Sul disinteresse

Il classico pregiudizio sul calabrese, e sul meridionale in generale, è quello sull’omertà. Della persona schiva, silenziosa, pronta a fare spallucce e a dire “nènti vìtti e nènti saccìu“. Esistono fior fior di canzoni sul tema, anche piuttosto orecchiabili. Ed in fondo, è un pregiudizio più che fondato: a livello popolare i temi si affrontano sempre con leggerezza, senza prendere posizioni nette, che è meglio non farsi nemico nessuno. È un “meccanismo feudale”, quello che ci fa sentire inferiori di fronte al potente, e, più in generale, sottomessi.

Lo scenario è noto ai più, e ieri ha generato un curioso editoriale di Bruno Palermo. La deduzione è però controversa: non ci sono più intellettuali, in Calabria? Quelli che ci sono, sono “liberi”? Perché non affrontano i temi politici? Perché nessuno “alza mai una voce per aiutare i calabresi a vederci meglio”? Sono belle domande, buttate però troppo a caso. A partire dal concetto di intellettuale: chi è, e chi non è, un’intellettuale? Non basta di certo la definizione accademica. Perché il mondo dell’editorialismo calabrese è più vivo che mai, e ci sono centinaia di blog regionali aggiornati quotidianamente dove ognuno contribuisce alla discussione.

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Non capiamo nulla, di internet

Internet è una risorsa. In futuro sarà equiparato alla corrente elettrica, diventerà necessario. Così come lo diventarono i frigoriferi, le automobili, i computer. Internet è il futuro. E porca miseria, dopo vent’anni non siamo ancora in grado di comprenderlo a pieno. Non sappiamo cos’è, come funziona, su cosa si basa. Ed i ciarlatani la fanno franca.

È emblematico il recente caso che vede contrapposti il M5S ed un giovane hacker, recentemente raggiunto da una denuncia. Il giovane, Luigi Gubello, ha messo in luce una delle note vulnerabilità di Rousseau, il “sistema operativo” del movimento: una cloaca spacciata per gioiello, con una disarmante semplicità che può andar bene solo ad ignoranti e creduloni.

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Amazon Locker, come taggarlo correttamente

Belli sul lungomare

Anche a Crotone è sbarcato il primo Amazon Locker, ossia un punto di ritiro per i propri ordini senza dover aspettare il corriere a casa. Una bella comodità, sopratutto per chi, come il sottoscritto, si trova spesso a bisticciare con postini o corrieri. Non mi dilungo molto sul funzionamento degli armadietti, dato che si tratta di una classica packstation ampiamente diffusa nel resto del paese.

Ma come si segnala un punto del genere su OpenStreetMap? Le guide in italiano scarseggiano, e prevale un po’ il “fai come ti pare”, tra tag improbabili e semplici aggiunte come note. Per fortuna esiste uno standard “europeo”, condiviso nel Regno Unito ed in Germania, completo ed efficace. Vediamolo nel dettaglio:

Key Tag
amenity vending_machine
vending parcel_pickup
operator Amazon
collection_times 24/7
addr:postcode 88900
ref 123

 

Ovviamente, abbiate cura di sostituire i dettagli. Questo schema va bene anche per eventuali armadietti di altre compagnie, e ritengo che sia uno dei più completi nonostante il dubbio iniziale della “vending_machine”. Ultima cosa, non ho inserito la chiave ref per il semplice fatto che l’armadietto di Crotone non ha alcuna identificazione, mentre nelle grandi città è possibile avere armadietti dotati di codici univoci.

That’s all 😛