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Nuovi km di “piste ciclabili”

Esempio di pista ciclabile a Kr
Sul rosso le bici e sul giallo i pedoni: la "pista ciclabile" a Kr

Contrariamente a quello che si può dire o pensare, io sarei ben contento di avere delle piste ciclabili in città. E sarei molto contento di averne molti altri km! Per cui, quando vengono spesi dei soldi per fare delle opere quanto meno utili, ne sono contento.

L’utilizzo della bicicletta andrebbe incentivato, sopratutto in una città che per la maggior parte dell’anno lo permette. Purtroppo, per un variegato numero di motivi, utilizzare la bicicletta a Crotone può risultare difficoltoso. Girare nel traffico con la bici può costare caro, le strade sono piene di buche e quant’altro. La città non è proprio amica dei ciclisti.

Se avete letto bene (e sopratutto se non vi siete lasciati scappare dalla bocca i soliti commenti politici o presciaioli), avrete fatto caso al condizionale: Sarei contento di avere delle piste ciclabili, ma non sono contento di quello che a Crotone si intende per pista ciclabile.

Con questo articolo, entreremo nel dettaglio dell’urbanistica delle piste ciclabilici cittadine, come sono strutturate, dall’idea alla progettazione. Insomma, le esplorerò a dovere!

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Un modo sbagliato di protestare

Vallone = Stalin
Lo striscione di FN (foto CN24)

Nel corso della storia siamo stati bersagliati da centinaia di migliaia di esempi sbagliati. Esempi da non seguire, esempi che, a rigor di logica, dovrebbero averci dimostrato che sono tutto fuorché efficaci.

Siamo stati abituati (e vaccinati) a persone che, in preda all’idealismo cieco, hanno commesso errori enormi. Azioni inutili e fini a se stesse. Azioni autoaffermanti, che restano comunque poco utili alle persone.

Nel comune di Crotone, oggi (2 Marzo 2012) l’associazione politica di estrema destra Forza Nuova, assieme all’associazione Stanchi dei Soliti (il che mi dispiace non poco), hanno ben pensato di esporre lo striscione che vedete nella foto.

Vallone = Stalin

Questo gesto (che a quanto pare era proprio necessario) deriva dal fatto che era stata proposta la modifica dell’articolo 17 dello statuto comunale, che, detto in parole povere, avrebbe impedito ai cittadini di assistere ai lavori delle commissioni consiliari.

Per fortuna, è stata presa in considerazione una soluzione meno drastica, grazie alle pressioni effettuate dai comitati cittadini. Non di certo grazie allo striscione esposto.

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