Quattro chiacchiere col bagnino

Oggi ha fatto molto caldo, e si prevede andrà così per il resto del mese. In fondo è Agosto, e va benissimo così. Ne ho approfittato per fare un tuffo a mare, nell’acqua calda e “unta” tipica delle scogliere dopo una mattinata calda e affollata. Poca gente attorno a me, quasi tutti a pranzare ed a ripararsi dalla controra. Io e qualcun’altro, invece, cercavamo un po’ di fresco nel posto meno appropriato, all’ora meno appropriata.

Avrete sicuramente sentito del progetto “Spiagge Sicure & Mare per Tutti“, avviato dal Comune di Crotone qualche settimana fà e già definito “un successo” dall’Assessore Frisenda. O forse avrete visto una di quelle curiuse torrette dei bagnini, finalmente presenti anche sulle nostre spiagge. Da quest’anno infatti ci saranno ben 10 bagnini a “pattugliare” la costa cittadina, assicurandosi non solo di prevenire eventuali situazioni di pericolo, ma anche di segnalare e richiamare bagnanti poco educati. Una bella iniziativa, che finalmente prende vita anche da noi.

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Il condominio dei cani

Ogni volta che vado dal dentista succede una cosa insolita. A distanza di circa 35/40 minuti, tutti i cani del condominio iniziano ad abbaiare, uno dopo l’altro, tutti insieme, per dieci minuti abbondanti. Inizialmente pensavo fosse una cosa che capitava una sola volta al giorno, una casualità nata da qualche evento. Invece, trovatomi ad aspettare per oltre due ore nella sala d’attesa, ho scoperto che è una cosa che si verifica più volte al giorno, mattina e sera.

E’ come se tutti quei cani, di razze e di età diversa, residenti in piani e appartamenti distinti, iniziassero a scambiarsi quattro chiacchiere dal balcone di casa, un po’ come facevamo noi stessi non troppi anni fa (e come si continua a fare tutt’oggi). Inizia uno, da solo, ad abbaiare forte mentre si spinge sul balcone: a catena seguono tutti gli altri, che si uniscono in un rumoroso “dibattito” che avanti per diversi minuti, per poi scemare naturalmente. A nulla valgono i rimproveri dei rispettivi padroni, quei cani sono talmente presi dal discorso che non smettono finché non hanno detto la loro.

Lavoro qui da vent’anni quasi, e lo fanno ogni giorno“, mi confida la dentista, “è come se si mettessero a raccontarsi le loro cose no, tipo che avete fatto, dove siete stati, che vi mangiate… cose così“. E sembra proprio così, una chiacchierata tra amici, che in perenne stato di arresto domiciliare non possono far altro che parlare dal balcone o dalla finestra. Finita l’enfasi del discorso, ognuno torna per i fatti suoi, a godersi la frescura dell’appartamento o a mangiare un boccone. Un po’ di riposo, e poi di nuovo presenti alla chiacchierata.

Anche questa, è vita da cani.

I nuovi operai

Crotone è una piccola realtà, ed anche a livello lavorativo non offre molti sbocchi. C’è chi, come il sottoscritto, arranca da ufficio in ufficio, da privato in privato, svolgendo le mansioni più disparate cercando di costruirsi una storia lavorativa solida, piena di competenze pur non collegate tra di loro: finisce così che da classico “tecnico” divento sempre più un tuttofare, ed anziché consolidare un ruolo mi ritrovo di volta in volta con una posizione diversa. C’è chi, dopo anni di studio, rientra nell’attesa di un concorso o di una chiamata in qualche ente locale, o comunque il più vicino possibile a casa. E poi, c’è chi si accontenta di avere un lavoro e basta.

Il principale datore di lavoro a Crotone è la Datel, della Abramo Holding s.p.a., un enorme call center che da lavoro a più di mille impiegati. All’interno è possibile trovare persone di tutte le età, dai neodiplomati ai padri di famiglia, dalle coppie sposate alle madri single. Di fatto, parliamo della principale fonte di reddito per centinaia di famiglie, ma sopratutto di un posto che ogni crotonese ha visitato almeno una volta nella sua vita. Sfatiamo un mito: gli stipendi non sono un granché, i contratti part-time (verticali o orizzontali che siano) celano dei turni di lavoro più lunghi, i dipendenti sono spesso e volentieri costretti a non prendersi le ferie e all’interno vige una sorta di “ierocrazia” fatta di capi settore, capi area e così via, che hanno potere diretto tanto sul personale assunto tanto sul personale da assumere.

Non avendo mai lavorato alla Datel, e non avendoci mai messo piede dentro, non saprei dire se queste voci sono vere o meno. Certo è che ormai da tempo frequento una comitiva che alla Datel ci lavora da anni, e queste voci sono più che confermate. Oltre ovviamente a numerose storielle simpatiche, che non fanno altro che confermare quei nomignoli come “canile” o “troiaio” che spesso si usano per indicare il luogo di lavoro. Storie di sesso, di ricatti, di compromessi indecenti fatti per ottenere un posto da operatore, per quel magro stipendio che tuttavia rappresenta una risorsa in questa terra, povera di denaro ma ancor più di spirito.

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