Giocando con la legge

Non l’ha presa bene…

Nella giornata di ieri, 14 Dicembre 2016, il TAR della Calabria si è espresso sul ricorso presentato da Ilario Sorgiovanni nei confronti del Comune di Crotone. A detta del candidato pentastellato, e con vasto appoggio anche di altri esponenti del M5S locale nonché dei due legali, le elezioni dello scorso giugno a Crotone sarebbero in qualche modo illegittime, per via di paventate irregolarità e scorrettezze.

Quella del ricorso al TAR è una vera e propria tattica del M5S. Basta una semplice ricerca online per verificare che in moltissime città e paesi i gruppi locali del M5S hanno paventato irregolarità durante le votazioni, presentando puntualmente ricorsi al TAR di questa o quella regione. Tutti, ovviamente, respinti.

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Hanno soppresso l’intercity 558?

Questa mattina, tra una notizia e l’altra, leggo sul Crotonese che l’intercity 558 (il diretto Reggio Calabria – Taranto) sarebbe stato soppresso. Una notizia importantissima rifilata in un trafiletto. Tuttavia, leggo che ad averla diramata è il Meetup Amici di Beppe Grillo di Crotone, e sembra proprio che sia più che altro una loro supposizione.

Non c’è infatti nessun comunicato da parte di RFI o Trenitalia che parla della soppressione dell’intercity 558. In genere, quando si sopprime un treno, viene pubblicato mesi prima un comunicato che spiega il motivo della soppressione e come questo collegamento verrà sostituito. Se manca questo comunicato, è altamente improbabile che un treno venga soppresso “senza comunicazione”: si andrebbe in contro a pesanti sanzioni, e a possibili inchieste.

Tuttavia, l’orario dei treni in vigore scade il prossimo 10 Dicembre, ed ancora non è possibile prenotare un viaggio sul treno diretto. Effettivamente, l’intercity sembra scomparso, ma solo dalla rete. E’ probabile che il sistema non sia aggiornato, dato che mancano anche diversi altri treni nazionali all’appello. Una lentezza comunque ingiustificata per la società ferroviaria.

Staremo a vedere.

Aggiornamento del giorno dopo: come volevasi dimostrare, il treno non è stato affatto soppresso.

Come si difende il mare (per davvero)

Zone di ricerca (via IlCarusoBlog)
Zone di ricerca (via IlCarusoBlog)

Nella giornata di ieri (13 Novembre 2016) si è svolta la manifestazione “Difendiamo il nostro mare”, promossa da numerosissime associazioni e comitati. Alla base della manifestazione troviamo “la volontà di difendere il mare dai danni derivanti dalla ricerca ed estrazione degli idrocarburi (petrolio e gas) dai fondali marini“. Insomma, un tema che ha scosso gli ambientalisti e gli animalisti, ma chè è più un tabù che un pericolo reale.

Iniziamo subito con il dire una cosa: la tecnica dellìAir-Gun (seismic blasting) è utilizzata attivamente da oltre 30 anni, anche in Europa. A livello internazionale, è riconosciuta come una pratica sicura. Tuttavia, come confermano diversi studi governativi (come quello pubblicato dall’ISPRA), ci sono ancora molti dubbi riguardo ai possibili effetti negativi della pratica. Di particolare importanza sono i possibili effetti sulla fauna.

La realtà, però, è molto diversa da quella che vorrebbero far passare i sedicenti “ambientalisti”. Questi infatti ne fanno più che altro una questione “di petrolio”, e rimarcano il concetto di trivelle, esplosioni, inquinamento e quant’altro. Roba che per ora non centra assolutamente nulla. E parlano di ipotetidi danni, subsidenza, terremoti e chi più ne ha più ne metta. Insomma, parrebbe in arrivo una catastrofe.

Queste persone però cercano (ancora) di attaccare quando il Governo quando delle pratiche di uso comune. Accentuano insomma quel divorzio culturale che tanto ci contraddistingue, ergendosi in questo caso a paladini “del nostro mare”. L’idea di “difendere il mare” è nobile, e non va di certo ostacolata: certo però che questa idea dovrebbe quanto meno avere un fondamento reale. Combattendo i nostri mulini a vento, non otterremo mai nulla.

Diamo allora uno spunto di riflessione a tutte queste persone che vogliono difendere il mare: l’air gun è l’ultimo dei nostri problemi, sopratutto in Calabria. Vediamo una piccola lista di problemi comuni che vanno avanti da anni, e per cui nessuna di queste associazioni, partiti, movimenti e comitati si è ancora spesa (compreso il nuovo sindaco).

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