Mura di cinta dell’antica Kroton

Rappresentazione grafica, 1992

Sono certo che anche voi avete sentito, almeno una volta nella vita, che l’antica Kroton era circondata da imponenti mura di cinta. Sappiamo che queste enormi mura proteggevano l’abitato, e pur essendo rimasti pochi frammenti di queste ultime ci è stato tramandato un dato interessante, che ancora oggi viene citato spesso: le mura erano lunghe circa 13km.

Questo dettaglio, nel corso degli anni, ha portato a numerose interpretazioni errate. C’è chi credeva che le mura si estendessero lungo il percorso che da Capo Colonna portava a Crotone (che è lungo circa 13km, per l’appunto), o che si collegassero ed inglobassero altri piccoli centri dell’epoca. In realtà non è così, ed almeno da trent’anni sappiamo che le mura si estendevano, grossomodo, dall’attuale centro cittadino sino ai pressi del Torrente Passovecchio.

Oggi non esistono resti ben conservati di queste antiche mura, anche se in alcuni punti, come sul colle di Santa Lucia, è possibile osservare dei pezzi sparsi qua e la. Le condizioni dei reperti sono pessime, e non è dato se sapere se siano mai state oggetto di interventi di recupero o di tutela.

Leggi tutto…

1941: martiri e pietas di una Crotone in guerra

Montecatini sotto assedio nel 1941 (©IWM)

Qualche giorno fa la pagina Cannibali e Re ha pubblicato una storia interessante che ci riguarda direttamente: “Oltre l’odio imposto dalla guerra: quando la città di Crotone pianse la morte di tre giovani piloti inglesi che la stavano bombardando fino a pochi giorni prima”.

È uno dei tanti spaccati che ci offre lo studio del secondo conflitto mondiale, e rappresenta un buon punto di partenza per riprendere questa storia ed affrontarla un po’ più nel dettaglio. Daltronde, il testo di riferimento (“Crotone: dal fascismo alla repubblica” di Salvatore Rongone, 1997) pur essendo molto dettagliato manca di molti nuovi dettagli emersi nel corso degli anni, e pubblicati in successive ricerche storiche (si pensi a “KR 40-43” di Giulio Grilletta, 2004).

Approfondiamo dunque il già completo post, e riscopriamo una piccola parte di quel triste conflitto che ci ha interessato direttamente dal 1940 al 1943, quando gli Inglesi bombardavano regolarmente dal Golfo di Taranto in giù.

Leggi tutto…

“Salvini è l’unico che ci può salvare”

Ogni volta che vado a fare la fila dal medico c’è qualcuno che ha voglia di fare quattro chiacchiere. Succede dunque che in quei 20/30 minuti di attesa nascano i discorsi più vari, ai quali generalmente partecipo solo come ascoltatore. Oggi invece è capitata una vecchietta che aveva proprio voglia di parlare con me: una donna non troppo avanti con l’età, curata e con una vistosa pelliccia. Lei stessa si è definita “una donna benestante”, vantando una congrua “pensione americana”.

Dopo avermi parlato praticamente di tutto ciò che era successo a livello locale, il discorso è passato – ovviamente – alla politica nazionale. Dopo il solito monologo fatto di indignazione-schifo-rigetto-vergogna, quello che ascolti in silenzio muovendo di tanto in tanto la testa in attesa che gli argomenti si esauriscano, la signora, con aria furba e occhio vispo, mi dice:

Ma io lo so a chi devo votare. Non mi fregano più! A marzo vado a mettere una bella x sulla Lega, che Salvini è l’unico che ci può salvare.

Mi aspettavo un elogio del M5S, o, come da consuetudine per le persone di una certa età, l’appoggio spassionato a Berlusconi. E invece no, la nonnina darà il suo voto a Salvini. Il mio stupore aumenta quando un uomo in fila dietro di me si fa avanti per stringere la mano alla donna, complimentandosi con lei per la scelta ed avvisandoci che anche lui farà lo stesso.

Cosa porta a questo amore per un soggetto politicamente mediocre come Salvini? Ma sopratutto, perché mai una persona del Sud dovrebbe votare per uno della Lega? Non c’è spiegazione ai movimenti “di pancia” del popolo, quel che è certo è che i ciarlatani, i venditori di fumo e tutti gli idioti in generale godono di una grande approvazione.

In fondo, gli basta urlare quattro fesserie.