Breve storia della “Fiera della Madonna”

Venditori d’acqua alla fiera, 1902

Nei giorni scorsi è molto piaciuto un vecchio post riguardo al pellegrinaggio per la Madonna di Capo Colonna, tradizione ben più antica della stessa effige che si è rinnovata di secolo in secolo, fino ai giorni nostri. Non posso che prendere la palla al balzo, ed approfittarne per rispolverare un altro tema molto caro alla popolazione crotonese: la fiera.

Si tiene puntualmente ogni anno nel corso della terza settimana di Maggio, ed è un appuntamento fisso per grandi e piccoli. Ben saldo nella memoria dei più anziani, sembra essere una tradizione consolidata e durevole, ed anche se ci fa innervosire per il traffico e per il casino che porta in città, un giro alle bancarelle non ce lo facciamo mancare.

Ma da quanto esiste la “Fiera della Madonna”? I commercianti, storicamente, hanno sempre “seguito” gli eventi religiosi, viaggiando per chilometri e chilometri per tentare di piazzare merci di importazione difficilmente reperibili. Già nell’antichità alcune importante feste religiose erano associate a dei grandi “mercati temporanei” dove poter trovare tessuti, spezie ed animali: si tratta di una consuetudine registrata in tutto il mondo.

Potremmo dunque dire che anche la fiera, così come il pellegrinaggio, esiste “da sempre”. Ma per fortuna abbiamo a nostra disposizione qualche informazione in più, che vale la pena riscoprire.

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“La conquista di un sogno”

La cassetta

Era il lontano 2002 quando l’allora Sindaco, Pasquale Senatore, si inventò una trovata che dalle nostre parti suonava a dir poco originale: mandare una videocassetta a casa di “tutti” i crotonesi. Una videocassetta breve, della durata di poco meno di mezz’ora (28 minuti per l’esattezza), dove non solo elencava tutti i punti raggiunti dalla propria amministrazione, ma dove lasciava anche intravedere “il sogno”, gli ambiziosi progetti futuri.

Ora, mettiamo da parte la politica dei partiti e le appartenenze, e limitiamoci alla cassetta. Alle sue immagini, che riprendono un passato non troppo lontano, e che mostrano palesemente come i sogni di questa città siano cristallizzati da decenni. Sono rimasti sogni nel cassetto.

Sul retro della confezione, le avvincenti parole dell’ex sindaco, ed il suo invito a “non mollare”, a “continuare a sognare”, a “contribuire tutti” alla rinascita della città. Un invito dannatamente attuale, e fin troppo simile ai “nuovi” proclami dei giorni nostri, che ripropongo integralmente di seguito:

Miei cari concittadini,

spero di fare cosa gradita, nel porre alla Vostra attenzione questa videocassetta che contiene un contributo filmato assai suggestivo sulle opere più importanti realizzate dalla mia Amministrazione nel corso dei primi 4 anni di governo della città. Sin dal mio insediamento (15 Maggio 1997), ogni quindici giorni è stata puntualmente inaugurata un’opera, piccola o grande che fosse, col pensiero sempre rivolto a tutti Voi, e in particolare ai crotonesi che per motivi di lavoro risiedono lontano dalla nostra amata città, con il cuore stretto dalla struggente nostalgia della sua incomparabile bellezza. Oltre alla dignità di cittadini, passo dopo passo, abbiamo insieme conquistato anche il piacere di vivere a Crotone – faticosamente ricostruita con il contributo di tutti – una città oggi finalmente avviata verso la definitiva rinascita, nella quale vogliamo fortissimamente veder crescere i nostri figli, lavorare e perché no continuare a sognare.

Tanto è stato fatto, dunque, ma il mio, il Vostro compito non finisce qui. Animati da una superiore volontà realizzatrice, dobbiamo percorrere fino in fondo la strada del cambiamento, la stessa che ci ha portati a raggiungere i tanti traguardi quotidiani dei quali non dobbiamo sentirci mai paghi, poiché, pur essendo il buio della mezzanotte ormai passato, ci attende un lungo, faticoso, avvincente cammino.

Come sempre supereremo ogni difficoltà e troveremo ancora una volta in noi stessi la forza di immaginare il futuro che ci appartiene.

Parola del Vostro Sindaco

Pasquale Senatore

Ora, dimmi la verità: sei curioso di vedere, o rivedere, il video? Magari ti ricordi di avere la cassetta, ma non la trovi? O non hai il videoregistratore? Tranquillo: ho convertito il video e l’ho caricato online. Lo trovi qui 😉

La leggenda di Melise

Una leggenda antica e dimenticata

Qualche giorno fa, per puro caso, è stata scoperta un’antica urna cineraria della tarda età del bronzo nei pressi del fiume Néto. Un reperto di straordinaria importanza, non solo per il periodo al quale risale (tra il 1600 ed il 1300 a.C.) ma sopratutto per la sua rarità: esistono pochissime tracce delle popolazioni pre-elleniche in Calabria, sia a livello di manufatti che a livello organico.

Sappiamo che la Calabria è abitata fin dal neolitico, come ci confermano le diverse tombe presenti un po’ in tutta la regione (alcune si trovano vicino Crotone, in località Suverito) ed i rari reperti umani, uno su tutti il cranio di Caria, recentemente riesposto nel museo cittadino. Ma chi viveva in questa terra prima della Magna Grecia? Difficile a dirsi, dato che parliamo di oltre 3000 anni fà.

Possiamo comunque attingere alle fonti storiche, che a grandi linee concordano tutte sulle presenze di “antichi popoli” stanziati lungo l’attuale Calabria: Ausoni, Enotri e Japigi. Queste tre popolazioni (provenienti dall’est) si divisero il centro-sud del paese, stanziandosi dal basso Lazio fino alla Calabria e stabilendosi “secondo la forma di insediamento consuete dagli antichi“.

Esistevano dunque diversi insediamenti, prima dell’arrivo degli Achei. E dunque, esistevano già altri grandi centri, organizzati in base alle regole di popoli oramai sconosciuti e dimenticati dal tempo. Per quanto riguarda Crotone, o per meglio dire l’antica Kroton, una leggenda si è tramandata per millenni: quella della “città” di Melise, ossia il precedente centro urbano che venne poi “conquistato” e stravolto con la fondazione di Kroton.

Una vecchia storia dimenticata, che vale la pena riscoprire.

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