Giornalismo da gossip

Un quadretto delle opposizioni

Nella giornata di ieri si aspettava un po’ di pioggia, ma l’unica cosa ad essere piovuta è una singolare polemica sul M5S locale. Il tutto è nato con il solito, classico copione: i grillini fanno la loro solita sparata, e qualcuno dalla maggioranza risponde arrogantemente. Nulla di nuovo all’orizzone.

La querella è nata lo scorso 25 Luglio, a seguito di un articolo pubblicato sulla Provincia e firmato dalla “penna rossa” di Gaetano Megna, nel quale si presuppone una possibile incompatibilità del neoassessore “Rori” De Luca per via di un’ipotetica “lite pendente” con il Comune. E proprio per tutelare il neoassessore si sarebbe pensato di rimuovere l’OdG del prossimo consiglio comunale riguardante, appunto, il regolamento sulle liti pendenti.

Un caso? Nel frattempo, non solo De Luca ha avuto modo di chiarire la sua posizione occupando ben due paginoni de Il Crotonese, ma è stato pubblicato anche l’elenco degli OdG del prossimo Consiglio Comunale, che si terrà il 31 Luglio: ci sono 54 punti in discussione, e tra questi quello sulle liti pendenti non c’è.

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25 anni di menzogne

A màfia è chira ca cumànna sempi, e solo idda poti jiri avanti“, dice una nota canzone che celebrava l’omicidio di Carlo Alberto della Chiesa. Era il 1982, ed erano ancora lontani gli anni delle bombe, ma la strada sembrava già tracciata. Lo stesso copione si ripetè più e più volte, tra perfetti sconosciuti e manovalanza criminale, finché, nel 1992, non arrivò la svolta. Iniziarono le “morti eccellenti”, e da li le bombe in mezza Italia.

Ero appena nato, quando uccisero Falcone, ed avevo pochi mesi alla morte di Borsellino. Non ebbi modo di conoscere questi due signori, che mi si ripresentavano puntualmente, di anno in anno, in ogni testo scolastico. Li ho studiati, li ho letti, per certi versi li ho capiti. E pur non avendo vissuto la loro scia emotiva, ne ho compreso il genio, la lungimiranza, e sopratutto la vera volontà di cambiarla, quella Sicilia e tutto quel Sud.

Ma vennero ammazzati. Uccisi come tanti altri, solo in modo più plateale: la morte è una sola, ma pochi possono fregiarsi della simbolica cifra di “500 kg di esplosivo”. Per i criminali comuni si usa il minimo indispensabile. Ma in questi casi si deve dare un segnale. Alle persone, alla popolazione locale, alle autorità, allo stato: ne abbiamo talmente tanto che possiamo farvi saltare in aria a tutti.

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Questo e altro, per gli amici

Via “Ugo Pugliese che fa cose”

Un vecchio proverbio dice: “Si vò ca l’amicizia sì manténa, nù piàttu và e nù piàttu véna“. Ricorda, insomma, il do ut des dell’amicizia, quello che in passato si costruiva in base a prodotti alimentari e di prima necessità, ricalcando l’ancora più antico concetto del “nà vòta l’unu è ù’ssi résta dijùnu“. E che oggi, invece, si costruisce più che altro con favori e gentilezze, ma anche con pressioni e forzature.

L’amministrazione Pugliese, in appena un anno, ha già ampiamente dimostrato di tenere molto, moltissimo, ai vari amici più o meno intimi di cui si è circondata fin da poco prima dell’insediamento. Così com’é consuetudine da queste parti, specialmente per persone come gli Sculco, gli amici vengono prima di tutto, e per loro si fa questo e altro. Ed è così che numerosi progetti locali sono stati assegnati ad amici di sindaco, assessori e consiglieri (di maggioranza), così come a vecchi volti della politica locale. Con buona pace della libera concorrenza, ma sopratutto delle belle parole dell’allora neosindaco, che pareva deciso a dare un taglio netto con le “cattive pratiche” del passato.

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