Calabria: dal tacco alla punta

Così era diviso l’estremo sud

Gli antichi romani, quando facevano un viaggio verso la Calabria, si spostavano nell’odierna Puglia. Può sembrare una presa in giro. Eppure, fino al tardo periodo Bizantino, l’attuale Calabria non si chiamava ancora così. Per anni abbiamo letto di fantasiose ricostruzioni sul nome della nostra regione, senza mai però specificare il fatto che si tratta di un nome acquisito.

Nel suo Naturalis Historia, Plinio il Vecchio si riferiva alla regione con il nome di Italia, per via del fatto che i popoli che vi abitavano venivano chiamati Itali (Italòs, o Italòi), descritti all’epoca come discendenti degli Enotri. Oggi sappiamo che questa antichissima popolazione non era ellenica, bensì osca, tant’è che il termine stesso, Italòs, discenderebbe dalla parola osco-umbra uitlu, cioè uitellus, oggi vitello.

Il nome Italia venne successivamente associato all’indicazione di Magna Graecia, e la cosa durò fino all’arrivo dei Romani: a partire dal III secolo a.C. iniziarono a conquistare, una dopo l’altra, tutte le colonie esistenti, prendendo il controllo della regione sul finire del II secolo a.C., cambiando ovviamente nomi e riferimenti ad ogni cosa. La regione continuò a chiamarsi Italia fino al I secolo d.C., precisamente fino all’anno 7 d.C., quando l’imperatore Augusto definì per la prima volta le Regioni, 11 macro aree che definivano i territori di Roma.

A questo punto, è lecito domandarsi: ma perché Augusto chiamò l’attuale Puglia con il nome di Calabria?

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Breve storia della “Fiera della Madonna”

Venditori d’acqua alla fiera, 1902

Nei giorni scorsi è molto piaciuto un vecchio post riguardo al pellegrinaggio per la Madonna di Capo Colonna, tradizione ben più antica della stessa effige che si è rinnovata di secolo in secolo, fino ai giorni nostri. Non posso che prendere la palla al balzo, ed approfittarne per rispolverare un altro tema molto caro alla popolazione crotonese: la fiera.

Si tiene puntualmente ogni anno nel corso della terza settimana di Maggio, ed è un appuntamento fisso per grandi e piccoli. Ben saldo nella memoria dei più anziani, sembra essere una tradizione consolidata e durevole, ed anche se ci fa innervosire per il traffico e per il casino che porta in città, un giro alle bancarelle non ce lo facciamo mancare.

Ma da quanto esiste la “Fiera della Madonna”? I commercianti, storicamente, hanno sempre “seguito” gli eventi religiosi, viaggiando per chilometri e chilometri per tentare di piazzare merci di importazione difficilmente reperibili. Già nell’antichità alcune importante feste religiose erano associate a dei grandi “mercati temporanei” dove poter trovare tessuti, spezie ed animali: si tratta di una consuetudine registrata in tutto il mondo.

Potremmo dunque dire che anche la fiera, così come il pellegrinaggio, esiste “da sempre”. Ma per fortuna abbiamo a nostra disposizione qualche informazione in più, che vale la pena riscoprire.

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La leggenda di Melise

Una leggenda antica e dimenticata

Qualche giorno fa, per puro caso, è stata scoperta un’antica urna cineraria della tarda età del bronzo nei pressi del fiume Néto. Un reperto di straordinaria importanza, non solo per il periodo al quale risale (tra il 1600 ed il 1300 a.C.) ma sopratutto per la sua rarità: esistono pochissime tracce delle popolazioni pre-elleniche in Calabria, sia a livello di manufatti che a livello organico.

Sappiamo che la Calabria è abitata fin dal neolitico, come ci confermano le diverse tombe presenti un po’ in tutta la regione (alcune si trovano vicino Crotone, in località Suverito) ed i rari reperti umani, uno su tutti il cranio di Caria, recentemente riesposto nel museo cittadino. Ma chi viveva in questa terra prima della Magna Grecia? Difficile a dirsi, dato che parliamo di oltre 3000 anni fà.

Possiamo comunque attingere alle fonti storiche, che a grandi linee concordano tutte sulle presenze di “antichi popoli” stanziati lungo l’attuale Calabria: Ausoni, Enotri e Japigi. Queste tre popolazioni (provenienti dall’est) si divisero il centro-sud del paese, stanziandosi dal basso Lazio fino alla Calabria e stabilendosi “secondo la forma di insediamento consuete dagli antichi“.

Esistevano dunque diversi insediamenti, prima dell’arrivo degli Achei. E dunque, esistevano già altri grandi centri, organizzati in base alle regole di popoli oramai sconosciuti e dimenticati dal tempo. Per quanto riguarda Crotone, o per meglio dire l’antica Kroton, una leggenda si è tramandata per millenni: quella della “città” di Melise, ossia il precedente centro urbano che venne poi “conquistato” e stravolto con la fondazione di Kroton.

Una vecchia storia dimenticata, che vale la pena riscoprire.

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