Cosa festeggiare l’8 Marzo?

Etichetta
Etichetta di una marca di pantaloni americani (foto abcnews).

La Giornata Internazionale della Donna, meglio conosciuta da noi come Festa della Donna, è una ricorrenza annuale. È già curioso il fatto che abbiamo modificato “Giornata Internazione” con “Festa“. Ogni 8 Marzo, si ricorda all’umanità (o quantomeno a quella parte di umanità interessata all’argomento) un concetto che dovrebbe essere ovvio, banale, elementare. Eppure, è spesso frainteso. Oggi più che mai, perché siamo riusciti a trasformare un momento di riflessione in una festa, spesso tralasciando il punto stesso di discussione!

Con questo articolo voglio buttare giù un paio di miti, raccontare da cosa è veramente nata questa giornata, quale sia il suo significato. Credo che sia lecito avvertire che non troverete scritto tra le righe frasi come “l’importanza delle donne” o “W le donne“. Non è un’articolo “come quelli che di solito si postano“. È un’articolo per certi versi “cattivo”, ma credo abbastanza riflessivo.

Ah, la cosa più importante, voglio spiegare quali sono, secondo me, le cause più comuni per le quali si cade in uno schema vizioso di pensiero, di come si finisca alla sottomissione, anche indiretta, della donna, ma sopratutto come il femminismo sia una delle cause per cui la donna rimane sempre ancorata dov’è. Tanta roba!

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Funghi patogeni per uccidere le piante da droga

Crivellia
Quattro esemplari di "Crivellia" (foto Corriere.i)

La lotta alla droga ed al narcotraffico è diventata ormai da quasi un secolo un dovere di ogni buona nazione. Il ripudio della droga è un sentimento che ogni buon cittadino deve “installare” al suo interno, perché la droga è un male sociale, uno scempio, una forma di schiavitù, e chi più ne ha, più ne metta.

La lotta alla droga nasce nel 1937, negli Stati Uniti. La prima pianta ad essere riconosciuta illegale fù la pianta di Cannabis, alla quale poi seguirono le piante da Coca, i papaveri da Oppio e così via un’innumerevole numero di piante. Ne discuterò meglio in un altro articolo.

Oggi, nel 2012, si vuole fare un “passo avanti“. Invece di contrastare la coltivazione delle piante, o di contrastare il narcotraffico, si vuole applicare il detto “Il male si cura alla radice“. Si vogliono utilizzare dei funghi patogeni specifici che uccidono direttamente le piante.

Potremmo partire da una considerazione banale: rilasciare in natura un fungo creato in laboratorio, e lasciarlo in santa pace ad uccidere piante su piante, a cosa ci può portare?

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Quando si muore per la musica

Palco Laura Pausini
Il palco della Pausini dopo il crollo (foto CN24)

Ci sono vari aspetti che mi fanno riflettere quando accadono certe cose. Aspetti che oggi dovrebbero essere scontati, o comunque ben compresi dai più. Ma molto spesso non lo sono.

Potremmo stare a discutere sul senso e sul valore da attribuire al lavoro. Ma in questo caso no. In questo caso si parla di morire per lavorare, anzi, più precisamente morire per musica, un qualcosa che dovrebbe essere puramente uno svago. Non bisognerebbe morire per il lavoro, è un prezzo troppo alto. E non  bisognerebbe morire per la musica, perché è una cosa impossibile anche solo da visualizzare e concepire.

La cosa che più mi colpisce è la “facilità” con cui i cantanti si scrollano la situazione. Laura Pausini (come Jovanotti) sono due cantanti pop molto in voga in Italia, e non credo che saranno influenzati da quanto accaduto. Il che è l’aspetto peggiore di tutti. Non basta esprimere il dolore per la morte di una persona (che forse nemmeno si conosceva), è troppo semplice. Si applica alla perfezione in concetto: “The show must go on!

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