Gli screening dell’ASP e i ritardi della posta…

Era il 7 Novembre…

Il postino suona sempre due volte. Ne siamo così sicuri? Il mitico postino-eroe del dopoguerra, quello che arrivava in ogni dove pur di consegnare tutta la corrispondenza, è ormai superato da un pezzo, ed anche la gestione della posta è cambiata radicalmente. Le cose cambiano, e forse con la posta non sono cambiate in meglio.

Sono in molti, infatti, a lamentare numerosi disservizi con le poste, in tutta la città di Crotone. Consegne che avvengono quasi sempre con uno/due giorni di ritardo, postini che certi giorni non passano proprio, corrispondenza lasciata libera negli androni delle scale, o peggio ancora fuori dai portoni. Tante piccole cose, che io stesso ho vissuto (e sto vivendo) in prima persona.

In questi giorni, per esempio, ci è stata recapitata una lettera dell’ASP di Crotone per uno screening oncologico. L’ASP provvedere annualmente ad effettuare delle campagne di controllo e prevenzione, ed invita i soggetti a rischio a sottoporsi ad un controllo gratuito. L’invito arriva ancora per posta (essendo l’utenza principalmente composta da adulti ed anziani), e prevede un largo anticipo – circa un mese – dall’invio della lettera alla data della visita.

Tutto fantastico, vero? Se non fosse per un piccolo problema: le lettere vengono consegnate dannatamente in ritardo. Nel mio caso, la lettera è stata protocollata il 10 Ottobre, e sarà stata spedita qualche giorno dopo. La data dello screening era fissata per il 7 Novembre, eppure la lettera è stata consegnata il 13 Novembre. Giusto un po’ in ritardo, per prenderne parte.

Per cercare di capirne di più (dato che è un problema lamentato da molte persone) mi sono rivolto all’ASP, al postino ed alle Poste Centrali.

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La triste storia di una telecamera

Trova le differenze…

Quante volte ci lamentiamo del fatto che ci vorrebbero “più controlli”? Non c’è conto: nel dibattito cittadino si passa da un eccesso all’altro, da quelli che vorrebbero telecamere ovunque a quelli che vorrebbero pattuglie e “vigilantes” ad ogni angolo. E ad ogni minima inciviltà si grida allo scandalo, e le accuse fioccano nei confronti di chicchessia.

Negli ultimi anni, anche a causa dell’emergenza rifiuti (che a Crotone è andata avanti dal 2010 al 2015), si è posta una particolare attenzione sugli “incivili dei cassonetti”, ossia su tutti coloro i quali contribuissero a gettare immondizia a cazzo, non tanto fuori dai cassonetti ma in ogni dove: canaloni, scarpate, androni, sotto ai ponti, lungo la strada. Un’ondata di indignazione generale si è mossa nei confronti di queste persone, tanto che in molti comuni si è proceduto ad installare telecamere nascoste per poter multare gli incivili.

Con un po’ di ritardo ci siamo arrivati anche noi. Dopo la famosa ordinanza sui rifiuti, che si era prefissata l’obiettivo di regolare il conferimento della spazzatura nei cassonetti, ma che di fatto non è assolutamente rispettata, l’amministrazione Pugliese ha fatto un passo in avanti, installando una nuova telecamera, ritenuta necessaria per contrastare l’abbandono di ingombranti. La cosa non ha avuto molto risalto, tant’è che solo una delle tante testate giornalistiche locali ne ha scritto, sbagliando addirittura strada (la SP51 non sta a Margherita, ma collega Fondo Farina e Salica… ma vabbè): la telecamera infatti è stata installata all’incrocio tra Via dei Gelsomini e Via delle Magnolie, nel sottopasso adiacente alla ex SS106 (qui).

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E il commerciante bussò…

Ma guarda un po’…

Sul Crotonese di oggi leggiamo di un fatto curioso. Vi ricordate che appena una decina di giorni fa è successo un gran casino sul lungomare, a seguito dei controlli dei Carabinieri sulle concessioni del suolo pubblico? I commercianti hanno inscenato una serrata, chiudendo i locali e protestando alla prefettura, in quanto avrebbero ingiustamente subito un abuso, e sono andati tutti a sbraitare di essere nel giusto, pretendendo la solidarietà anche dai pochissimi locali in regola. Hanno addirittura incassato l’appoggio di qualche esponente politico (M5S, ovviamente), oltre che di buona parte della popolazione che si è prontamente schierata contro il controllo.

Parole e commenti assurdi, dettati non solo da una palese mancanza di educazione alla legalità, ma forse anche un po’ dalla calura estiva. Eravamo infatti rimasti che su 19 attività: 5 in regola, 8 in attesa del permesso, 4 non hanno ancora pagato e 2 non hanno neanche presentato la domanda. Una dato impietoso, sul quale ancora gravitava il dubbio delle responsabilità. Dopo il primo incontro di Lunedì scorso e le successive verifiche, sembra però non ci siano dubbi: la maggior parte dei commercianti non era in regola, e non aspettava alcun permesso.

Ad aggravare ancor di più il quadro è quanto riportato dal Crotonese di oggi, in seconda pagina: altri 25 commercianti si sono presentati spontaneamente al Comune per regolarizzare la loro posizione. Approfittando del “periodo di regolarizzazione” concesso dallo stesso sindaco, che scadrà entro la fine di Luglio, altri commercianti, consci di non essere in regola, hanno ben pensato di mettersi a posto prima dell’arrivo di una sanzione da parte delle forze dell’ordine. Meglio evitare, se possibile: e come fino ad oggi hanno evitato di pagare correttamente quanto dovuto, adesso eviteranno anche di incorrere nella sanzione che gli spetterebbe. Un paradosso difficile da mandare giù, che rappresenta bene la normalità di una città sempre pronta a fotografare l’ambulante che con la sua bancarella “mina all’economia locale”, e fin troppo sbadata quando si tratta di verificare tutto il resto.

Ma torniamo a noi, perché ci tocca aggiornare il bilancio. Sebbene il controllo abbia interessato solo 19 attività, con queste “ammissioni spontanee” si può tranquillamente dire che: su 44 attività commerciali solo 5 sono in regola, e solo 8 sono realmente in attesa del permesso del Comune. Le restanti 31 attività hanno palesato delle mancanze più o meno gravi, che vanno dalla semplice occupazione di suolo maggiore di quanto dichiarato (cosa trascurabilissima, in alcuni casi) al totale abusivismo (non hanno mai pagato, o, peggio ancora, hanno fatto finta di pagare). Un bilancio impietoso, al quale andrebbe aggiunto la chiusura di altri due esercizi commerciali (diciamo “discoteche”), sempre per mancanza di permessi.

Evidentemente, c’è bisogno di fermarsi un attimo a ragionare. Chi affossa davvero l’economia locale? Il controllo delle forze dell’ordine, o il commerciante che non si regolarizza? Perché questi soldi che non arrivano nelle casse del Comune, sono soldi tolti alla collettività. Soldi che potrebbero essere reinvestiti, guarda caso, proprio sul lungomare cittadino, dove questi commercianti operano, per renderlo migliore, più bello, più appetibile.

Mai più adatta fù la storia della volpe dalla coda di paglia.