È questo, il crotonese medio?

Una “penna anonima” del centro storico

Secondo la leggenda, l’antica Kroton era un posto molto ospitale: vi trovavano salvezza i “richiedenti asilo” dell’antichità (uno su tutti Pitagora, che scappava dalla tirannide di Silosonte), gli esuli della Grecia continentale (contadini, allevatori, artigiani e innumerevole gente comune), i coloni che scappavano a causa di numerose guerre fratricide (un po’ come quella che portò gli Achei sulle nostre coste), gli schiavi che cercavano una rivalsa scappando dai propri padroni (e non sempre la trovavano), e innumerevoli viaggiatori e mercanti che, giunti lungo tutta la Magna Grecia, decidevano di stabilirvisi.

Da quei tempi sono passati secoli. Millenni. E le cose, oggi, sono diametralmente opposte. Concetti come “accogliezza”, “sostegno”, o più semplicemente “aiuto” sono stati totalizzati, ed anche a Crotone si accusa una forte (fortissima) demagogia quando si affronta l’argomento dell’immigrazione. Sfatiamo un mito: la Calabria è una terra di immigrati, prima che di migranti, provenienti da tutto il bacino mediterraneo. È uno dei vanti, in fondo, della nostra Regione, oggi volgarmente disconosciuto.

In queste ore, la triste vicenda della nave Acquarius ha riacceso gli animi del popolino. Il Sindaco Ugo Pugliese, aldilà del suo ruolo politico, ha dimostrato una grande umanità nel mettere a disposizione anche il porto di Crotone per l’accoglienza delle 629 persone. Un gesto di umanità che va ben oltre la politica, un gesto giusto, umano, corretto. Ma la sua dichiarazione ha sguinzagliato quella parte più misera, ignorante e “casinara” della popolazione, che con lunghi post, appelli e addirittura brevi video ha deciso di urlare contro alla scelta del primo cittadino. Che Crotone c’ha altro a cui pensare.

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Anche Dio scende in politica

Già, il “piano di Dio”…

Tra le varie candidature curiose a Crotone, ne abbiamo una che spicca su tutte: quella di Giancarlo Cerrelli. L’ultra-cattolico “integrale ma non integralista” è candidato per il colleggio uninominale alla Camera con il centro-destra, e stando alle prime proiezioni godrebbe della maggioranza dei voti con un ampio 35%.

Cerrelli è una persona nota e rispettata in città, e gode di una buona considerazione anche da parte dei suoi “avversari” politici. Da tempo gestisce un blog ed una pagina facebook dai quali si sta spendendo in una moderata campagna elettorale, basata su temi che poco hanno a che fare con la politica. Temi cari all’elettorato cattolico, da tempo cavalcati dal presidente regionale dell’UGCI.

L’avvocato infatti ha notoriamente preso delle posizioni molto radicali su temi come le unioni civili, le adozioni gay, l’aborto e l’omosessualità. Temi assolutamente normali nella gran parte del mondo, ma che in una provincia piccola e priva di menti giovani assumono toni sinistri. Talmente sinistri che lo slogan del candidato è esemplare, dato che parla di “una società a misura d’uomo e secondo il piano di Dio“.

Già, niente poco di meno che “il piano di Dio”. Una presunzione colossale, quella di ritenersi consapevoli del piano di Dio, amplificata dal fatto che si vorrebbe applicare questo piano alla politica. Il giusnaturalista si basa sul suo personalissimo e parziale diritto naturale, senza tener conto del diritto positivo. Perché in fondo Cerrelli, come tanti altri, è convinto che solo ed esclusivamente quello in cui crede lui sia vero e giusto, e che dunque sia la via “naturale” da seguire.

Anche la sua, dunque, è una candidatura “acchiappavoti”: serve più che altro per far convergere l’elettorato su una figura gradita, che non esprime però idee politiche. Si limita a dirci che converge con i partiti con i quali si è schierato, che condivide le loro lotte ed i loro principi, e che loro sono gli unici a difendere certi “valori tradizionali”. E poco importa se gli si fa notare che nessuno dei suoi principali alleati li rispetta, questi valori tradizionali (come la famiglia): lui si limiterà a dire che la vita personale dei politici non gli interessa.

Eppure, della vita “degli altri” si interessa eccome. Come quando pretende di impedire un diritto come l’aborto, parlando della pratica come di “macelleria sociale“. O come quando parla di una cosa pericolosa come “l’omosessualizzazione della società“. E tanti altri sproloqui incollegabili alla politica, scoppiati e ben rappresentati da quel fattaccio del 2013, quando l’avvocato disse apertamente durante un talk show che l’omosessualità è un “disagio”, un “disordine”, beccandosi il soprannome di “omofobo”.

