Esaro: storia e leggenda del fiume che divide Crotone

L'esaro (presso la foce)
L’esaro (presso la foce)

Scorre li. Abbandonato da tutti. Dimenticato. Il fiume Esaro non è quello che ti aspetti da un fiume. È un corso d’acqua, semplice, anonimo, quasi morente. Sembra impossibile che fu proprio questo fiume a dare vita alla vecchia Kroton, questo secco corso d’acqua. Solo presso la foce, solo dopo il ponte della Stazione, questo fiume riprende ad essere imponente, grande. Pieno d’acqua. Altrimenti, il terreno assorbe ogni cosa.

L’Esaro sta li da molto tempo. Negli ultimi 3 secoli ha iniziato ad essere morente, o forse aveva iniziato già prima: il problema è che solo intorno al 1700 d.C. i primi visitatori stranieri hanno iniziato a visitare la città di Crotone, pertanto prima di quel periodo non abbiamo testimonianze rilevanti.

Sebbene sia unfiumiciattolo così anonimo e, per certi versi, triste, anche l’Esaro ha un po’ di cose da raccontarci. A partire dal suo nome!

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La De Girolamo ed il Veneto Contadino

Curioso l’articolo, anzi, “il caso”, proposto dal Corriere della Sera a questa pagina. Riassumo brevemente: piogge di critiche sulla deputata del PDL Nunzia de Girolamo, che durante la trasmissione Agorà su Rai 3 avrebbe commesso una gaffè degna di nota. Avrebbe detto che il Veneto è una terra di contadini.

Allora, calma. Dedichiamo due minuti a leggere “l’articolo”. Poco sotto troviamo la frase completa della De Girolamo, che direbbe: «Meno male che non dovevamo essere provinciali e dovevamo pensare alla Siria: siamo passati al Veneto… Altro che provinciali, noi siamo proprio contadini… in Italia… quando facciamo politica». Posso comprendere che le libere interpretazioni distorcono il reale significato delle parole, ma qui la cosa sembrerebbe assai grave. Per due motivi.

Per prima cosa, questa sorta di offesa non viene lanciata verso qualcuno in particolare. Non ci vuole un dotto linguista o un dizionario per capirlo.

In secondo luogo, anche se la frase fosse stata rivolta direttamente al Veneto ed ai suoi abitanti, che male ci sarebbe in ciò? Dove sta l’offesa, nell’essere chiamati contadini? O forse l’offesa nasce dal fatto che a dirlo sia proprio Campania?

L’articolo, leggendo più accuratamente, è scritto sul Corriere del Veneto, ma riportato nella home del Corriere della Sera. Prosegue con una sorta di “chiusura a riccio”, dove si proclamano l’evoluzione del Veneto (come gli studi per mappare l’aviaria).

Un po’ come i bambini. Si litigano per cavolate. “È stato Ciccio a spingermi!!“, “Non è vero, bugiardo!“. Ecco, il risultato di tanta ignoranza (forse bonaria) porta a questi scenari. Una regione tanto evoluta che si lamenta del fatto di essere additata come terra di contadini (accusa, a mio avviso, mai mossa).

Eppure, mi ricordo, che forse era proprio il Veneto ad andarci giù pesante con i Meridionali… Quanti “Contadini” e “Terroni” ci siamo presi, noi, nel corso degli anni, e ci prendiamo tutt’ora… senza dire la benché minima parola. 🙂

I Giorni della Merla

Esemplare di Merlo
Ciao, io sono un Merlo

Qualunque sia il luogo dove abitate, sicuramente qualcuno vi ha parlato dei Giorni della Merla, ossia i 3 giorni più freddi dell’anno. Questa storia ha infatti origine antiche, ed accomuna molte parti d’Italia. A differenza di altre ricorrenze dedicate ad animali radicate solo in determinati luoghi (nel meridione, un esempio su tutti è il “ciuccio infuocato”), la leggenda della Merla sembra essere universalmente riconosciuta in più aree geografiche, non solo in Italia. E sopratutto, presenta simpatiche analogie con altre culture, come quella degli Indiani d’America, che avevano una storia del tutto simile.

Ma facciamo un passo alla volta…

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