È difficile fare cose, con i crotonesi

Mentre moriva bruciato vivo per mano della folla inferocita, o mentre veniva sgozzato in un campo di fave nei pressi di Metaponto (a seconda della leggenda alla quale si vuol credere), Pitagora pare esclamò: “Camminerete sulla vostra fortuna“. Quasi tutti i miti concordano con questo particolare, una sorta di maledizione che il filosofo avrebbe lanciato ai crotonesi (anzi, ai crotoniati) poco prima di esalare l’ultimo respiro.

La “maledizione di Pitagora” pare non essersi mai sciolta, ed ancora oggi accomuna Crotone ed i Crotonesi, che aldilà di tutte le belle intenzioni restano un popolo inspiegabilmente attaccato alla dietrologia. È veramente difficile, se non impossibile, fare cose con i crotonesi. Non si fà gruppo, perché non si è disposti a farlo. Ognuno, nel suo piccolo, si eleva a “superiore”, e pretende di avere l’ultima parola.

E diamogliela la parola, a questi miserabili. Ma non piangiamoci addosso, additando la politica o chissà cos’altro. La verità è che ognuno sta sulle sue, e non riesce – volente o nolente – a collaborare con gli altri. I progetti collettivi muoiono, e le collaborazioni si interrompono: Auctor opus laudat. Mondo era e mondo è.

Succede quindi che tra giovani, quelli che si vantano dell’elasticità e dell’apertura mentale, non si concluda mai nulla. Quando perché uno pseudo-intellettuale decidere di aver subito un torto, quando perché uno pseudo-direttore decide di aver subito una parrìata alle sue spalle. Tutto a proprio uso e consumo, senza repliche. Perché nessuno si sforzerà di capire il prossimo: ti diranno tutti che “è come dico io“.

La miseria intellettuale e umana regna sovrana, in questa città. Trova basi e radici nella cultura di massa del pettegolezzo, delle confidenze (avversate solo a parole), dell’eterna paura di un tradimento o di chissà quale complotto. Gustoso cibo per menti avide di chissà che cosa. Possiamo fingere di avere delle origini nobili, importanti, possiamo anche fare finta di essere “impegnati” o “attivi”. Ma Pitagora, se è vero quanto detto all’inizio, c’aveva visto lungo.

È un’infamia enorme, quella che ci portiamo addosso. E di essa siamo massima espressione.

Sorpassati

È fatta: dopo l’esito positivo al referendum dello scorso anno, i comuni di Rossano e di Corigliano sono oramai ad un passo dalla fusione. Anzi, da ieri, 3 Aprile 2018, a seguito dell’insediamento del commissario prefettizio Domenico Bagnato, possiamo dire che restano solo le scartoffie da ultimare.

Cambia così la geografia della regione, o per lo meno quella geografia “statica” aggrappata sempre ai soliti grandi centri urbani. Cambia dunque il podio dei principali comuni più popolosi della regione, che vede la new entry Corigliano-Rossano stabile al terzo posto. Sulla fascia Jonica, Crotone perde una posizione, diventando il terzo centro più popoloso.

Non possiamo che essere felici per la saggia scelta di Corigliano e Rossano, che hanno deciso di unirsi e fare fronte comune al futuro. Tuttavia, dobbiamo guardare con attenzione anche al nostro, di futuro: un nuovo grande centro urbano avrà tutta un’altra influenza sul territorio. Un altro peso.

Per ora, siamo stati sorpassati numericamente. Adesso dobbiamo fare in modo di bilanciare bene il tutto. Anziché farci la guerra a vicenda, dobbiamo trovare un equilibrio che aggradi tutti, senza scadere in beceri campanilismi. Non lo si dice mai abbastanza volte: bisogna darsi da fare.

Ora più che mai.

Sulla grandine a Crotone

Ha un suo fascino

Anche oggi ha grandinato. È la seconda volta che succede quest’anno, due episodi improvvisi e decisamente violenti, durati giusto qualche minuto. Giusto il tempo di imbiancare la città, generando la curiosità della popolazione e dei giornali.

In molti hanno classificato l’evento come “unico“, “inspiegabile” o “mai successo prima“. Come ho già detto, purtroppo, si è perso il contatto con la natura, e difficilmente ci si ricorda di eventi simili – seppur di entità minore – accaduti a distanza di pochissimo tempo. Le grandinate di quest’anno sono sicuramente due avvenimenti straordinari data la loro intensità, ma vale la pena ricordare che a Crotone grandina ogni anno. Ogni inverno, a volerla dire tutta.

E non è un problema recente: se usate coltivare l’orto, avrete accusato anche voi i danni dall’improvvisa “pioggia di ghiaccio”. Nella storia della città infatti sono documentate decine e decine di casi di grandinate che hanno prodotto carestie e mancanze di cibo. Una delle più forti, ancora oggi nota alle cronache, è quella del 28 Marzo 1731, quando la grandine danneggiò addirittura gli alberi, spezzando i rami ai più robusti e piegando i più deboli.

Nel corso di tempi più recenti si è costruito il mito del Sud “esente” da certi fenomeni atmosferici. Ma si tratta, per l’appunto, solo di un mito.