Ridere di gusto

“Donna con Bandiera” di Tina Modotti

Domani, a distanza di due mesi dal voto, probabilmente avremo un nuovo governo. C’è voluto un po’, ma alla fine il matrimonio naturale tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle è avvenuto: sel’aspettavano tutti, perchè – vale la pena ricordarlo – il M5S è fondamentalmente un partito di destra, che affronta ed avalla temi e discorsi cari alla destra classica, e che di fatti, in maggioranza, approva l’unione con la Lega piuttosto che col PD. Che se ne prenda atto, una volta per tutte, che quando “non è ne né destra né sinistra, è sempre destra“.

Ma tant’è: avremo probabilmente uno dei peggiori governi della storia della Repubblica. Da una parte, la Lega, che porterà avanti le tematiche tanto care al cdx. Dall’altra, il M5S, che sostanzialmente non sarà in grado di produrre nulla, se non qualche decreto o qualche legge al quale assegnerà un nome eclatante. Quel che pare ovvio, ad un occhio critico, è che entrambi i partiti hanno tradito le loro promesse elettorali. Ma questa cosa non importa, ed è così che i nemici diventano improvvisamente alleati: abbindolando l’elettorato, al quale ben piace essere abbindolato.

In questo contesto, rido. Rido di gusto. Non tanto per i grillini che tentano di giustificare le tristissime e degradanti giravolte di Di Maio. Non tanto per i leghisti che accetteranno di buon grado di dover sottorare a “Roma Ladrona”, da sempre avversa da Salvini. Non tanto per tutto quel popolino, misero, che ha costruito la propria conoscenza politica su Facebook, al grido di “e allora il PD” ed altre fesserie simili. No. Rido di gusto, per tutte quelle persone “di sinistra” che, in questi giorni, si stanno spendendo in discutibili comunicati stampa per “ritrattare” il loro voto al M5S, o per “ritirarlo”.

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Non capiamo nulla, di internet

Internet è una risorsa. In futuro sarà equiparato alla corrente elettrica, diventerà necessario. Così come lo diventarono i frigoriferi, le automobili, i computer. Internet è il futuro. E porca miseria, dopo vent’anni non siamo ancora in grado di comprenderlo a pieno. Non sappiamo cos’è, come funziona, su cosa si basa. Ed i ciarlatani la fanno franca.

È emblematico il recente caso che vede contrapposti il M5S ed un giovane hacker, recentemente raggiunto da una denuncia. Il giovane, Luigi Gubello, ha messo in luce una delle note vulnerabilità di Rousseau, il “sistema operativo” del movimento: una cloaca spacciata per gioiello, con una disarmante semplicità che può andar bene solo ad ignoranti e creduloni.

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Il PD Crotonese proprio non ce la fa

Un bello slogan per il 2×1000…

Lo slogan usato dal Partito Democratico Nazionale per la raccolta fondi tramite il 2×1000 fa fede alle idee di rottamazione che hanno riconsacrato Matteo Renzi alla guida del più grande partito di centrosinistra del bel paese. Lo leggiamo ovunque, anche sul sito del PD Calabrese: “Quanto costa cambiare le cose? Meno che lasciarle così“.

Una bella frase, che però poco rappresenta la realtà delle cose. Specialmente in Calabria, dove il Partito Democratico soffre di una cronica e perdurante atarassia, cristallizzato in vecchie logiche, vecchi modus operandi (ricordate il caso Melillo?) e, sopratutto, vecchie personalità. Se alla base dell’idea del PD c’era proprio il distacco più totale dai vecchi approci dei partiti di sinistra (chiusi, inaccessibili, gestiti in maniera verticistica da una stretta cerchia di fedelissimi), purtroppo c’è da confermare il fatto che in Calabria – ma non solo – i cambiamenti arrivano sempre in ritardo. E spesso li si ignora ben volentieri.

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