Tornare

Beh, la mia esperienza a Londra è giunta al termine, con qualche mese di anticipo. Non tanto perché sono stanco del lavoro (c’è una vita ancora) o perché è “troppo difficile“, ma semplicemente perché questo posto non fa per me. Bella, ma nessun feeling. Per questo, me ne torno a casa. Mi godo l’estate, e vediamo di seguire quella mia pazza idea.

Ma per adesso, in testa ho altro 😎

I Labour si riprendono la City

Sadiq Khan è il nuovo primo cittadino della city. È il primo sindaco Musulmano di una grande metropoli Europea, figlio di immigrati e di umili origini. È una figura che rappresenta molto la gran parte della popolazione di Londra, a differenza del suo principale avversario, Zac Goldsmith, che, come ci suggerisce anche il cognome, è il figlio di una ricchissima famiglia Inglese.

Dato per favorito già da tempo, strappa la città dai due mandati conservatori di Boris Jhonson, e si promuove non tanto come salvatore, ma come ascoltatore attento e scrupoloso di tutti. Questo è quello che ha ribadito all’East Street Market, vicino dove vivo, il giorno prima dell’elezione.

Ma cosa ne pensano gli abitanti di Londra?

Georgia, una studentessa universitaria Inglese che lavora con noi, si è detta molto soddisfatta. Lei ha votato per lui, sia per appartenenza sia come segno di riconoscimento verso le sue politiche. Khan infatti non solo ha rinunciato ad un aumento del suo stipendio, ma ha devoluto gran parte delle sue entrate secondarie ad organizzazioni no-profit e a difesa dei più bisognosi. Si è dimostrato più attento ai temi sociali, mentre l’attuale sindaco è attento solo a quelli economici.

Myke, il nostro anziano vicino di casa Inglese, non è così entusiasto. Lui ha votato per Peter Whittle, dell’Ukip, non tanto per appartenenza ma per “mandarci a casa”. Ce lo dice con il sorriso, ma in fondo è serio e preoccupato: si chiede spesso se ci siano altre famiglie Inglesi nel quartiere, e del numero sempre maggiore di immigrati nella city.

Amir e Hulla, gestori di un Off License, hanno votato per Khan, e come loro molti gestori e dipendenti di piccole attività commerciali. Da sempre i Labour sono il partito di riferimento per gli immigrati, ma non sempre è così. Ohlì, impiegato in un Off License, ha votato per Goldsmith, perché Khan è favorevole ai matrimoni omosessuali. Come lui anche Saqib, giovane impiegato di un fast food della zona. Salvatore invece ha votato Goldsmith perché “I conservatori fanno girare meglio i soldi”.

Sono in molti ad essere “preoccupati” per il fattore religioso. Non c’è un qualcosa di specifico, solo timore, ingiustificato, e non solo negli anziani. Ingiustificato perché gran parte della macchina organizzativa della city è composta da appartenenti ad altre religioni. Si stima che a Londra gli immigrati siano più del 60% della popolazione residente, e vanno ad aumentare.

Il nuovo sindaco non è altro che un riflesso evidente, che rispecchia la situazione di una città sempre più cosmopolita.

Qualche dato sugli Italiani in Inghilterra

Più senior che junior, apperò!

Il Consolato Generale d’Italia a Londra ha pubblicato qualche giorno fa dei dati riguardanti la presenza Italiana nella propria circoscrizione. Non molti, ma è pur sempre qualcosa che ci permette di avere un riferimento, e di non brancolare nel buio.

Ad Aprile 2016 si contano 261.585 iscritti all’AIRE tramite il conslondra. La city è la prima città in Europa e la seconda città al mondo per numero di Italiani residenti (la prima è Buenos Aires). Di questi, il 53% è di sesso maschile, il 47% femminile. Il consolato si spinge anche più in la, ipotizzando che in totale, considerando i non iscritti, si possa parlare di circa 600.000 persone!

La ripartizione delle età mi ha lasciato un po’ sorpreso: è più alta la percentuale dei senior che degli junior. Avrei pensato l’opposto, ma la percentuale più alta è rappresentata da gente che ha più di 51 anni. Ad ogni modo, la popolazione di Londra rappresenta il 37% degli Italiani nel Regno Unito. Durante le votazioni del Referendum del 17 Aprile scorso, sappiamo per certo che gli elettori aventi diritto in tutto il Regno Unito erano 216.876.