Avremo mai una mappa giusta?

E ci risiamo…

Ho perso il conto di tutte le volte che ho fatto un post su questo argomento. A farci pubblicità non siamo mai stati bravi, tant’è che i vari finanziamenti per le “operazioni d’immagine” vanno a finire sempre su cose del genere: opuscoli, mappe inutili, volantini, riviste e chi più ne ha più ne metta.

E proprio sulle mappe abbiamo una sorta di incapacità cronica. Il Comune di Crotone non riesce a commissionare una mappa fatta bene. Non ci riesce proprio. Lo avevo già accennato la scorsa estate, e mi trovo a doverlo ripetere anche oggi, quando mi è stato consegnato l’ennesimo volantino.

Magari sono un po’ palloso a riguardo, ma le mappe presentano sempre moltissimi errori piuttosto grossolani. Anche questa nuova cartina non è esente: escludendo volutamente gli errori degli edifici, dei nomi e dei sentieri delle strade, ci sono almeno una dozzina di errori. Alcuni sono dovuti semplicemente al fatto che la mappa utilizzata non è per niente aggiornata, e risale a ben prima del 2008 (basti notare che è ancora indicato il quartiere Borgata Giardini), altri invece sono inspiegabili. Se notate, sulla sinistra c’è un enorme zona grigia che non si sa bene cosa rappresenti… dato che non è una zona calpestabile, ma un’area del porto.

Anche se ai più queste cose possono sfuggire, o non interessare, non credo sia una cosa da poco: per la “comunicazione su eventi istituzionali e natalizisono stati spesi poco più di 40.000€, nei quali rientrano anche queste mappine. Se proprio dobbiamo fare le mappe (come se i crotonesi non conoscessero la città), perché non le facciamo almeno correttamente? Ricordo che la città di Crotone è la più mappata della Calabria su OpenStreetMap, mappa che non richiede alcun costo per essere utilizzata dalla PA. Perché non farci un pensierino, anziché spendere soldi a cazzo?

Aggiornamento: la determina dirigenziale 2469 del 6 Dicembre scorso, quella con cui si stanziavano i 40.000€ per la campagna di comunicazione natalizia, è stata disconosciuta dal responsabile del procedimento indicato sulla stessa assieme ad un altra delibera.

Nuovi segnali, nuovi errori

Perché allungare?

Lo scorso Marzo il Comune di Crotone ha iniziato ad aggiornare la segnaletica verticale, oramai vecchia ed obsoleta. L’ultimo piano di intervento infatti risaliva al lontano 2008, e la carenza di segnaletica rappresentava un problema (ne parlai tempo fa, quando invitai una mia amica francese in città).

Non si conoscono bene i dettagli dell’intervento: pare siano stati installati un centinaio di pali, e nacque al tempo una piccola polemica per via del costo di ognuno di essi (ignoto, ma considerato dai soliti commentatori come “troppo alto”). Si tratta ovviamente di informazioni di base, che indicano come raggiungere i luoghi chiave della città come il castello, il lungomare, il porto… ed anche la cattedrale, il Duomo.

Tuttavia, sin dalla loro comparsa, sono stati in molti a notare degli errori grossolani: in centro, molti indicano degli inesistenti “siti archeologici”, indirizzando genericamente verso il centro storico. Forse serviranno in futuro. Ma quello forse più evidente, si trova il Piazza Carlo Turano, ossia alla rotatoria nei pressi del Nettuno.

Mentre le indicazioni per raggiungere il porto turistico, il castello, il lungomare e Capocolonna sono corrette, quella per raggiungere il duomo porta da tutt’altra parte. Anche la freccia del duomo doveva indicare di proseguire a sinistra, ma invece indica di andare a destra. Parliamoci chiaramente, Crotone non è poi così grande, e seguendo la strada alternativa si allunga di poco più di dieci minuti. Tuttavia, si presuppone che chi arrivi a Crotone dal cavalcavia nord debba raggiungere il tribunale e poi svoltare in Via Vittorio Veneto, prima di raggiungere la chiesa, imbottigliandosi nel solito traffico delle vie centrali. Quando invece la chiesa e proprio li dietro.

La domanda è semplice: perché? Probabilmente è stato studiato un sistema segnaletico, che quindi prevede di indirizzare gli autisti verso gli altri segnali invece che in strade senza indicazioni. O è solo frutto di una svista, di un semplice errore. Ma, per quanto irrilevante possa essere al giorno d’oggi, rimane comunque il fatto che quell’indicazione è semplicemente sbagliata. Vi basta aprire una mappa per capirlo, se non ci avete già fatto caso.

Se invece siete a piedi, beh, cogliete l’occasione per farvi quattro passi in più. Che non fanno mai male 😉

Gerusalemme non è la capitale di Israele.

Foto via iTravelJerusalem.com

E non è la capitale di nessuno stato. Non appartiene ai filistei, non appartiene ai giudei, non appartiene ai cananei: Gerusalemme, come città santa riconosciuta dalle tre grandi religioni monoteistiche, dovrebbe essere intesa come una sorta di “entità sovrastatale”. Inglobare questa città in Israele o in Palestina è folle, oltre che sbagliato.

Non si tratta di una questione storica o religiosa, ma di un dato di fatto: la netta divisione imposta alla città rappresenta bene la cicatrice di un conflitto mai terminato, che va avanti da quasi tre millenni. Non si può pensare di risolvere le cose semplicemente leggittimando una parte in causa. Si finirebbe per creare – ovviamente – nuove tensioni, nuovi scontri. Nuove guerre. Altro sangue per le vie della città “santa”.

Non possono prevalere le ragioni storiche, a Gerusalemme, perché ogni popolo del mediterraneo ha un suo pezzo di storia li. Ed ovviamente non si possono far valere le ragioni religiose: dovremmo davvero credere a chi parla di “terra promessa”? Il fanatismo religioso, negli ultimi millenni, non ha fatto altro che portare sangue e vittime, anziché unire i popoli: e questa decisione di Trump rischia di avallare e legittimare il fanatismo religioso di una delle due parti in causa.

Gerusalemme non è, e non può essere, la capitale di nessuno stato al mondo.