Un aumento che non lo è

Cassonetti Differenziata
I nostri bei cassonetti (via Street View)

Tra una cosa e l’altra mi ero perso un pezzo. A metà Luglio il rinomato Fantapol News, uno dei tanti giornaletti che gravitano in quella che è l’informazione locale (se così la vogliamo chiamare) se n’é uscito con un dato interessante: differenziata già all’11%. Tralasciamo le illazioni su possibili nuovi direttori e quant’altro, e concentriamoci sul dato, prendendolo per veritiero.

Per prima cosa, è doverosa una premessa. Fantapol è uno di quei “giornali” di cui non ci si può fidare: va dove tira il vento, o per meglio dire dove tira il portafoglio. Non sono lontani i tempi in cui, supportando palesemente Le Tre L, si scagliava costantemente contro l’amministrazione. Oggi invece è tutto cambiato, e nella maggior parte dei casi è diventato un giornaletto che elogia, magnifica ed amplifica ogni singolo risultato della giunta Pugliese. Un cambio che non è di certo passato inosservato, essendo diventato una cassa di risonanza della Prossima Crotone.

Fatta questa doverosa premessa (per capire un po’ con chi abbiamo a che fare, per chi non lo sapesse), torniamo al dato. La differenziata sarebbe salita all’11%. E’ poco? E’ tanto? E’ un merito dell’amministrazione o di Akrea? A differenza di Fantapol, pronto a fare elogi improbabili, io sono abituato a parlare dati-alla-mano. Per questo motivo aggiorno annualmente un grafico con l’andamento della raccolta differenziata a Crotone.

Possiamo subito notare che al 2015 la differenziata era già all’11%. Nel 2016 invece il dato è ulteriormente sceso, toccando un triste picco tra l’8% e il 9% (questo dato non è ancora inserito nel grafico in quanto il report dell’Arpacal sui rifiuti del 2016 non è ancora stato pubblicato). Sicuramente parliamo di un dato interessante, dato che finalmente si è invertita rotta. Ma parliamo pur sempre di un dato misero, dovuto al solo fatto che hanno ripreso a svuotare i cassonetti. Il tutto, sempre con lo stesso parco mezzi malandato e malconcio.

Insomma, quell’11% non è un incremento reale della differenziata: è un numero fisiologico, dovuto al fatto che hanno ripreso a svuotare i cassonetti della differenziata, rimasti pieni per mesi. A Crotone il picco registrato sarebbe antecedente al 2008, quando la differenziata toccò il 30%. Stando ai report disponibili però, il dato più alto è quello del 2008, con il 22%. Solo quando ci si porterà in linea con questi numeri si potrà davvero parlare di successo.

Diffidate dai vari Fantapol, che con la scusa dell’informazione vi propinano mezze verità.

Giornalismo da gossip

Un quadretto delle opposizioni

Nella giornata di ieri si aspettava un po’ di pioggia, ma l’unica cosa ad essere piovuta è una singolare polemica sul M5S locale. Il tutto è nato con il solito, classico copione: i grillini fanno la loro solita sparata, e qualcuno dalla maggioranza risponde arrogantemente. Nulla di nuovo all’orizzone.

La querella è nata lo scorso 25 Luglio, a seguito di un articolo pubblicato sulla Provincia e firmato dalla “penna rossa” di Gaetano Megna, nel quale si presuppone una possibile incompatibilità del neoassessore “Rori” De Luca per via di un’ipotetica “lite pendente” con il Comune. E proprio per tutelare il neoassessore si sarebbe pensato di rimuovere l’OdG del prossimo consiglio comunale riguardante, appunto, il regolamento sulle liti pendenti.

Un caso? Nel frattempo, non solo De Luca ha avuto modo di chiarire la sua posizione occupando ben due paginoni de Il Crotonese, ma è stato pubblicato anche l’elenco degli OdG del prossimo Consiglio Comunale, che si terrà il 31 Luglio: ci sono 54 punti in discussione, e tra questi quello sulle liti pendenti non c’è.

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E il commerciante bussò…

Ma guarda un po’…

Sul Crotonese di oggi leggiamo di un fatto curioso. Vi ricordate che appena una decina di giorni fa è successo un gran casino sul lungomare, a seguito dei controlli dei Carabinieri sulle concessioni del suolo pubblico? I commercianti hanno inscenato una serrata, chiudendo i locali e protestando alla prefettura, in quanto avrebbero ingiustamente subito un abuso, e sono andati tutti a sbraitare di essere nel giusto, pretendendo la solidarietà anche dai pochissimi locali in regola. Hanno addirittura incassato l’appoggio di qualche esponente politico (M5S, ovviamente), oltre che di buona parte della popolazione che si è prontamente schierata contro il controllo.

Parole e commenti assurdi, dettati non solo da una palese mancanza di educazione alla legalità, ma forse anche un po’ dalla calura estiva. Eravamo infatti rimasti che su 19 attività: 5 in regola, 8 in attesa del permesso, 4 non hanno ancora pagato e 2 non hanno neanche presentato la domanda. Una dato impietoso, sul quale ancora gravitava il dubbio delle responsabilità. Dopo il primo incontro di Lunedì scorso e le successive verifiche, sembra però non ci siano dubbi: la maggior parte dei commercianti non era in regola, e non aspettava alcun permesso.

Ad aggravare ancor di più il quadro è quanto riportato dal Crotonese di oggi, in seconda pagina: altri 25 commercianti si sono presentati spontaneamente al Comune per regolarizzare la loro posizione. Approfittando del “periodo di regolarizzazione” concesso dallo stesso sindaco, che scadrà entro la fine di Luglio, altri commercianti, consci di non essere in regola, hanno ben pensato di mettersi a posto prima dell’arrivo di una sanzione da parte delle forze dell’ordine. Meglio evitare, se possibile: e come fino ad oggi hanno evitato di pagare correttamente quanto dovuto, adesso eviteranno anche di incorrere nella sanzione che gli spetterebbe. Un paradosso difficile da mandare giù, che rappresenta bene la normalità di una città sempre pronta a fotografare l’ambulante che con la sua bancarella “mina all’economia locale”, e fin troppo sbadata quando si tratta di verificare tutto il resto.

Ma torniamo a noi, perché ci tocca aggiornare il bilancio. Sebbene il controllo abbia interessato solo 19 attività, con queste “ammissioni spontanee” si può tranquillamente dire che: su 44 attività commerciali solo 5 sono in regola, e solo 8 sono realmente in attesa del permesso del Comune. Le restanti 31 attività hanno palesato delle mancanze più o meno gravi, che vanno dalla semplice occupazione di suolo maggiore di quanto dichiarato (cosa trascurabilissima, in alcuni casi) al totale abusivismo (non hanno mai pagato, o, peggio ancora, hanno fatto finta di pagare). Un bilancio impietoso, al quale andrebbe aggiunto la chiusura di altri due esercizi commerciali (diciamo “discoteche”), sempre per mancanza di permessi.

Evidentemente, c’è bisogno di fermarsi un attimo a ragionare. Chi affossa davvero l’economia locale? Il controllo delle forze dell’ordine, o il commerciante che non si regolarizza? Perché questi soldi che non arrivano nelle casse del Comune, sono soldi tolti alla collettività. Soldi che potrebbero essere reinvestiti, guarda caso, proprio sul lungomare cittadino, dove questi commercianti operano, per renderlo migliore, più bello, più appetibile.

Mai più adatta fù la storia della volpe dalla coda di paglia.