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Se questo non è terrorismo

Scritto da:

Francesco Placco

Il nuovo conflitto armato tra la striscia di Gaza ed Israele è rapidamente degenerato, ed un cessate il fuoco sembra ancora lontano. Nel mentre, continuano le gravi azioni militari di Israele, che questa volta ha bombardato una sede di diverse emittenti.

Il 20 luglio del 1992 la sede dell’Oslobođenje, a Sarajevo, venne distrutta: l’importante quotidiano venne ritenuto un obiettivo sensibile, al punto da meritare un bombardamento. Oggi, 15 maggio 2021, riviviamo quelle scene, perché Israele ha bombardato la sede di diverse emittenti internazionali ritenendole “obiettivi sensibili”.

Passano gli anni, ma la storia non cambia. Sia nell’atteggiamento di Israele, sia nel sistematico attacco all’informazione, specie se questa non dice le cose come piacciono a noi. La recente escalation di violenza ha scaldato gli animi in medio oriente, dove da giorni si è tornati a farsi la guerra senza sosta. Non si muore per covid, ma si muore per i razzi e per i missili.

In questo scenario, nonostante la politica di guerra israeliana sia oramai nota, non può lasciare indifferenti l’attacco alle sedidi Al Jazeera e di Associated Press, dichiarate covo di ribelli e luoghi di rifugio usato per lanciare missili. Ma in guerra non c’è tempo di provarlo, si avvisa e si bombarda. E se non scappi in tempo, la colpa è pure tua.

Quello compiuto oggi da Israele, al pasi di quanto fatto nel ’92 dalla Jna, è un atto terroristico. Uno dei tanti, ma quanto meno uno che dovrebbe indignare quel mondo che ogni giorno si professa per la libertà di informazione. Perché questo è un caso dove dei media indipendenti sono stati aggrediti, assieme a decine di altre emittenti locali.

E non parliamo di un aggressione verbale, o della minaccia di far saltare i finanziamenti. Parliamo di un attacco vero e proprio, che ha distrutto una sede operativa da anni. Un attacco deliberato e del quale, verosimilmente, non risponderà nessuno.

Su quanto accaduto oggi occorrerà fare un’indagine, ed appurare se per davvero quel palazzo era un ritrovo di rivoltosi. Perché se così non fosse, si tratterebbe di un attentato. Qualcuno avrà il coraggio di pretendere la verità e far pagare il dovuto ad Israele, o continueremo a nasconderci dietro una falsa reverenza che sminuirà anche questo?

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