L’avvocato, naturalmente, parla di caso montato ad arte. Ma il video c’è. Le sue parole pure. Così come tutte le altre sue posizioni, ben documentate da decine e decine di post. E sapete una cosa? C’è anche quella gran fetta della popolazione “cattolica”, “timorata di Dio”, “integrale ma non integralista”, che gli da ragione. Che è disposta a votare per la Lega di Salvini, dopo gli anni di parole contro i meridionali, perché si trova d’accordo con un pensiero antico, vecchio, retrogrado e moralista.

Manca poco meno di un mese al voto, e per adesso Cerrelli non si è dedicato neanche un po’ alla campagna elettorale sul territorio. In fondo non gli interessa: lui è li per portare i voti al cdx. Non ha bisogno di fare programmi elettorali, perché a quelli ci pensano Salvini, Berlusconi e la Meloni. Loro fanno il grosso, lui si limiterà a ricordarci, ancora una volta, quanto ci sia di ingiusto, innaturale ed immorale nel comportamento di certe persone. E con questi discorsi circuirà tutto quell’elettorato che, in fondo in fondo, pensa le stesse cose. Tutte quelle persone cioè che, anziché pensare alla politica, pensano a giudicare ciò che fanno gli altri.

Vedremo come andrà. Nel frattempo, ricordiamo ai più religiosi che la Bibbia mette in guardia dagli impostori, ossia da coloro i quali sono “ingannatori e ingannati nello stesso tempo“. Ed una campagna elettorale basata sul “piano di Dio” è una presa in giro talmente ovvia che solo i fessi, i bigotti e gli ottusi non se ne accorgono.

Leggere, prima di indignarsi

La griglia incriminata…

C’è poco da fare, la fobia e la paranoia riguardo all’eroporto di Crotone ha generato un dibattito tossico e poco informato. Lo scorso anno avevo già spiegato in modo approfondito la questione dello scalo crotonese, spiegando anche il perché fosse impossibile riaprirlo entro l’estate. Oggi abbiamo una data, l’1 Dicembre. E, proprio oggi, è stata annunciata l’apertura ufficiale per il prossimo 28 Novembre. Considerando che l’attuale NOTAM scadrà il 19 Novembre, sembra sempre più realistica una reale riapertura dello scalo, nonostante i numerosi dubbi, uno su tutti in merito alla compagnia aerea.

Nei giorni scorsi è stato anche pubblicato un avviso della Regione Calabria, in merito a dei contributi economici per realizzare nuovi collegamenti. Basta leggere l’avviso, o il post pubblicato sul sito Aeroporti Calabria, per capire di che si tratta: la Regione mette a disposizione dei soldi per incentivare la realizzazione di nuove tratte. Un’iniziativa degna di nota, ottima, che dota l’aeroporto di Crotone di un tesoretto di poco meno di 3 milioni di euro per realizzare dei collegamenti con le città che vedete in lista (e che città!).

Ma purtroppo il crotonese è duro di comprendonio. C’è chi ha visto in quella lista un elenco dei prossimi voli, passando la sbagliatissima idea che si volerà per Firenze e non per Roma… ed il panico è sfociato sui social, dove decine e decine di cittadini indignati hanno iniziato a scrivere il loro classico “ke skifo“, ad urlare la loro solita “vergogna“, e chi più ne ha più ne metta.

Ma porca troia, basterebbe leggere. Perché é scritto nero su bianco: i collegamenti già stabiliti sono verso Roma, Milano, Bologna e Londra. Quelli sono certi. Questa lista, che ho visto girare addirittura stampata, indica i voli che la Regione Calabria è disposta a finanziare. Daltronde, il bando si chiama “Avviso contributi alle compagnie aeree per nuovi voli 2018 – 2020“. Ma al crotonese medio non importa, ed è un problema: perché poi, al momento dell’apertura dello scalo, andrà a gridare allo scandalo perché, a suo dire, mancheranno i voli per Stoccarda e Stoccolma…

Oggi si parla sempre di più di analfabetismo funzionale, che purtroppo è una realtà consolidata dalle nostre parti. Tuttavia, c’è da aggiungere che alle nostre latitudini non esistono buoni maestri: nessuna delle tanto battagliere “associazioni” o dei tanto agguerriti “comitati” per l’aeroporto si è speso nel cercare di spiegare la situazione. Ognuno ha fatto una guerra a se, ed alla fine si sono addirittura scontrati tra di loro. E questo è il risultato.

Per cui, prima di indignarvi, leggete. E capite. Porca puttana 🙂