Scaricare FreeFall per Call of Duty Ghost su Wii U

Finalmente!

Mentre aspetto l’arrivo di Zelda Breath of the Wild (preordinato per tempo, ma qui arriverà solo nel corso della prossima settimana), ammazzo il tempo rispolverando qualche titolo in scaffale. Nulla di troppo impegnativo, ed il multiplayer di Call of Duty si rivela sempre un ottimo passatempo.

Inserendo Call of Duty Ghost, mi sono ricordato di un vecchio problema: non è possibile giocare online, perché il “contenuto scaricabile” non viene trovano nello shop. Motivo per il quale il gioco, dopo essere stato completato anni e anni fa, era finito subito nel dimenticatoi, ripiegando sull’online di Black Ops II.

Tempo fa lessi sulla community di Activision come aggirare il problema: impostare il paese della console come USA e scaricare il contenuto con un nuovo utente. Peccato però che le nostre console europee non si possano settare in USA. Come fare allora? Rinunciare all’online? Ma anche no.

In realtà c’è un semplice bypass. Per prima cosa, cambiate il paese della console in Regno Unito. Poi, create un nuovo account NintendoID (direttamente dalla console), associandolo ad un altro Mii (in caso createne uno) ed impostandolo come residente in una qualunque zona dell’Inghilterra. Quindi, avviate il gioco e selezionate il multiplayer online. Verrete reindirizzati alla pagina dello shop che in Italia è irraggiungibile, e potrete scaricare il contenuto di circa 250MB. Avviando il gioco, questo verrà installato e sarà perfettamente funzionante 🙂

In questo modo sbloccherete l’online per Call of Duty Ghost su Wii U. Dopo l’operazione, potete anche cancellare l’account ed il Mii creato, e potete reimpostare il paese della console in Italia, non vi darà più alcun problema.

Un conto che non torna

Il conto che non torna…

Spulciando le pagine del nuovo sito del Comune di Crotone (ne parlerò meglio a transazione conclusa) mi sono accorto di un errore piuttosto grossolano, che non mi pare di ricordare nella vecchia scheda del primo cittadino (ma potrei anche non averla notata prima).

Prima della biografia del sindaco, leggiamo: “Ugo Pugliese è il 20° sindaco della città di Crotone dalla proclamazione della Repubblica“. In realtà, stando all’elenco dei Sindaci di Crotone Ugo Pugliese risulta essere il 24° sindaco dalla nascita della Repubblica (o, se consideriamo l’anno di Armando Riganello, il 25°).

Come ha fatto allora ad uscire questo numero bello tondo? La risposta è semplice, basta visitare la pagina dedicata alla galleria dei sindaci del Comune. Alcuni sindaci infatti sono stati eletti più volte a distanza di anni, e mentre su Wikipedia vengono conteggiati i mandati da sindaco, sulla pagina del Comune vengono conteggiate le persone che hanno ricoperto il ruolo. Quindi, Ugo Pugliese sarebbe la ventesima persona che ha ricoperto l’incarico di sindaco della città.

Mistero risolto allora? Ma anche no. Il conto continua ad essere sbagliato: se ci fate caso, l’elenco dei sindaci usato dal Comune si conclude con il nome di Pasquale Senatore, per cui manca il nominativo dell’ultimo sindaco, Peppino Vallone. Togliendo infatti le rielezioni di Carlo Napoli e di Visconte Frontera, ed omettendo il povero Vallone, Senatore risulterà il 19° sindaco, e Pugliese il 20°. Una dimenticanza o un’omissione? 😯

Aggiungendo Vallone alla lista, potremo ottenere il dato corretto: Ugo Pugliese è il 21° sindaco della città di Crotone dalla proclamazione della Repubblica. Probabilmente nella galleria non sono ancora presenti la targa e la foto di Vallone, ma insomma, per non conteggiarlo bisogna avere la memoria corta.

Giocando con la legge

Non l’ha presa bene…

Nella giornata di ieri, 14 Dicembre 2016, il TAR della Calabria si è espresso sul ricorso presentato da Ilario Sorgiovanni nei confronti del Comune di Crotone. A detta del candidato pentastellato, e con vasto appoggio anche di altri esponenti del M5S locale nonché dei due legali, le elezioni dello scorso giugno a Crotone sarebbero in qualche modo illegittime, per via di paventate irregolarità e scorrettezze.

Quella del ricorso al TAR è una vera e propria tattica del M5S. Basta una semplice ricerca online per verificare che in moltissime città e paesi i gruppi locali del M5S hanno paventato irregolarità durante le votazioni, presentando puntualmente ricorsi al TAR di questa o quella regione. Tutti, ovviamente, respinti.

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