Verdogne: perché si chiama così?

Si intravede ancora il nome…

La zona di Via Verdogne la conosciamo tutti. Si tratta di una zona antica, una delle prime che sorsero al di fuori delle mura del castello nella seconda metà dell’800, quando le famiglie dei nobili e i ricchi iniziarono a costruirsi le “residenze costiere” per fare il bagno a mare e trascorrere i mesi estivi. Alcune di queste case, rifinite e decorate, sono ancora oggi perfettamente visibili lungo il tratto di strada, a partire dal Bastione Santa Caterina.

Oggi le vie hanno altri nomi, cambiati nel corso del 2016. Ma la zona, che per anni è stata considerata un prolungamento della Marina (ed erroneamente chiamata Marinella, che però è un’altro quartiere), ha mantenuto il suo nome: Verdogne. Perché si chiama così?

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“Adesso posso fare a meno dei ragazzi”

Diciamocelo chiaramente: il sesso a Crotone non è più un tabù. Evitiamo di pensarci una terra “antica”, con duri principi morali e ammorbanti dogmi che regolano gli impulsi degli uomini ma sopratutto delle donne. Non è così, e non lo è almeno da un paio di generazioni. La libertà sessuale è sempre più compresa e diffusa, tanto nella città quanto nei paesi, e nonostante siano passati diversi decenni dalla rivoluzione sessuale del bel paese continua ad affermarsi e diffondersi seguendo nuovi mezzi e strumenti. Tiene il passo del tempo, insomma.

E quando parlo di “mezzi e strumenti” li intendo letteralmente: l’oggettistica sessuale è sempre più presente nella vita e nelle case dei crotonesi (giovani e meno giovani), tanto da iniziare ad essere argomento di conversazione tra amici e conoscenti. Se in passato si faceva fatica a far usare il preservativo, oggi si usano più che volentieri anelli, gel, vibratori e stimolanti vari. E non se ne fà mistero.

Io mi vergognavo a prenderlo, ma alla fine l’ho preso e basta. E sapete una cosa? Io da mò posso fare a meno dei ragazzi!

Un’argomentazione comune, che si inizia a sentire sempre più spesso tra una discussione e l’altra. E si finisce così a parlare dei pregi del vibratore, e delle sue mille soddisfazioni che un uomo non sarebbe in grado di dare. Unica nota negativa, il troppo rumore, difficilmente camuffabile per chi vive ancora con i genitori. Ma è solo una piccolissima pecca a fronte di innumerevoli piaceri.

Ci sono pareri discordanti sul fenomeno, già diffusissimo (e normalissimo) altrove, che finalmente si appresta ad arrivare anche dalle nostre parti. C’è chi lo vede come un male, come una dipendenza dalle macchine ed una conseguente sottomissione alla loro perfezione “meccanica”, appunto. C’è chi invece lo vede come un bene, come un’ulteriore apertura al mondo moderno, e addirittura chi ci vede una sorta di “indipendenza sessuale”.

Indipendentemente da come la pensiate, non scandalizzatevi quando troverete quegli strani oggetti in un cassetto o nascosti sotto al letto. Semplicemente, è normale.

Il SIN di Crotone

La “scuola dei veleni”

In questi giorni avrete sicuramente sentito parlare del fatto che sono state aggiunte altre 12 aree all’interno della perimetrazione del SIN di Crotone. Per chi segue la vicenda da tempo, si tratta delle aree già sottoposte a sequestro durante l’indagine Black Mountains: molte di queste sono frequentate quotidianamente, essendo di pubblico accesso. Fortunatamente, le opere di bonifica partiranno proprio dalle scuole pubbliche (in primis il plesso Alcmeone di San Francesco, finito più volte sotto i riflettori ed oggi in totale stato di abbandono e degrado), e prevedono una rimozione totale dei conglomerati nocivi (CIC).

La decisione è stata presa lo scorso 29 Settembre, nel corso di una conferenza dedicata proprio alla riperimetrazione del SIN. Nel nostro caso, il SIN venne istituito nel “lontano” 2001, ed ha un’estensione totale di poco meno di 2000 ettari (1469 in mare, 530 sul terreno). In questi ettari sono inclusi i terreni dell’ex area industriale, l’area archeologica “Antica Kroton“, il porto e buona parte del tratto costiero che lambisce le ex fabbriche: da oggi, dobbiamo includere i territori sparsi all’interno del centro cittadino e non solo.

Per rendere più facile capire dov’é il SIN di Crotone e per quanto si estende, ho pensato di fare una mappa. Una mappa aggiornata con le nuove 12 aree aggiunte il 29 Settembre 2017, in modo da rendere chiaro ai più di cosa stiamo parlando. La speranza, ovviamente, è che si proceda il più presto all’avvio dei lavori di bonifica, per far tornare tutto alla normalità.

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