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Quel PDL che vuol campare di … cosa?

Oggi ho assistito, assieme a moltissimi altri compatrioti, allo squallido teatrino realizzato da Alfano. Andato in onda su tutti i telegiornali all’ora di pranzo, era inevitabile non mettersi a ridere, o, nel migliore dei casi, lasciarsi andare a carrellate di maleparole. Il PDL ritorna all’attacco, e nel peggiore dei modi. Non che nel passato abbia fatto di meglio, ma adesso si sta veramente esagerando.

Tralasciando la figura (misera) di Alfano, che di per se non è altro che un pupatolo, la linea di attacco di oggi è stata pericolosamente ripetitiva: lo scaricabarile. Tra poderosi applausi dei suoi sostenitori, Alfano inizia l’arringa, “ricordandoci” di come sia colpa del PD se oggi ci troviamo in questo stato, in questa situazione di crisi.

Questa linea di attacco poteva andare bene agli inizi degli anni ’90, quando effettivamente iniziavano (continuavano) i malcontenti nella popolazione. Ma oggi, dopo più di 10 anni di “governo-PDL”, quanto può reggere ancora questa scusa?

È veramente triste, nient’altro.

U’ ccì lavar à capa aru ciucciu

U’ ccì lavar à capa aru ciucciu, cà perdì l’acqua e ù sapùne!

Traduzione:

Non lavare la testa all’asino, che perdi acqua e sapone!

Spiegazione:

L’asino è, storicamente, il classico animale da lavoro. Alla fine della giornata, è inutile lavarlo, dato che domani sarà nuovamente sporco. È inutile fare una cosa che non serve, che non porta nessun vantaggio.