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La Coniceddra

Coniceddra
Una "Coniceddra" in Largo Umberto I°

La Calabria, si sà, è una regione molto religiosa, ma un tempo lo era molto di più rispetto ad oggi. Oggi dilaga quella falsa religione, che ognuno manipola un po’ come gli pare e piace, non solo in Calabria, ma in tutto il mondo (più o meno).

Una volta era sicuramente diverso. Una volta la religione era sentita, Dio era quasi temuto, tanto quanto le pene che potevano derivare da una vita condotta male. Vi era insomma un approcio completamente diverso alla religione. Non credo fosse una cosa positiva, ma ha sicuramente influito in modo positivo nella vita di molte, molte famiglie.

Ad aumentare queste considerazioni della religione, non c’èra solo un contesto sociale completamente diverso rispetto a quello che vediamo noi (basta chiedere ai nostri nonni come vivevano da ragazzi, rispetto a noi), ma anche la diretta discendenza della Vecchia Religione, ossia la “fusione” del vecchio culto (fatto di tante altre figure e credenze che esplorerò più avanti)  con il Cristianesimo.

Dal più remoto passato dell’uomo, si crede che la raffigurazione di “creature superiori” (che non sono necessariamente dei Santi o degli Dei, ma possono anche essere dei Re, degli Imperatori) possa in qualche modo proteggerci. Si tende ad esorcizzare il male attraverso dei chiari simboli o figure, ed un chiaro esempio ne sono le Coniceddre

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Nuovi km di “piste ciclabili”

Esempio di pista ciclabile a Kr
Sul rosso le bici e sul giallo i pedoni: la "pista ciclabile" a Kr

Contrariamente a quello che si può dire o pensare, io sarei ben contento di avere delle piste ciclabili in città. E sarei molto contento di averne molti altri km! Per cui, quando vengono spesi dei soldi per fare delle opere quanto meno utili, ne sono contento.

L’utilizzo della bicicletta andrebbe incentivato, sopratutto in una città che per la maggior parte dell’anno lo permette. Purtroppo, per un variegato numero di motivi, utilizzare la bicicletta a Crotone può risultare difficoltoso. Girare nel traffico con la bici può costare caro, le strade sono piene di buche e quant’altro. La città non è proprio amica dei ciclisti.

Se avete letto bene (e sopratutto se non vi siete lasciati scappare dalla bocca i soliti commenti politici o presciaioli), avrete fatto caso al condizionale: Sarei contento di avere delle piste ciclabili, ma non sono contento di quello che a Crotone si intende per pista ciclabile.

Con questo articolo, entreremo nel dettaglio dell’urbanistica delle piste ciclabilici cittadine, come sono strutturate, dall’idea alla progettazione. Insomma, le esplorerò a dovere!

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Un modo sbagliato di protestare

Vallone = Stalin
Lo striscione di FN (foto CN24)

Nel corso della storia siamo stati bersagliati da centinaia di migliaia di esempi sbagliati. Esempi da non seguire, esempi che, a rigor di logica, dovrebbero averci dimostrato che sono tutto fuorché efficaci.

Siamo stati abituati (e vaccinati) a persone che, in preda all’idealismo cieco, hanno commesso errori enormi. Azioni inutili e fini a se stesse. Azioni autoaffermanti, che restano comunque poco utili alle persone.

Nel comune di Crotone, oggi (2 Marzo 2012) l’associazione politica di estrema destra Forza Nuova, assieme all’associazione Stanchi dei Soliti (il che mi dispiace non poco), hanno ben pensato di esporre lo striscione che vedete nella foto.

Vallone = Stalin

Questo gesto (che a quanto pare era proprio necessario) deriva dal fatto che era stata proposta la modifica dell’articolo 17 dello statuto comunale, che, detto in parole povere, avrebbe impedito ai cittadini di assistere ai lavori delle commissioni consiliari.

Per fortuna, è stata presa in considerazione una soluzione meno drastica, grazie alle pressioni effettuate dai comitati cittadini. Non di certo grazie allo striscione esposto.

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