Un’amministrazione sbadata

Ugo PuglieseMezzo anno è passato abbondantemente, e si può iniziare a tracciare un andamento della “nuova” amministrazione comunale. Andamento, manco a dirlo, decisamente negativo, che per adesso ci ha regalato numerose contraddizioni interne, evidenti conflitti di interessi ed un vouyerismo senza pari.

Un’amministrazione definita anche da diversi dipendenti del comune come un “muro di gomma“, pericolosamente arroccata nelle proprie cerchie a scapito della collettività, capace di dire e contraddire in pochi minuti. Vanno a vuoto non solo i consigli, ma anche le richieste di informazioni: dopo diverse PEC e numerose chiamate, a patto che qualcuno risponda, nessuno sa mai nulla.

Và così che l’inizio “rivoluzionario” promesso dal Pugliese e dalla Sculco sembra ormai più che altro una fantasia. Continuano le cattive pratiche economiche, le ripetute violazioni al regolamento interno del comune, la gestione insensata e di dubbia utilità delle royalties. Insomma, nessun “cambiamento” e nulla di nuovo all’orizzonte: come questo andazzo possa portare ad un miglioramento della macchina amministrativa non ci è dato saperlo.

Leggi tutto…

Vandalismo sociale

La bella fontanella posta di fronte all’ingresso del cimitero, quasi a scrutare il mare, non ce l’ha fatta. Rientra anche lei nelle numerose opere pubbliche vandalizzate in città senza un apparente motivo, così come fanno notare in un comprensibile sfogo su WeSud. Rientrano nella lista tutti gli oggetti di arredamento urbano, ma anche autovetture di privati, e certe volte anche delle edicolette votive a memoria di un defunto. Di tutto e di più.

Certi abitanti di Crotone (e del circondario) non hanno nulla da invidiare a quell’antico popolo che saccheggiò Roma. Nel vero senso del termine: non è un vandalismo da complesso di inferiorità, bensì un atteggiamento distruttivo in quanto tale. Un vandalismo acido, sociale, avallato certamente dalla consapevolezza di essere impuniti, ma sopratutto dalla mancanza di considerazione per ciò che ci circonda. Non vi è solo una palese mancanza di educazione civica, ma anche una più generale incomprensione del concetto di “bene comune”, tant’é vero che i vasi e le piante rubati la scorsa estate da un po’ tutto il centro saranno sicuramente finiti in qualche giardino privato.

Leggi tutto…

Addio ai “centenari” del Tribunale

[194X] Panorama con Porto Nuovo
In basso a sinistra, gli alberi negli anni ’40

Questa mattina è iniziato l’intervento per rimuovere i due giganteschi eucalipti che si trovano nei pressi del Tribunale di Crotone. Come ci informa  l’assessore al verde pubblico, Caterina Caccavari: “Le radici degli alberi si sono ramificate fino ad alzare il manto stradale, fino ad ostruire le caditoie e le fogne situate nei pressi”. Era un intervento paventato da tempo, ed oggi è divenuto realtà.

I problemi causati dalle radici degli alberi sono ben noti: deformano il manto stradale, rompendo asfalto e cemento, provocando bozzi e rialzature. Creano danni anche economici. A detta dell’assessore, le radici hanno provocato (in alcuni punti) un rialzamento fino a 4cm del livello della strada, e sono finite addirittura all’interno della Corte di Assise. Anche se le malelingue sono già all’opera: a quanto si dice, a seguito del taglio avverrà un’ampliamento del parcheggio del Tribunale. Staremo a vedere. Nel frattempo, pare non ci fosse altra scelta che tagliarli. Una decisione triste, in una città che ha palesi mancanze e carenze anche nel settore del verde pubblico.

Personalmente, dubito che sia vero. Esistono infatti diversi modi per “devitalizzare” una radice ed impedire che cresca in una direzione, e ci sono numerosi sistemi in vendita per forzare lo sviluppo verso il basso, e non lateralmente. Si applicano anche a piante adulte, anche ad alberi monumentali, impedendone la morte o il taglio. Ma hanno un costo, e richiedono l’intervento di personale specializzato. Rimuovendo la pianta invece, si rimuovono anche i costi di manutenzione (potatura, pulizia, insetticida ecc.). Dubito fortemente, infatti, che verranno piantati altri alberi.

Visto che ormai le piante sono andate, dedichiamogli almeno due righe. Gli eucalipti infatti sono una specie molto fornita, e nel caso dei due alberi parlavamo di Eucalyptus globulus, una delle più comuni in generale. Parliamo di alberi che possono arrivare anche a 40 metri di altezza, e che dispongono di un complesso e articolato sistema di radici, molto sviluppato e radicato. Ma per essere così grandi, quando sono stati piantati?

Ci sono due ipotesi a riguardo, non avendo dati certi. La prima ci dice che sono stati piantati durante la costruzione del Tribunale, negli anni 60′, ma è piuttosto inverosimile. L’altra invece, ci parla dei due esemplari come unici sopravvissuti alla “bonifica” dei terreni avvenuta nel dopoguerra, che diede il via all’edificazione del nuovo centro cittadino. Ed è la più probabile: nella foto in alto, datata nella prima metà degli anni ’40, si vede già un giardinetto ben fornito di piccoli alberi. Era già presente nelle foto degli anni ’30 e ’20, per cui si può ipotizzare che quegli alberi siano li almeno dal primo decennio sel vecchio secolo. In questa zona infatti scorreva il vecchio Torrente Pignataro, che oggi è interrato, e vi sorgeva un’antica area agricola. Una fonte d’acqua costante, che rendeva la zona una piccola macchia verde circondata da terra e argilla incoltivabile.

Nella parlata comune, si è sempre detto che gli alberi fossero centenari. E’ probabile, ma non lo sappiamo con certezza. Certo è che nelle foto degli anni ’20 si possono già individuare le loro piccole chiome, e durante la costruzione del Tribunale questi erano già presenti e belli cresciuti, tanto da giustificarne il mantenimento. Tutti gli altri alberi invece (principalmente lecci e siliquastri) vennero piantati a seguito della costruzione di Corso Mazzini, tra gli anni ’50 e ’60.

Erano gli unici alberi secolari presenti in città. Adesso i più vecchi ancora in vita sono gli alberi della Margherita e della villa comunale, piantati tra il 1940 e il 1942 e sbocciati qualche decennio prima.