Il PD Crotonese proprio non ce la fa

Un bello slogan per il 2×1000…

Lo slogan usato dal Partito Democratico Nazionale per la raccolta fondi tramite il 2×1000 fa fede alle idee di rottamazione che hanno riconsacrato Matteo Renzi alla guida del più grande partito di centrosinistra del bel paese. Lo leggiamo ovunque, anche sul sito del PD Calabrese: “Quanto costa cambiare le cose? Meno che lasciarle così“.

Una bella frase, che però poco rappresenta la realtà delle cose. Specialmente in Calabria, dove il Partito Democratico soffre di una cronica e perdurante atarassia, cristallizzato in vecchie logiche, vecchi modus operandi (ricordate il caso Melillo?) e, sopratutto, vecchie personalità. Se alla base dell’idea del PD c’era proprio il distacco più totale dai vecchi approci dei partiti di sinistra (chiusi, inaccessibili, gestiti in maniera verticistica da una stretta cerchia di fedelissimi), purtroppo c’è da confermare il fatto che in Calabria – ma non solo – i cambiamenti arrivano sempre in ritardo. E spesso li si ignora ben volentieri.

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Il cliente ha sempre ragione

Il sit-in di protesta (via IlCrotonese)

Per oltre dieci giorni un gruppetto di ex dipendenti dell’Akros ha protestato sotto al palazzo comunale, in Piazza della Resistenza. Ci sono stati numerosi attimi di tensione, tra scontri verbali con guardie, forze dell’ordine, sindaco e consiglieri, ed attimi drammatici come l’annuncio di uno sciopero della fame ed il successivo malore di uno degli ex impiegati. Dopo due giorni di pausa, la protesta è ripresa su una gru del porto.

Facciamo un passo in dietro: l’Akros s.p.a. nacque nel 1999 e nel 2001 (con una maggioranza spaccata) ottenne in gestione la raccolta differenziata di Crotone e di diversi altri comuni della Provincia. In seguito, per via dell’assorbimento dei lavoratori di ASPSC, si trovò a gestire anche la raccolta ordinaria dei rifiuti e la manutenzione del depuratore. La società svolse un discreto lavoro con la differenziata, portando la percentuale cittadina al picco tuttoggi imbattuto del 22,5%. Ma dal 2006, nonostante i rosei scenari, iniziarono i problemi, che si concretizzarono nel 2009 con le prime crisi di liquidità e la costante ricerca di creditori e fondi. Da allora, almeno una volta all’anno abbiamo assistito ad una protesta dei lavoratori Akros, che prima si piazzavano alla sede della Provincia. Nel frattempo nacque Akrea s.p.a., e l’Akros si avvicinò lentamente al suo destino: fallì definitivamente nell’Aprile 2016, dopo 17 anni di attività.

Sempre nell’Aprile del 2016 i sindacati si mossero per tutelare la posizione dei 62 dipendenti di Akros, e ottennero un accordo per l’assorbimento di tutto il personale in Akrea, la nuova società che dovrà occuparsi anche della differenziata (e che fino ad oggi ha preso un po’ tutti in giro). L’accordo però prevede l’assorbimento immediato di 28 lavoratori, mentre gli altri 34 verranno inseriti “solo con l’avvio del porta a porta“. Ma nel frattempo è passato già un anno, ed a Luglio scadrà la disoccupazione degli impiegati non ancora assorbiti, che si ritroveranno letteramente senza un soldo. Da questa situazione emergenziale nasce la protesta che avete visto tutti, e che sta continuando addirittura su una vecchia gru del porto cittadino, a 30 metri d’altezza.

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Il destino di Pitagora, tra Samo e Crotone

Salvator Rosa, Ritorno di Pitagora (1662)

Per il 20 Maggio è in programma un piccolo evento importante: la città di Crotone, globalmente nota come la città Pitagorica, si gemellerà con Samo, la città-isola che diede i natali al grande filosofo. L’evento, oltre alla formalità del gemellaggio, prevede l’arrivo di una delegazione in città per visitare il nostro museo archeologico, e per avvalorare i rapporto di collaborazione tra i due centri. Un’associazione spontanea e ovvia, che vedrà luce solo oggi, ma meglio tardi che mai.

Non serve celebrare la grande figura di Pitagora. Sono sicuro che ricorderete tutti la famosa iscrizione all’ingresso della scuola, i suoi versi aurei, i vari simboli, ed anche la sua strana avversione alle fave. Senza contare i numerosi progressi matematici, con il suo famoso teorema studiato ancora oggi in tutto il mondo. Ma Pitagora era anche un politico, e la sua scuola fungeva anche da organizzazione conservatrice, aristocratica. A tal proposito, c’è da considerare una particolare analogia tra le due città che si stanno per gemellare.

Crotone e Samo, infatti, sono accomunate da due grandi eventi: entrambe hanno ospitato una scuola fondata da Pitagora, ed entrambe hanno costretto il filosofo alla fuga per motivi politici. In genere non si fa mai riferimento alla “cacciata” di Pitagora, eppure avvenne in entrambi i casi, dato che Pitagora scappò prima da Samo e poi da Kroton. Una sorta di condanna, che ha raggiunto il filosofo anche dopo aver attraversato mezzo Mediterraneo.

Nel nostro caso, pare si trattò di un allontanamento violento, tra case incendiate e bastonate. A distanza di due millenni non potremo mai sapere se l’esilio avvenne a torto o a ragione (si parla di “democratici che andarono contro l’aristrocrazia”, ma anche di piccoli tiranni o di altre figure desiderose di prendere il potere politico), ma sappiamo per certo che Kroton non fù solo la città che accolse Pitagora, permettendogli di svilupparsi e di divenire uno dei pensatori più noti di sempre, ma fù anche la città che lo scacciò con la forza, condannandolo a morte.

Storie di ordinaria amministrazione, in quegli anni, tra tiranni e oligarchi di vario genere. In molti sono convinti del fatto che la cacciata di Pitagora fù il primo passo al decadimento di Kroton, ma non è un collegamento così scontato dato che almeno fino alla prima metà del 300 a.C. la città continuò a godere di una certa influenza politica e culturale. Questo almeno fino ad una serie di pesanti sconfitte militari, ed alla successiva colonizzazione romana.

Il gemellaggio tra Crotone e Samo è una cosa talmente scontata e ovvia che viene da chiedersi come mai non sia mai stato fatto fino ad oggi, nonostante il filo comune che le unisce. A tal proposito, è bene sapere che da Samo vengono anche Epicuro ed Aristarco, e che sull’isola si trova tutt’oggi il Pythagoreion, antico porto torrificato dal quale pare salpò Pitagora.

Nell’attesa del “ritorno dagli inferi” del filosofo, come auspicava Salvator Rosa e numerosi altri intellettuali dell’epoca, un salto nell’antica Ionia sarebbe d’obbligo.