Il costo dell’incuria

Addio alla fontana (via Facebook)

C’è un nuovo dramma in città, e con esso una nuova ondata di indignazione sui social network. La piccola fontana “della barca a vela”, in Piazza Rino Gaetano, all’inizio del lungomare pedonale e all’ingresso della Lega Navale, non sarà più una fontana. Inaugurata nel 2003, la fontana ha subito numerosi atti vandalici lungo tutti i suoi 14 anni di vita, rimanendo preda del degrado e della sporcizia. Erano ormai diversi anni che non veniva più riempita completamente, mentre di tanto in tanto si attivavano i vari zampilli, in occasioni particolari. Di fatto la grande vasca circolare era diventata da tempo una sorta di grande contenitore dei rifiuti all’aperto.

Una situazione cronica, costante, che si ripete di anno in anno. L’inciviltà dei cittadini dunque ha portato ad una soluzione drastica: eliminare la fontana, che diventerà così una sorta di opera d’arte. L’incuria del crotonese in fondo è nota, e se ci si pensa un attimo ci si ricorda perfettamente che i vari pesci usati per abbellire la vasca (che di fatto doveva ricordare il mare) vennero rubati tutti a soli due, tre giorni dall’inaugurazione. E la stessa fine hanno fatto tutti i poveri esseri viventi piazzati li dentro nel corso degli anni: rubati, per finire in qualche acquario privato o, peggio ancora, in qualche frissura.

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La terra dei musei segreti

L’ingresso del museo (Via WikiMedia)

Il Museo Archeologico Nazionale di Crotone è un vanto della nostra città. Al suo interno troviamo migliaia di pezzi esposti, che vanno dall’eta neolitica fino al periodo tardo romano, con reperti unici ritrovati in tutto quel territorio che oggi chiamiamo “crotonese”. Una collezione non indifferente, composta non solo da cocci e frammenti della vita quotidiana, ma anche da vere e proprie opere d’arte, testimoni silenziose dell’importante passato di questa terra.

Ogni tanto, il museo si arricchisce di alcuni pezzi andati perduti. Fu così con la stele di horo sui coccodrilli, uno dei pochissimi reperti egizi rinvenuti in magna graecia, ma anche con il cranio di Canìa, che assieme ad un altro reperto rischiò di passare al museo di Reggio Calabria, e, più recentemente, la meno nota museruola votiva in bronzo. Rarità assolute, che assieme ai tesori di Hera e a numerosi altri reperti costituiscono il nostro patrimonio storico.

Purtroppo però, il museo archeologico nazionale non ha la cura che si merita. Non è valorizzato, in uno stravagante mix di colpe tra la soprintendenza dei beni culturali e l’amministrazione locale. Sembra quasi che sia tenuto nascosto, segreto. Perché a meno che non siate del posto, trovarlo (e trovare delle informazioni) non è per niente facile.

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Il Comune compra Orto Campitella

L’edificio in stato di abbandono

Appena qualche mese fa mi chiedevo che ne sarebbe stato della masseria dei Suriano, sita nell’orto campitella in pieno centro cittadino, tra il mercato rionale, il tribunale e l’asilo comunale. Ebbene, il 19 Gennaio 2017 è stato confermato l’acquisto del terreno da parte del Comune di Crotone, avvenuto con una determina approvata il 30 Dicembre scorso.

Il titolo della determina non lascia spazio all’immaginazione: “Intervento di riqualificazione area Via Panella – Via G. Manna. Esproprio area Eredi Cantafora. Liquidazione indennità agli aventi diritto.“. La vicenda nasceva nel 2009, quando il Comune aveva iniziato a muoversi per acquistare l’intera area pensando di spendere circa mezzo milione. Ma non se ne fece niente, sia per paventati problemi legali che per il giudizio negativo del consiglio comunale.

A distanza di qualche anno invece De Martino ci riprova, e trova l’approvazione di consiglio e giunta. L’intera area, di una superfice di 4247 metri quadrati, verrà acquisita dal Comune di Crotone. L’importo complessivo dell’operazione è di 412.408,00€, che verranno versati agli “eredi Cantafora” (attuali proprietari del fondo) come indennizzo. Ovviamente (purtroppo), i fondi sono presi dalle royalties: in appena 7 mesi di amministrazione è stato speso circa un milione di euro in questo modo. Una cattiva pratica che purtroppo si ripete.

Che ne sarà adesso dell’area? Ancora non lo sappiamo. Sebbene sia scritto “intervento di riqualificazione”, non sappiamo se verrà presentato un nuovo progetto o se verrà mantenuto quello precedente, che prevedeva la creazione di una sorta di grande parco-piazza, con percorsi pedonali, panchine e quant’altro. L’area infatti è soggetta a vincolo archeologico, e non vi si può costruire nulla (salvo eventuali scavi che smentiscono la presenza di reperti).

A questo punto, è bene domandarsi perché il Comune abbia comprato l’intera area, spendendo mezzo milione per l’acquisto. In fondo, non era mica obbligato a farlo. E sopratutto, ha speso tutti questi soldi solo per creare un’area verde? Un parco-piazza? E’ stato un acquisto sensato? Si tradurrà in un mantenimento storico e archeologico delle strutture che componevano la masseria, o è solo un altro esempio di cattiva amministrazione? Per far lavorare qualcuno?

Ancora non lo sappiamo, sarà il tempo a dircelo. Certo è che quell’area necessita di interventi di manutenzione. Speriamo che il Comune, ora che ha tutte le responsabilità del caso, non se ne dimentichi.