L’aborto è un diritto

Si può essere fieri di un demerito?

Tra i tanti record negativi che affliggono la città di Crotone, troviamo anche una palese violazione dei diritti umani: non è possibile abortire. Qualche tempo fa sul portale OpenCrotone era apparso un dettagliato articolo che illustrava come in tutta la provincia crotonese fosse impossibile eseguire questa pratica, ed oggi ne torniamo a parlare a causa del solito, becero striscione di Forza Nuova, affisso proprio nei pressi dell’ospedale.

Purtroppo la “questione aborto” è un grosso fardello non solo italiano, ma Europeo: c’è un vero e proprio blocco nelle menti di moltissime persone, che si dicono a prescindere contrarie alla pratica, definendola un vero e proprio “omicidio”. Senza giri di parole, è prevalentemente colpa della cultura religiosa, fin troppo spesso propensa al “conservazionismo”, alla chiusura. Vista la ricorrenza cinquecentennale della Riforma Protestante di Martin Lutero, è quanto mai necessario chiedersi: chi siamo noi per imporre il nostro pensiero sugli altri? E quindi, per quale motivo dovremmo impedire a tutti, a prescindere, di abortire?

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Passeggiate per i cazzi vostri

A differenza del solito, questa volta farò un post di poche parole, che la situazione è seria.

Lunedì 18 Settembre il gruppo crotonese di Forza Nuova ha inaugurato le “passeggiate per la sicurezza” (potete leggere l’annuncio sulla loro pagina), ossia delle vere e proprie passeggiate al fine di evitare “bivacchi, accattonaggio, parcheggiatori ed immigrati molesti“. La partecipazione è aperta a tutti, specialmente “Ultras“, “Esperti di arti marziali e pugili” e “Tassisti, Camionisti ed Autisti“. Si tratta di un’organizzazione a livello nazionale, che purtroppo vedremo (almeno per un po’) anche nella nostra città.

Aldilà della valutazione personale, và ricordato a questi quattro fessi che le loro passeggiate le possono anche fare, ma non hanno alcuna voce in capitolo: non hanno nessun diritto di imporsi, di allontare qualcuno o di invitarlo ad andarsene. Non rappresentano una forza pubblica o una forza dell’ordine, ed il solo fatto che abbiano fatto disattivare il wifi della posta centrale (utilissimo, tra l’altro, a tutti) per “impedire il bivacco” è un campanellino d’allarme.

A dimostrazione di quello che dico, basterebbe una rapida ricerca in rete. Ricordiamo che chi partecipa alle “passeggiate” in modo coercitivo (chi invita chiunque ad allontanarsi, chi si impone verso chi bivacca e così via) è passibile di diffida e finanche di denuncia. Non sono forze dell’ordine. L’ho già detto?

L’invito, dunque, è di non dargli ascolto. Di convesso, è altrettanto attiva una “rete di monitoraggio” delle loro passeggiate, al fine di annotare eventuali comportamenti scorretti. Inutile aggiungere che i loro volantini (come gli striscioni) verranno sistematicamente rimossi: non è la loro città.

Per chi fosse interessato all’ordinanza comunale in merito, ho risposto altrettanto semplicemente qui. Vi ricordo solo che chiedere l’elemosina e bivaccare non è reato.

Che cos’é un hotspot?

Non ce la fanno proprio…

Negli ultimi mesi la discussione sugli hotspot per migranti è tornata alla ribalta. Si tratta di un discorso un po’ datato, ma sapete com’è: le poche novità ed il caldo giocano brutti scherzi, e finiscono per farti annoiare alla lunga. Succede così che l’estate crotonese si è “colorata” dei soliti striscioni di quei poveri forzanovisti che sentono la necessità di starnazzare per ogni cosa. Questa volta, tutti in coro contro l’hotspot, sui muri della città tanto quanto sui vari profili facebook.

Si tratta di un cortocircuito tipico, per le persone come loro: chiedono più controlli sull’immigrazione, ma allo stesso tempo sono contro l’immigrazione. Succede così il caso hotspot in salsa crotonese, dove in generale tutto il centrodestra si lamenta di un servizio (non ancora attivo) che ha sempre richiesto a gran voce. Perché sapete, dobbiamo difenderci “dall’invasione”…

La verità, molto più semplicemente, è che non c’hanno capito niente, e chissà che idea hanno di hotspot. A dimostrazione di ciò c’è un vecchio post scritto dal “movimento” Io ho un sogno per Crotone, un accozzaglia di fesserie complottare che vanno tanto di moda al giorno d’oggi, e che non fanno di certo onore a chi le scrive.

Visto che Crotone è designata tra le città che dovranno ospitare in futuro un hotspot per migranti, anzichè dare retta a questi quattro sciacqualattughe fermiamoci un attimo e chiediamoci: Che cos’è un hotspot? Come funziona? Quanti ce ne sono in Italia? E perché uno proprio a Crotone?

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