Vai al contenuto

Geroglifici crotonesi

Scritto da:

Francesco Placco

A proposito di camminare con spirito di osservazione. C’è stato un periodo in cui gli scogli venivano utilizzati come vere e proprie tele, per incidere disegni – più o meno osceni – e frasi, ma anche ricordi della bella stagione.

Buona parte di queste opere d’arte popolari sono oramai andate perdute. Gli scogli sono in mare da mezzo secolo, e sono visibilmente usurati e rovinati, alcuni anche in maniera molto vistosa. Quando vennero posizionati, però, non erano così. Oggi ci sembrano ricoperti di pietre e di ghiaia, in passato invece erano lisci.

Modellati e rifiniti a cemento, la superficie liscia si è lentamente deteriorata lasciando intravedere l’interno pietroso. Alcuni cubi sono bucati, altri spaccati. Addirittura alcuni sono usciti fuori sede, a dimostrazione dell’incredibile potenza del mare anche in un fondale basso come il nostro.

Eppure, qualche esempio di questi disegni si è salvato. L’opera di una mano ignota si trova ancora oggi presso la quinta scogliera, dove su due facciate si trova una leggera mano di cemento, decorata con delle palme e delle scritte. Sulla destra si legge “l’estate”, e sotto un testo meno comprensibile. Sulla sinistra, si intravede quello che sembra un “95”. Sullo scoglio adiacente un motivo quasi identico, più rovinato e quasi impercettibile.

Non sono gli unici esempi, ovviamente. Rimanendo sulle scogliere urbane, e senza andare a prendere in esame quelle del porto, si intravedono ancora insulti o giuramenti d’amore incisi nelle rocce da decenni. Disegni stilizzati di uomini, di animali, quasi come fosse un’antica caverna a cielo aperto.

Geroglifici quasi incomprensibili, frutto di mani ignote che hanno transitato o vissuto qui, al limite tra brutalismo e vandalismo. Oggi questi disegni su cemento sono pochi e mal conservati, e come tante altre cose in questa città, destinati all’oblio ed alla distruzione.

Articolo precedente

I primi morti per il caldo

Articolo successivo

Una scelta che rimpiangeremo?

Unisciti alla discussione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.