “ragioni del Si e del No”, copiati e riadattati qua e la. Insomma, non c’è dibattito, ma solo prese di posizione.

Per questo motivo, penso sia necessario riassumere tutte le modifiche proposte, non tanto per “indottrinarvi” su cosa votare (o su fantomatici pro o contro), ma semplicemente per informarvi di tutti i cambiamenti proposti, non solo quelli più importanti. La riforma infatti prevede la modifica di ben 47 articoli, e consultarli dalla Gazzetta Ufficiale non è proprio una semplice lettura domenicale.

Preparatevi qualcosa da bere 😉

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Qualche curiosità sulle schede elettorali

Azzardiamo
Azzardiamo un ordine di arrivo …

Addentrarsi nel complesso mondo di leggi e normative del bel paese non è cosa semplice. Spesso si perde facilmente la pazienza, dato l’elevato numero di rinvii ad altre norme, decreti o atti. Ci si perde, letteralmente. Succede per le cose serie, ma anche per le domande da domenica noiosa, curiosità e piccolezze che dovrebbero essere di facile accesso a tutti, e che invece rimangono “custodite” e sconosciute ai più.

Visto il periodo pre-elettorale, ci dedichiamo a delle curiosità sulle schede elettorali e sui loro simboli. Chi le stampa? In che numero? Chi sceglie i colori delle schede? E la posizione dei simboli?

Sono domande di pubbico interesse, e le varie risposte portano con se dei piccoli pezzi della storia Italiana, della Repubblica e dei partiti che ci furono.

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