Un copione già visto

Con la bonifica siamo punto e a capo. Si ripresenta infatti ai nostri occhi lo stesso copione che abbiamo già visto qualche mese fa, quando venne fuori lo “scandalo” delle colline dei veleni. Ma facciamo un attimo il punto.

Dopo l’annuncio da parte del Procuratore della Repubblica Giuseppe Capoccia, si è tenuto un incontro (l’ennesimo) tra Comune di Crotone, Regione Calabria e Syndial per discutere di una possibile variazione al progetto già presentato. Così come lo scorso Ottobre, tutte le parti si sono dichiarate completamente d’accordo con il progetto esposto, tanto da far parlare addirittura di una mobilitazione immediata per far partire le operazioni nel più breve tempo possibile.

Su cosa si sono dette d’accordo le varie parti? Non lo sappiamo. E la cosa sembra sfuggire non solo a me, ma anche a tanti accusatori della prima ora. Tutti coloro i quali si erano scagliati contro le colline dei veleni infatti si sono detti soddisfati dell’accordo, anche se in questo non si fa alcun riferimento alla rimozione dal progetto delle due collinette. L’unica cosa certa sembra essere lo smaltimento dei rifiuti delle due discariche a mare: circa 600.000 tonnellate di materiale che verrà preso e portato altrove (si, la Passeggiata degli Innamorati verrà distrutta).

E dei terreni dove sorgevano le fabbriche? Non sappiamo nulla. Non sappiamo se verrà effettuato uno scortico, dove verrà ripulito/stoccato il suolo, se il materiale rimarrà qui o verrà portato altrove, nè se alla fine una collinetta si farà. Quel che sappiamo è che tutti si affrettano a dirsi “soddisfatti” di un accordo che ancora non conoscono a pieno. Il rischio di questa fretta è quello di ritrovarsi con un altro progetto definitivo che non si condivide, rallentando ulteriormente i tempi. Sarebbe già la seconda volta in pochi mesi, per l’amministrazione Pugliese.

Nella speranza di un via libero definitivo (visti anche  i diversi richiami sia dell’Assessore Rizzo che del Procuratore Capoccia), consapevole degli oltre 10 anni necessari per questi tipi di progetti, sarebbe bello non ritrovarsi nella stessa situazione di pochi mesi fa.

La “bretella” di Bevilacqua

Il progetto illustrato nel 2013

Nel tardo pomeriggio di ieri (Lunedì 10 Aprile 2017) si è svolto il consiglio comunale, che prevedeva sette punti all’ordine del giorno, tutti approvati. Diverse cose importanti, una per tutte l’affidamento dell’illuminazione pubblica per i prossimi 9 anni alla Consip, ed altre interessanti, come il gemellaggio con la città di Samos, all’estremità orientale della Grecia.

Tra le varie cose, ritroviamo al quinto punto la “Proposta di riprogrammazione strada Crotone-Catanzaro migliorativa e alternativa alla S.S. 106“, nello specifico la proposta formulata dall’Ing. Antonio Bevilacqua, coinvolto nel 2013 in un discusso scandalo riguardante un grande hotel a Strongoli, ultimato e mai aperto. Anche questo punto è stato approvato, quindi pare che il Comune di Crotone presenterà una richiesta di “riprogrammazione” probabilmente all’Anas, o che si impegnerà, in futuro, a realizzare questa nuova arteria. Staremo a vedere.

Per capirci meglio, facciamo un passo indietro: di cosa stiamo parlando? Salvo cambiamenti, la “proposta Bevilacqua”, soprannominata subito come “la bretella di Bevilacqua“, è un progetto discusso da diversi decenni, e presentato formalmente solo nel 2013. Inizialmente prevedeva di cambiare il percorso della SS106: anziché farla passare da Isola Capo Rizzuto, far tagliare il percorso da dietro Cutro, sfruttando un’ampia zona piana dell’entroterra. Un progetto che piacque a tutti i sindaci della zona, sopratutto al sindaco di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi, che ne fece un suo cavallo di battaglia anche in campagna elettorale.

La “nuova 106” si collegherebbe dunque dallo svincolo di Passovecchio-Zigari direttamente a Marcedusa, per poi raggiungere l’infrastruttura già realizzata a Cropani. A fronte della costruzione di tutta una nuova infrastruttura, viene messo in luce il risparmio in termini di chilometri, e dunque di tempo, oltre al fatto di evitare l’isolamento di circa una decina di Comuni dell’entroterra. Un progetto che non è piaciuto però al di fuori del crotonese, tanto che Fabio Pugliese, presidente dell’associazione Basta Vittime sulla SS106,  ci ricordò le responsabilità locali nei continui ritardi e nelle mancata realizzazione dell’infrastruttura.

Bisogna però capire cosa si intende con “proposta di riprogrammazione”. E’ una proposta da inoltrare all’Anas? E’ un dettaglio importante, dato che l’Anas ha già realizzato i progetti preliminari per ammodernare la SS106, che non prevedono alcuna strada nell’entroterra, ma solo “qualche pezzo” di nuova infrastruttura che poi si collegherà al precedente tracciato (ne verrà una strada un po’ strana). Certo, ancora non c’è nulla di definitivo, per cui non è affatto impossibile un cambio di progetti. Discorso diverso invece se si tratta di un progetto “a parte”, ossia indipendente dalla SS106: la realizzazione di questa nuova opera, semmai ci sarà, potrebbe fungere anche da “variante”, anche se è più probabile un suo ingresso a pieno merito nell’incredibile lista delle incompiute calabresi.

Nell’attesa di avere maggiori informazioni dal Comune, non ci resta che metterci l’anima in pace. Come al solito.

La bonifica, tra l’altro

Uno stralcio del progetto…

Dopo diverse richieste e qualche settimana, la Regione Calabria ha pubblicato lo studio di fattibilità che riguarda la bonifica dell’ex area industriale di Crotone. Una serie di documenti che comprendono anche i progetti pubblicati dal Crotonese qualche settimana fa, e che sorprendentemente riguardano tutta la linea costiera della città.

Oltre alla bonifica dell’area industriale, è compresa nel pacchetto anche una lunghissima pista ciclabile di oltre 15km, che servirebbe a collegare l’ex sito industriale a Capo Colonna. Inutile dire che nei progetti presentati questa pista ciclabile segue dei percorsi spesso improbabili, o addirittura impossibili a meno di non realizzare tutta una serie di opere di consolidamento del terreno. Ma ci arriviamo con calma.

Nel pacchetto sarebbe incluso anche un porticciolo turistico, realizzato nelle vicinanze della foce dell’Esaro, un percorso panoramico sui calanchi (sempre in direzione per Capo Colonna) e tutta una serie di modifiche all’urbanistica, per la creazione del percorso ciclabile. E poi, ovviamente, la bonifica del sito industriale, che diventerebbe un parco archeologico ed un “tempio vegetale”, con piazze, percorsi e aree gioco, ma anche tutto un nuovo waterfront.

Insomma, un progetto ambizioso ed imponente, che potrebbe cambiare davvero in meglio la nostra città. Ma che presenta tanti optional che rischiano di mettere in secondo piano la bonifica stessa.

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