Le fioriture algali: parliamone

L’ultima chiazza (via Crotone 24 News)

L’estate a Crotone porta con se diverse fobie stagionali, destinate a nascere e morire a cavallo tra fine Maggio ed i primi di Settembre. Ce n’é per tutti, tant’è che ogni anno ritornano i “problemi” di sempre, dagli schiamazzi notturni alle ordinanze per la musica, dal traffico insopportabile ai numerosi controlli delle forze dell’ordine, e chi più ne ha più ne metta. Ma un vero e proprio must, sicuramente giustificato ma comunque decisamente esagerato, è quello che riguarda la paura della “fogna a mare”.

A Crotone sono infatti presenti – come in tutte le città di mare – ben tre sbocchi della rete fognaria in acqua (ne parlerò meglio in un altro post), che durante l’inverno vengono usati in situazioni di eccessivo stress della rete. In estate è – ovviamente – vietato aprire questi scoli, ma purtroppo capita che per dei malfunzionamenti o per degli errori vi siano degli sversamenti che compromettono la balneabilità. Lo scorso anno ne abbiamo avuti due, di sversamenti, ed in passato si sono registrati numeri simili, con un netto peggioramento dal 2012 al 2016. Speriamo, ovviamente, di cambiare rotta.

A fronte però di due sversamenti, si registra una paura sempre più fobica della “fogna”. Ogni qual volta che il mare è sporco, si nomina la “fogna”. Se la spiaggia è sporca, e ci si infetta con orzaioli e dermatiti, si parla subito di “fogna”. Se ci sono carte, plastiche e confezioni che galleggiano a mare o che si decompongono sulla spiaggia, si parla pur sempre di “fogna”. Insomma, questa fogna è diventata un deterrente, la panacea di ogni male, ed anche quando non è palesemente un problema collegato alla rete fognaria è inutile specificalo: per il crotonese, si parla di “fogna”.

Continue Reading

Perdere i “mi piace”

Ormai è più di un anno che ho iniziato ad usare Facebook, e poco meno di qualche mese che ho iniziato ad usare il mio profilo personale. L’idea, inizialmente, era di dare maggiore visibilità a questa mia paginetta. Pensavo di aver raggiunto un giusto numero di contenuti (circa mille post, diverse gallerie fotografiche con più di duemila pezzi, decine di grafici e mappe interattive), decente per poter iniziare ad affermarmi. Ma evidentemente mi sbagliavo.

A voler fare il bilancio di un anno, non solo la mia pagina non è “cresciuta”, nel senso che il grosso delle interazioni è stato portato da amici (e che sono stabilmente fermo da mesi, incapace dunque di prenderne di nuove, per nolo o per dolo), ma la cosa più strana di tutte è che il numero di interazioni riscontrate su Facebook non hanno mai trovato riscontro invece sul sito. Mi spiego meglio: se un post prende 5 like, io spesso e volentieri mi ritrovo con 0 click sul sito. Insomma, nessuno li legge, i miei post.

Senza alcuna presunzione di voler essere sulla bocca di tutti, è quanto meno frustrante. La sensazione di non avere un riscontro, ma sopratutto l’idea che anche a volerti spiegare meglio non si trova nessuno a voler capire il tuo ragionamento. E tant’è, qui a Crotone come nel resto del mondo. Mentre ci sono pagine che prosperano con minchiate e bufale, chi cerca di dedicarsi più seriamente (e ci sono diverse realtà in Calabria) viene sistematicamente ignorato.

La cosa più divertente, però, è la perdita dei “mi piace”. Da quando ho aperto la pagina ne ho persi almeno una decina, per via di alcuni post che scrissi. La cosa davvero simpatica di questa vicenda è: certe persone che prima mi seguivano, anziché replicare alle mie parole hanno ben pensato di ignorarmi. Legittimo. La loro prima mossa, anziché la difesa delle loro posizioni è stato togliermi i “mi piace”, probabilmente messo con altrettanta leggerezza.

Ormai non si discute più. Tutti devono avere per forza ragione, e non sono disposti ad ammettere di aver detto una minchiata. Armati di pulsanti e della libertà di conferire o revocare la loro approvazione. Notiamolo, quando scorriamo nelle sezioni commenti dei giornali locali, o mentre parliamo con i nostri amici. Ma sopratutto, leggendo l’infinità di post e minchiate che vengono pubblicate su Crotone: una città tanto piccola da avere una concentrazione di fenomeni (o esaltati) talmente alta da far accapponare la pelle.

Ab uno disce omnis.

Se manca il monitoraggio ambientale, ci colpa anche la Regione Calabria

Antonella Rizzo
Antonella Rizzo

Continua senza sosta l’ignorante battaglia per tentare di bloccare le prospezioni geologiche al largo delle coste calabresi. Dopo le catastrofiche paure di alcuni esponenti politici (M5S e Possibile), smentite nella loro stessa conferenza, e dopo la presa di posizione piuttosto netta di Ugo Pugliese, si tira nuovamente in ballo Antonella Rizzo, Assessore Regionale alla Tutela dell’Ambiente.

L’Assesore ha infatti scritto una lettera al Ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti chiedendo addirittura la revoca delle concessioni, perché sarebbero vicine a degli impianti di cui non conosciamo l’impatto ambientale e che non avrebbero, per altro, una Valutazione di Impatto Ambientale (che sono due cose diverse, ora ci arriviamo).

L’assessore però commette un errore piuttosto comune: ha bruciato qualche tappa. Le sue paure (fondate o meno) si riferiscono già all’eventuale fase di “trivellazione”. Le concessioni invece non riguardano le trivellazioni, bensì la prospezione, una ricerca. Che senso ha, quindi, chiedere la revoca delle concessioni alla ricerca di idrocarburi, esponendo paure e timori legati alle trivellazioni?

Nessuno. Cerchiamo di fare chiarezza allora su quello che ha scritto.

Continue Reading