Sulla mia esperienza con Crescere in Digitale

E sono arrivato alla fine del mio tirocinio con Crescere in Digitale. A poco più di un anno di distanza da quando mi iscrissi, ho completato il percorso di sei mesi previsto dal progetto formativo, e mi accingo a ritornare “bello e disoccupato”. Senza fare troppi drammi, mi sembra opportuno fare un resoconto di questa esperienza.

Grazie a questa iniziativa sono riuscito a trovare “lavoro” a Crotone. Il che di per sé é una gran cosa, considerando anche il fatto che i 500€ mensili proposti come “rimborso spese” non si discostano poi così tanto dalla media degli stipendi locali. In un certo senso mi è anche andata bene, dato che delle cinque aziende presenti tutte e cinque mi avevano scelto (ne riparliamo dopo), anche se al termine del periodo formativo non c’è stato verso di continuare il rapporto di lavoro. Pazienza! Qualcosa succederà…

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Quattro chiacchiere col bagnino

Oggi ha fatto molto caldo, e si prevede andrà così per il resto del mese. In fondo è Agosto, e va benissimo così. Ne ho approfittato per fare un tuffo a mare, nell’acqua calda e “unta” tipica delle scogliere dopo una mattinata calda e affollata. Poca gente attorno a me, quasi tutti a pranzare ed a ripararsi dalla controra. Io e qualcun’altro, invece, cercavamo un po’ di fresco nel posto meno appropriato, all’ora meno appropriata.

Avrete sicuramente sentito del progetto “Spiagge Sicure & Mare per Tutti“, avviato dal Comune di Crotone qualche settimana fà e già definito “un successo” dall’Assessore Frisenda. O forse avrete visto una di quelle curiuse torrette dei bagnini, finalmente presenti anche sulle nostre spiagge. Da quest’anno infatti ci saranno ben 10 bagnini a “pattugliare” la costa cittadina, assicurandosi non solo di prevenire eventuali situazioni di pericolo, ma anche di segnalare e richiamare bagnanti poco educati. Una bella iniziativa, che finalmente prende vita anche da noi.

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I nuovi operai

Crotone è una piccola realtà, ed anche a livello lavorativo non offre molti sbocchi. C’è chi, come il sottoscritto, arranca da ufficio in ufficio, da privato in privato, svolgendo le mansioni più disparate cercando di costruirsi una storia lavorativa solida, piena di competenze pur non collegate tra di loro: finisce così che da classico “tecnico” divento sempre più un tuttofare, ed anziché consolidare un ruolo mi ritrovo di volta in volta con una posizione diversa. C’è chi, dopo anni di studio, rientra nell’attesa di un concorso o di una chiamata in qualche ente locale, o comunque il più vicino possibile a casa. E poi, c’è chi si accontenta di avere un lavoro e basta.

Il principale datore di lavoro a Crotone è la Datel, della Abramo Holding s.p.a., un enorme call center che da lavoro a più di mille impiegati. All’interno è possibile trovare persone di tutte le età, dai neodiplomati ai padri di famiglia, dalle coppie sposate alle madri single. Di fatto, parliamo della principale fonte di reddito per centinaia di famiglie, ma sopratutto di un posto che ogni crotonese ha visitato almeno una volta nella sua vita. Sfatiamo un mito: gli stipendi non sono un granché, i contratti part-time (verticali o orizzontali che siano) celano dei turni di lavoro più lunghi, i dipendenti sono spesso e volentieri costretti a non prendersi le ferie e all’interno vige una sorta di “ierocrazia” fatta di capi settore, capi area e così via, che hanno potere diretto tanto sul personale assunto tanto sul personale da assumere.

Non avendo mai lavorato alla Datel, e non avendoci mai messo piede dentro, non saprei dire se queste voci sono vere o meno. Certo è che ormai da tempo frequento una comitiva che alla Datel ci lavora da anni, e queste voci sono più che confermate. Oltre ovviamente a numerose storielle simpatiche, che non fanno altro che confermare quei nomignoli come “canile” o “troiaio” che spesso si usano per indicare il luogo di lavoro. Storie di sesso, di ricatti, di compromessi indecenti fatti per ottenere un posto da operatore, per quel magro stipendio che tuttavia rappresenta una risorsa in questa terra, povera di denaro ma ancor più di spirito.

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