Il destino di Pitagora, tra Samo e Crotone

Salvator Rosa, Ritorno di Pitagora (1662)

Per il 20 Maggio è in programma un piccolo evento importante: la città di Crotone, globalmente nota come la città Pitagorica, si gemellerà con Samo, la città-isola che diede i natali al grande filosofo. L’evento, oltre alla formalità del gemellaggio, prevede l’arrivo di una delegazione in città per visitare il nostro museo archeologico, e per avvalorare i rapporto di collaborazione tra i due centri. Un’associazione spontanea e ovvia, che vedrà luce solo oggi, ma meglio tardi che mai.

Non serve celebrare la grande figura di Pitagora. Sono sicuro che ricorderete tutti la famosa iscrizione all’ingresso della scuola, i suoi versi aurei, i vari simboli, ed anche la sua strana avversione alle fave. Senza contare i numerosi progressi matematici, con il suo famoso teorema studiato ancora oggi in tutto il mondo. Ma Pitagora era anche un politico, e la sua scuola fungeva anche da organizzazione conservatrice, aristocratica. A tal proposito, c’è da considerare una particolare analogia tra le due città che si stanno per gemellare.

Crotone e Samo, infatti, sono accomunate da due grandi eventi: entrambe hanno ospitato una scuola fondata da Pitagora, ed entrambe hanno costretto il filosofo alla fuga per motivi politici. In genere non si fa mai riferimento alla “cacciata” di Pitagora, eppure avvenne in entrambi i casi, dato che Pitagora scappò prima da Samo e poi da Kroton. Una sorta di condanna, che ha raggiunto il filosofo anche dopo aver attraversato mezzo Mediterraneo.

Nel nostro caso, pare si trattò di un allontanamento violento, tra case incendiate e bastonate. A distanza di due millenni non potremo mai sapere se l’esilio avvenne a torto o a ragione (si parla di “democratici che andarono contro l’aristrocrazia”, ma anche di piccoli tiranni o di altre figure desiderose di prendere il potere politico), ma sappiamo per certo che Kroton non fù solo la città che accolse Pitagora, permettendogli di svilupparsi e di divenire uno dei pensatori più noti di sempre, ma fù anche la città che lo scacciò con la forza, condannandolo a morte.

Storie di ordinaria amministrazione, in quegli anni, tra tiranni e oligarchi di vario genere. In molti sono convinti del fatto che la cacciata di Pitagora fù il primo passo al decadimento di Kroton, ma non è un collegamento così scontato dato che almeno fino alla prima metà del 300 a.C. la città continuò a godere di una certa influenza politica e culturale. Questo almeno fino ad una serie di pesanti sconfitte militari, ed alla successiva colonizzazione romana.

Il gemellaggio tra Crotone e Samo è una cosa talmente scontata e ovvia che viene da chiedersi come mai non sia mai stato fatto fino ad oggi, nonostante il filo comune che le unisce. A tal proposito, è bene sapere che da Samo vengono anche Epicuro ed Aristarco, e che sull’isola si trova tutt’oggi il Pythagoreion, antico porto torrificato dal quale pare salpò Pitagora.

Nell’attesa del “ritorno dagli inferi” del filosofo, come auspicava Salvator Rosa e numerosi altri intellettuali dell’epoca, un salto nell’antica Ionia sarebbe d’obbligo.

Forse è meglio cambiare rotta

Non c'è niente da ridere (via doodleaday)
Non c’è niente da ridere (via doodleaday)

Ci siamo. Anzi, ci risiamo. Per l’ennesima volta, l’aeroporto Pitagora sembra prossimo alla chiusura. Prossimo stop il 30 Ottobre: manca appena una settimana per la nuova chiusura della struttura, che durerà almeno fino alla fine di Novembre (e nel caso peggiore fino alla prossima primavera). Tuttavia, oltre alle solite lamentele che sentiamo in giro e leggiamo anche sui giornali, dovremmo fermarci un secondo e farci due conti.

