Qualche curiosità sul Faro di Capo Colonna

Una mappa del 1904

Tra gli innumerevoli elementi caratteristici di Capo Colonna, ce n’é uno che affascina tutta una nicchia di amanti del mare: il faro. Innumerevoli sono le definizioni e le sfumature date ai fari di tutto il mondo, considerati come guardiani silenziosi, salvatori provvidenti, e addirittura come templi del mare. Un fascino irresistibile, che rimanda alla mente scene di violente tempeste invernali, onde insormontabili, e cupi scenari selvaggi e indomabili, intesi quasi come un giusto prezzo da pagare per poter usufuire dei lenti e lunghi periodi di quiete, di calma.

La presenza del faro, in fondo, è ben radicata nel crotonese: la sua luce “lampeggia” verso la città ogni 5 secondi, ed è diventato, a tutti gli effetti, un punto di riferimento visibile per tutti i cittadini, perfettamente riconoscibile da ogni spiaggia del “golfo cittadino”.

Vale la pena, allora, riscoprire la storia del nostro faro. Capo Colonna è un luogo che contiene innumerevoli storie da raccontare, e sebbene non si tratti di un reperto archeologico, il faro risulta essere ingiustamente scartato dall’interesse dei visitatori. Cerchiamo di metterci una pezza.

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L’evento “unico” che si verifica ogni anno

Succede ogni anno…

Non conosciamo più l’ambiente. Ci viviamo ogni santo giorno con il sole, il mare ed il vento, ma non sappiamo più come funzionano. Non prestiamo più attenzione alle cose lente ed apparentemente immutabili che  formano la natura, salvo qualche vannuliaménto con amici, quando dobbiamo vantarci del bel clima che caratterizza “il sud”.

A dimostrazione di ciò, un articolo pubblicato questa mattina da  CrotoneInforma, dal titolo emblematico: “Evento storico UNICO: il Gambero Rosso senz’acqua!“. Per fugare ogni dubbio, il catenaccio ci fa intendere che qualcosa non quadra, e che é del tutto anomalo vedere lo storico ristorante, solitamente bagnato dal mare, all’asciutto.

Ovviamente, è una balla colossale: il Gambero Rosso finisce “all’asciutto” ogni anno, più volte all’anno, in concomitanza con i periodi di bassa marea. Se non si vuole consultare un qualunque libro che parla di biologia marina, e se non si conosce alcun pescatore, basta cercare in rete una tavola di marea, e confrontarla con quella degli anni precedenti: il periodo a cavallo tra Gennaio e Febbraio è generalmente caratterizzato da basse maree.

Se poi siete proprio scettici… perché non cercate le foto del ristorante su TripAdvisor o su Booking? Noterete che in più occasioni, anche in primavera/estate, il noto ristorante figura “all’asciutto”. Questo perché le basse maree non si verificano in modo “unico”, ma mensilmente, in quanto influenzate anche dalla Luna. Si possono anche prevedere tramite un non troppo semplice calcolo.

Qualcuno comunque potrebbe obiettare, e dire: “il mare è davvero ritirato di molto!“. Ed è vero. Ma non è colpa né dell’ENI, né della subsidenza, né dell’erosione delle coste, né dell’inquinamento ecc. ecc… Questo evento si verifica una volta all’anno, ed ha un nome: Sigizia. In parole povere, è il momento dell’anno in cui il dislivello tra bassa ed alta marea è più evidente, tanto che il mare può “ritirarsi” anche di oltre un metro. Basti pensare che in queste ore a Venezia stanno avendo lo stesso problema, con conseguenze ben più gravi.

Ricapitolando, non parliamo affatto di un evento “unico”, e sopratutto non parliamo di un evento che può essere influenzato dall’uomo o dalle industrie. Parliamo di un evento del tutto naturale, che si verifica ogni anno (quando in modo più evidente, quando meno), già documentato da diverse fotografie online. In questo momento la marea sta già risalendo, e domani scenderà nuovamente per poi risalire. Perché come ci insegnò Plinio, le maree “salgono e tornano indietro due volte nel tempo tra due levate della luna“.

Detto questo, non preoccupatevi per il Gambero Rosso: tra qualche giorno tornerà tutto a posto. Anche se non è una bassa marea a far perdere al ristorante il suo classico ed intramontabile fascino.

“E lassàla cadìr”

La Torre Vecchia

Quattro chiacchiere con alcuni amici di Isola, ed escono fuori tutti i discorsi più importanti degli ultimi mesi, dalla Misericordia al recente scioglimento del Comune. Posizioni diverse e divise, ovviamente, ma si parla in tranquillità. Ad un certo punto, tra una cosa e l’altra, tiro in ballo la storia della Torre Vecchia.

Per chi non lo sapesse, la Torre Vecchia di Capo Rizzuto sta lentamente franando a mare. La struttura è solida, il problema infatti è il terreno: pare che l’intero costone si sia staccato dalla terra ferma, e stia lentamente franando a colpi di onde. È un problema piuttosto vecchio, dato che già nel 2011 l’allora sindaca Girasole chiedeva urgenti attività di messa in sicurezza. Ma non se n’é fatto nulla, e ciclicamente la storia esce fuori su questo o quel giornale.

Ad ogni modo, i miei amici scoppiano a ridere. Uno di loro, col suo marcato accento, mi dice:

La Torre Vecchia? E lasciala cadere, ti freghi di lei! C’è altro a cui pensare.

Semplice. Un parere – a quanto pare – piuttosto diffuso tra la popolazione, che non vede quel luogo come una risorsa. Certo, queste torrette si trovano sparse lungo tutta la Costa dei Saraceni, ma non per questo vanno sminuite. Purtroppo però, i miei amici mi confermano solo che quel posto è buono per appartarsi.

L’ho sempre pensato, che non ci fosse una degna consapevolezza dei nostri beni storici ed archeologici. Ed oggi, purtroppo, ne ho avuto una triste riconferma.