Il peso di una nomina

Nei giorni scorsi la sanità locale è rientrata ferocemente nel dibattito pubblico, a seguito di un blocco delle erogazioni alle strutture accreditate. Un argomento che affronterò meglio nei prossimi giorni, in quanto – purtroppo – strumentalizzato da troppi lati.

A fare da cornice a questo spiacevole evento, c’è stato un fatto curioso quanto sconcertante, che potremmo parafrasare come una piccola “guerra politica”. La Prossima Crotone infatti ha attaccato l’attuare direttore dell’ASP di Crotone, Sergio Arena, definendolo “abusivo” e chiedendo un cambio di vertici. Dello stesso avviso un’altra nota, lanciata dal Laboratorio Crotone – Idee in Rete (una sorta di associazione di centro-destra vicina agli ambienti sculchiani), questa volta indirizzata contro Scura ed i suoi tagli, che peggiorerebbero la vita dei cittadini.

Fin qui tutto nella norma. Se non fosse per il fatto che, in poche ore, non solo il PD locale ha risposto duramente all’attacco de La Prossima Crotone, ma addirittura è venuta fuori una nota congiunta di ben 16 sindaci del crotonese a difesa di Sergio Arena. Sedici sindaci di vari paesi che hanno preso le difese del direttore dell’ASP locale. Una cosa mai vista prima, sia per la modalità che per i tempi di risposta.

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Ridere di gusto

“Donna con Bandiera” di Tina Modotti

Domani, a distanza di due mesi dal voto, probabilmente avremo un nuovo governo. C’è voluto un po’, ma alla fine il matrimonio naturale tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle è avvenuto: sel’aspettavano tutti, perchè – vale la pena ricordarlo – il M5S è fondamentalmente un partito di destra, che affronta ed avalla temi e discorsi cari alla destra classica, e che di fatti, in maggioranza, approva l’unione con la Lega piuttosto che col PD. Che se ne prenda atto, una volta per tutte, che quando “non è ne né destra né sinistra, è sempre destra“.

Ma tant’è: avremo probabilmente uno dei peggiori governi della storia della Repubblica. Da una parte, la Lega, che porterà avanti le tematiche tanto care al cdx. Dall’altra, il M5S, che sostanzialmente non sarà in grado di produrre nulla, se non qualche decreto o qualche legge al quale assegnerà un nome eclatante. Quel che pare ovvio, ad un occhio critico, è che entrambi i partiti hanno tradito le loro promesse elettorali. Ma questa cosa non importa, ed è così che i nemici diventano improvvisamente alleati: abbindolando l’elettorato, al quale ben piace essere abbindolato.

In questo contesto, rido. Rido di gusto. Non tanto per i grillini che tentano di giustificare le tristissime e degradanti giravolte di Di Maio. Non tanto per i leghisti che accetteranno di buon grado di dover sottorare a “Roma Ladrona”, da sempre avversa da Salvini. Non tanto per tutto quel popolino, misero, che ha costruito la propria conoscenza politica su Facebook, al grido di “e allora il PD” ed altre fesserie simili. No. Rido di gusto, per tutte quelle persone “di sinistra” che, in questi giorni, si stanno spendendo in discutibili comunicati stampa per “ritrattare” il loro voto al M5S, o per “ritirarlo”.

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Non capiamo nulla, di internet

Internet è una risorsa. In futuro sarà equiparato alla corrente elettrica, diventerà necessario. Così come lo diventarono i frigoriferi, le automobili, i computer. Internet è il futuro. E porca miseria, dopo vent’anni non siamo ancora in grado di comprenderlo a pieno. Non sappiamo cos’è, come funziona, su cosa si basa. Ed i ciarlatani la fanno franca.

È emblematico il recente caso che vede contrapposti il M5S ed un giovane hacker, recentemente raggiunto da una denuncia. Il giovane, Luigi Gubello, ha messo in luce una delle note vulnerabilità di Rousseau, il “sistema operativo” del movimento: una cloaca spacciata per gioiello, con una disarmante semplicità che può andar bene solo ad ignoranti e creduloni.

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