I comuni sciolti per infiltrazioni mafiose, nel crotonese

Nel 2018 la Calabria ha battuto un record: è diventata la prima regione in Italia per numero di comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Ha tolto il primato alla vicina Campania, imbattuta per decenni, ed ha stabilito il record assoluto di 105 comuni dal 1991 – anno di introduzione del provvedimento – ad oggi. Daltronde, i primi due comuni sciolti per mafia, nel 1991 (Casandrino  e Taurianova) si trovano, rispettivamente, in Campania e Calabria.

I recenti commissariamenti, venuti a seguito dell’operazione Stige, hanno riacceso l’attenzione sull’argomeno. Alcune paginette ironizzano sui primati di questo o quel comune, ma la situazione è seria: nel crotonese sono stati emanati, in totale, sette commissariamenti, che hanno interessato solo i comuni di Cirò (2001, 2003), Cirò Marina (2018), Isola Capo Rizzuto (2003, 2017) e Strongoli (2003, 2018). Di questi procedimenti, due sono stati annullati (Cirò 2013 e Strongoli 2003), per cui si possono ritenere effettivi solo cinque scioglimenti.

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Ridere di gusto

“Donna con Bandiera” di Tina Modotti

Domani, a distanza di due mesi dal voto, probabilmente avremo un nuovo governo. C’è voluto un po’, ma alla fine il matrimonio naturale tra Lega Nord e Movimento 5 Stelle è avvenuto: sel’aspettavano tutti, perchè – vale la pena ricordarlo – il M5S è fondamentalmente un partito di destra, che affronta ed avalla temi e discorsi cari alla destra classica, e che di fatti, in maggioranza, approva l’unione con la Lega piuttosto che col PD. Che se ne prenda atto, una volta per tutte, che quando “non è ne né destra né sinistra, è sempre destra“.

Ma tant’è: avremo probabilmente uno dei peggiori governi della storia della Repubblica. Da una parte, la Lega, che porterà avanti le tematiche tanto care al cdx. Dall’altra, il M5S, che sostanzialmente non sarà in grado di produrre nulla, se non qualche decreto o qualche legge al quale assegnerà un nome eclatante. Quel che pare ovvio, ad un occhio critico, è che entrambi i partiti hanno tradito le loro promesse elettorali. Ma questa cosa non importa, ed è così che i nemici diventano improvvisamente alleati: abbindolando l’elettorato, al quale ben piace essere abbindolato.

In questo contesto, rido. Rido di gusto. Non tanto per i grillini che tentano di giustificare le tristissime e degradanti giravolte di Di Maio. Non tanto per i leghisti che accetteranno di buon grado di dover sottorare a “Roma Ladrona”, da sempre avversa da Salvini. Non tanto per tutto quel popolino, misero, che ha costruito la propria conoscenza politica su Facebook, al grido di “e allora il PD” ed altre fesserie simili. No. Rido di gusto, per tutte quelle persone “di sinistra” che, in questi giorni, si stanno spendendo in discutibili comunicati stampa per “ritrattare” il loro voto al M5S, o per “ritirarlo”.

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Otto anni di ritardo

Uno dei post del 2010…

Nel 2018 ricorrono dieci anni dall’inchiesta Black Mountains, che prese forma alle prime luci dell’alba del 25 Settembre 2008. A distanza di dieci anni, non ci siamo fatti mancare un “regalino” per commemorare la ricorrenza: Margherita Corrado, neo-senatrice del Movimento 5 Stelle, dopo numerosi preannunci ha ufficialmente chiesto al Sindaco di Crotone di effettuare un sopralluogo al Castello di Carlo V. Il motivo? La possibile presenza di fosforite, o di altri scarti da altoforno.

A seguito della formale segnalazione, Ugo Pugliese ha richiesto l’intervento dell’ARPACAL per effettuare le dovute analisi. Nel corso della stessa giornata, i tecnici hanno rilevato dei valori anomali di radioattività ambientale, tanto da far addirittura evaquare l’interno del Castello e da predisporne la chiusura a tempo indeterminato.

Una precauzione radicale ma necessaria vista la presenza di TENORM (e non di fosforite, come ipotizzato e scritto), ossia di metasilicati risultanti da lavorazioni umane con alte cariche radioattive.

Tutto giustissimo, se non fosse per un solo particolare: la presenza di quel materiale negli spazi aperti del Castello di Crotone è nota almeno da 8 anni. Dal 2010 in poi furono numerosi gli interventi di blog (tra cui anche questo), associazioni e finanche giornali locali (nell’immagine, un post di Crotonews, predecessore di CrotoneNews) per la scoperta casuale di un buco nel terreno riempito con materiale “difficilmente reperibile nel ‘500, periodo di ammodernamento del castello“.

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