Oltre all’arcinota questione della vecchia società, la Sant’Anna S.p.A., dichiarata fallita e con diversi milioni di debiti, c’è la triste falsa partenza dela nuova società, la Sagas, sequestrata e dissequestrata qualche settimana fa, e recentemente esclusa dal bando di gara ENAC per la gestione dello scalo. Unica esclusa. Il primo sfogo arrivò dal Sindaco. Seguì dunque la presa di posizione della stessa società che annunciò di voler ricorrere al TAR. Una scelta inutile, una causa persa in partenza, ma dove c’è gusto non c’è perdenza.

La sentenza del TAR arriverà Mercoledì 26 Ottobre, ma a quanto pare il ricorso verrà rigettato: il bando è perfettamente legittimo e non c’è un danno irreparabile nei confronti della società. Insomma, la colpa dell’esclusione sembra essere unicamente dalla stessa società. Non c’è nessuna volontà politica, ma solo l’incapacità della Sagas di rispondere a tutti i requisiti del bando. Niente di più niente di meno, solo che il ricorso al TAR andrà pagato, e vista la spesa di diverse migliaia di euro (che chissà chi pagherà, data la situazione economica della società) ci sarebbe da chiedersi se non era meglio una semplice ammissione di colpe.

A questo punto, trovandoci nuovamente punto e a capo, dobbiamo chiederci un paio di cose. Entrambe le società hanno accumulato debiti su debiti, e la situazione economica dell’aeroporto, nonostante i numeri da record, non è affatto rosea. Ryanair ha sicuramente delle colpe nel discorso generale, ma mi viene da dire: non è che la colpa più grande è delle società che hanno amministrato lo scalo? Non è evidente una palese incompetenza nella gestione? Non è palese che non c’è nessun piano concreto per il futuro, ma solo un trascinamento continuo? In fondo, così ha campato lo scalo nell’ultimo ventennio.

A questo punto, una gestione diversa da quella “alla crotonese” potrebbe essere una svolta positiva. Potrebbe addirittura farmi cambiare idea, dato che per me lo scalo Crotonese andrebbe chiuso, e tutti i milioni spesi per mantenerlo aperto si sarebbero potuti spendere per un degno servizio di trasporto per Lamezia. Ma magari la Sacal (la società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme) riuscirà a fare un miracolo, e non solo porterà qualche nuovo vettore su Crotone, ma anche nuove tratte, e, cosa più importante di tutte, un bilancio positivo.

Il 29 Ottobre partirà l’ultimo volo, per questo autunno. Incrociamo le dita, specialmente per i dipendenti della struttura, che sono sempre quelli a pagare il prezzo più alto, e che dimostrano molto spesso di avere molto più giudizio di chi li amministra.

Assumersi le proprie responsabilità

Prima ieri su La Provincia, poi oggi su Il Crotonese, leggiamo lo sfogo del Sindaco Ugo Pugliese per l’esclusione di Sagas dal bando Enac per la gestione dell’Aeroporto di Crotone. E’ uno sfogo giusto, lecito, doveroso, che però si frantuma e perde di ogni credibilità quando, a metà discorso, si legge:

Se qualcuno desidera che Crotone “voli” sempre piu’ basso, che lo dica, che esca allo scoperto, che ci spieghi i motivi, che a mio avviso, sono esclusivamente di natura politica.

Ci risiamo. Negli ultimi anni è diventato di moda accusare “qualcuno” o “qualcosa” di oscuro. C’è chi li chiama “poteri forti”, chi “deviati”, e così via per altri mille nomi, tirando in ballo fantomatici interessi e assurde storie. E’ un peccato, perché molto spesso si usano queste storie per tentare di giustificare i fallimenti personali. E lo scalo Pitagorico di fallimenti (a livello amministrativo) ne ha collezionati parecchi.

Il Sindaco a questo punto dovrebbe sapere, o quanto meno prendere atto, che la bocciatura della Sagas (dichiarata inammissibile per carenze non recuperabili nella documentazione presentata) è avvenuta solo per mano della stessa società, che a differenza di tutti gli altri concorrenti a presentato una documentazione carente e insanabile entro il termine ultimo di presentazione (il 28 Ottobre). Altro che natura politica.

Insomma, l’aeroporto continua ad essere usato con cavallo di troia. Tutti lo vogliono, magari con un’amministrazione “locale”. Ma la storia ci insegna che questa scelta non ha causato altro che danni, e che forse dovremmo accettare di cedere il passo a chi ha più esperienza di noi. Come la Sacal.