Otto anni di ritardo

Uno dei post del 2010…

Nel 2018 ricorrono dieci anni dall’inchiesta Black Mountains, che prese forma alle prime luci dell’alba del 25 Settembre 2008. A distanza di dieci anni, non ci siamo fatti mancare un “regalino” per commemorare la ricorrenza: Margherita Corrado, neo-senatrice del Movimento 5 Stelle, dopo numerosi preannunci ha ufficialmente chiesto al Sindaco di Crotone di effettuare un sopralluogo al Castello di Carlo V. Il motivo? La possibile presenza di fosforite, o di altri scarti da altoforno.

A seguito della formale segnalazione, Ugo Pugliese ha richiesto l’intervento dell’ARPACAL per effettuare le dovute analisi. Nel corso della stessa giornata, i tecnici hanno rilevato dei valori anomali di radioattività ambientale, tanto da far addirittura evaquare l’interno del Castello e da predisporne la chiusura a tempo indeterminato.

Una precauzione radicale ma necessaria vista la presenza di TENORM (e non di fosforite, come ipotizzato e scritto), ossia di metasilicati risultanti da lavorazioni umane con alte cariche radioattive.

Tutto giustissimo, se non fosse per un solo particolare: la presenza di quel materiale negli spazi aperti del Castello di Crotone è nota almeno da 8 anni. Dal 2010 in poi furono numerosi gli interventi di blog (tra cui anche questo), associazioni e finanche giornali locali (nell’immagine, un post di Crotonews, predecessore di CrotoneNews) per la scoperta casuale di un buco nel terreno riempito con materiale “difficilmente reperibile nel ‘500, periodo di ammodernamento del castello“.

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“Stefano chi?”

L’avrete letto tutti, della morte di Stephen Hawking, o comunque l’avrete sentito al telegiornale, o visto di passaggio sui social. Qualcuno potrebbe dire che “non ci importa”, ma in fondo se ne và un pezzo d’eccellenza dell’umanità contemporanea. Un uomo particolare, dalla fortissima carica simbolica, che dalla sua immobile vita è riuscito a spiegare i più grandi movimenti del nostro universo. Una risorsa per tutti.

Ma nella quotidianità, si sà, le notizie cambiano rapidamente pelatura. L’interesse delle masse non sempre coincide con i grandi temi del mondo, e non ne possiamo fare un dramma. Tuttavia, è inquietante l’impatto che possono avere certe notizie nel proprio ambiente di lavoro.

Succede quindi che, di buon mattina, io ed il mio collega apriamo la giornata con questa triste notizia. Giusto il tempo della commemorazione, di qualche commento, di qualche “ricordo”. Ma nel cercare un dibattito con gli altri colleghi, l’amara sorpresa: Stephen Hawking è uno sconosciuto. Talmente sconosciuto da aver generato la fantastica esclamazione: “Stéfanu cù?“.

All’inizio ridi. Ti senti confortato dall’ambiente un po’ superficiale, leggero. Poi però ti rendi conto che non è folklore, e che nessuno, in fondo, conosceva il personaggio. Non è un crimine: è solo una piccolo, triste indicatore dell’attenzione che riponiamo al mondo esterno.

Il lavoro imbastardisce ed imbarbarisce l’individuo, nella maggior parte dei casi.

L’ovvietà

Per mesi, qualcuno ha creduto alla favola della campagna elettorale. Ci si crede ancora, nel 2018, a questa favola: come se qualche mese di attività sui social, in bella mostra sui social e sulle tv, servissero a convincere una persona. Ma tant’è, e siamo arrivati al 5 Marzo (dopo l’ennesima infinita Maratona Mentana) con il dato più ovvio della storia: il vero vincitore di questa tornata elettorale è il Movimento 5 Stelle.

Era ovvio. Era scontato. Era palese. Ma mentre la sinistra cerca di capacitarsi della sconfitta “improvvisa”, e mentre la destra si vanta di una vittoria inesistente (la Lega, primo partito della coalizione di csd, ha preso comunque meno voti del PD, che è il secondo partito per numero di voti), in generale aleggia un senso di soddisfazione. Sono tutti quasi contenti dello schiaffo dato ai “soliti partiti”, alle “solite facce”. Il movimento è riuscito nel suo intento, scavalcando le vecchie figure politiche ed imponendosi sul panorama nazionale. Ed ora, che Dio ci aiuti.

Premessa questa ovvietà, fatemene dire un’altra, di cosa ovvia. Ora i grillini sono all’apice dei loro tempi, sulla cresta dell’onda, al punto più altro in assoluto che possono sperare di raggiungere. Da qui, sarà solo discesa. Perché com’è consuetudine, si dovranno adattare anche loro alla “vita politica” del paese. Non faranno nulla di quanto hanno mai detto, e dovranno ritrattare su tutto. Aspettatevelo.

E mo che ci siete, aspettatevi un’altra cosa: avete presente tutte quelle persone che pensavate di esservi tolti dalle scatole? I “vecchi politici” della “vecchia politica”? Beh, nessuno di loro scomparirà nel nulla. Nessuno. Ognuno resterà al suo posto, così come è sempre stato. Avete ottenuto le dimissioni di Renzi? Bene, grandi! Tutto il resto rimarrà esattamente come prima.

Il grande inganno dei grillini consiste nel far credere che con la loro salita al potere tutto cambierà, quasi come di diritto. Ma non è mai successo nulla del genere, e mai accadrà. L’unico modo per far cambiare le cose, non è andare a votare con rancore e “di pancia”, ma rendersi parte attiva di un cambiamento. Il resto, sono solo chiacchiere.

Ed essendo fin troppe, le chiacchiere, fatemi fare una previsione: tra qualche anno, torneremo tutti a lamentarci dei “vecchi politici”, delle “solite logiche” e quant’altro. È talmente ovvio, che pare banale anche solo dirlo. Ma tanto vale ricordarlo.