Le scogliere di Crotone

[195X] Lungomare
Sul finire degli anni ’60

Con oggi comincia ufficialmente l’estate, e da qui a poco le nostre spiagge saranno affollate all’inverosimile. Alla faccia del noto motivetto “stessa spiaggia, stesso mare“, il buon crotonese terrà conto della sacrà ritualità dell’andarsi a piazzare sulla spiaggia di sempre: c’è chi si prende il solito barracchìnu, chi rimane alla marina, chi si sposta verso Capo Colonna. E c’è poi chi rimane nel grande pezzo di spiaggia libera cittadina, alle scogliere.

Di fatto, le scogliere rappresentano un tratto caratteristico della nostra città: occupano il più grande “pezzo” di spiaggia libera urbana, un’area di circa 140 mila metri quadrati. Ma queste scogliere non ci sono sempre state. Vennero realizzate nei primi anni ’70, a seguito della riqualificazione di tutto il lungomare cittadino, fino al Cimitero. Prima di allora non esisteva un vero e proprio lungomare: non c’era una strada asfaltata, e le numerose baracche del quartiere Shangai venivano costruite fin sulla spiaggia. Era un periodo buono, e si decise dunque di realizzare una serie di interventi per migliore l’aspetto della città e la qualità della vita dei suoi abitanti.

Ultimata la costruzione del lungomare (come vedete in foto), si pensò di realizzare le scogliere. Servivano per impedire che le mareggiate arrivassero fino alle abitazioni, paura ancora oggi diffusa tra i pochi anziani rimasti che si ricordavano il lungomare prima dell’intervento. I grandi blocchi di cemento e ghiaia vennero realizzati direttamente sulla spiaggia, per poi essere posizionati con delle lunghe gru. Dopo aver posizionato i blocchi, si procedette alla creazione delle cosiddette “vasche”, dove tuttoggi ci facciamo il bagno.

Da allora il lungomare cittadino ha cambiato più volte aspetto, le baracche sono progressivamente sparite (le ultime demolizioni sono del 2001) lasciando il posto ad edifici in muratura, vennero installati i lampioni e creati i marciapiedi, e poi le varie scalette per scendere in spiaggia e diverse piazzette. Il grande restauro avvenne nel 2003, quando venne creato il lungomare che vediamo oggi. Nonostante tutto, le scogliere sono ancora li, e probabilmente sono destinate a restarci.

Ora sapete quando vennero create e posizionate, ed avete una vaga idea di come fosse il lungomare all’epoca. Ma quanti di voi sanno dirmi, senza sbirciare, quante sono le scogliere di Crotone? E sopratutto, da dove bisogna iniziare a contarle?

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Il cliente ha sempre ragione

Il sit-in di protesta (via IlCrotonese)

Per oltre dieci giorni un gruppetto di ex dipendenti dell’Akros ha protestato sotto al palazzo comunale, in Piazza della Resistenza. Ci sono stati numerosi attimi di tensione, tra scontri verbali con guardie, forze dell’ordine, sindaco e consiglieri, ed attimi drammatici come l’annuncio di uno sciopero della fame ed il successivo malore di uno degli ex impiegati. Dopo due giorni di pausa, la protesta è ripresa su una gru del porto.

Facciamo un passo in dietro: l’Akros s.p.a. nacque nel 1999 e nel 2001 (con una maggioranza spaccata) ottenne in gestione la raccolta differenziata di Crotone e di diversi altri comuni della Provincia. In seguito, per via dell’assorbimento dei lavoratori di ASPSC, si trovò a gestire anche la raccolta ordinaria dei rifiuti e la manutenzione del depuratore. La società svolse un discreto lavoro con la differenziata, portando la percentuale cittadina al picco tuttoggi imbattuto del 22,5%. Ma dal 2006, nonostante i rosei scenari, iniziarono i problemi, che si concretizzarono nel 2009 con le prime crisi di liquidità e la costante ricerca di creditori e fondi. Da allora, almeno una volta all’anno abbiamo assistito ad una protesta dei lavoratori Akros, che prima si piazzavano alla sede della Provincia. Nel frattempo nacque Akrea s.p.a., e l’Akros si avvicinò lentamente al suo destino: fallì definitivamente nell’Aprile 2016, dopo 17 anni di attività.

Sempre nell’Aprile del 2016 i sindacati si mossero per tutelare la posizione dei 62 dipendenti di Akros, e ottennero un accordo per l’assorbimento di tutto il personale in Akrea, la nuova società che dovrà occuparsi anche della differenziata (e che fino ad oggi ha preso un po’ tutti in giro). L’accordo però prevede l’assorbimento immediato di 28 lavoratori, mentre gli altri 34 verranno inseriti “solo con l’avvio del porta a porta“. Ma nel frattempo è passato già un anno, ed a Luglio scadrà la disoccupazione degli impiegati non ancora assorbiti, che si ritroveranno letteramente senza un soldo. Da questa situazione emergenziale nasce la protesta che avete visto tutti, e che sta continuando addirittura su una vecchia gru del porto cittadino, a 30 metri d’altezza.

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Il costo dell’incuria

Addio alla fontana (via Facebook)

C’è un nuovo dramma in città, e con esso una nuova ondata di indignazione sui social network. La piccola fontana “della barca a vela”, in Piazza Rino Gaetano, all’inizio del lungomare pedonale e all’ingresso della Lega Navale, non sarà più una fontana. Inaugurata nel 2003, la fontana ha subito numerosi atti vandalici lungo tutti i suoi 14 anni di vita, rimanendo preda del degrado e della sporcizia. Erano ormai diversi anni che non veniva più riempita completamente, mentre di tanto in tanto si attivavano i vari zampilli, in occasioni particolari. Di fatto la grande vasca circolare era diventata da tempo una sorta di grande contenitore dei rifiuti all’aperto.

Una situazione cronica, costante, che si ripete di anno in anno. L’inciviltà dei cittadini dunque ha portato ad una soluzione drastica: eliminare la fontana, che diventerà così una sorta di opera d’arte. L’incuria del crotonese in fondo è nota, e se ci si pensa un attimo ci si ricorda perfettamente che i vari pesci usati per abbellire la vasca (che di fatto doveva ricordare il mare) vennero rubati tutti a soli due, tre giorni dall’inaugurazione. E la stessa fine hanno fatto tutti i poveri esseri viventi piazzati li dentro nel corso degli anni: rubati, per finire in qualche acquario privato o, peggio ancora, in qualche frissura.

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