Ciao Prof

Ricordo a scuola, in classe o durante i corsi di recupero, il sorriso e le battute di un professore che per quanto fossi una testa vuota, ti prendeva sempre a cuddjunètta. Le battute al di fuori della classe, i caffè al bar, le chiacchiere a mare. Ricordo quei casuali interventi nel suo studio, con lo stupore sincero che un padre riserva al figlio che svolge il suo primo lavoro, quando ci chiamò per dei generici problemi al computer.

Ricordo tante cose, del professore Candigliota. E ricordo sopratutto che è uno dei pochissimi per i quali, a distanza di ben dieci anni dalla fine del mio percorso di studio, serbo ancora un bel ricordo. Sono pochissimi i professori che ricordo con simpatia, ed era l’unico con il quale, a distanza di anni, mi fermavo ancora a parlare e a chiacchierare del più e del meno.

E ricordo ancora quell’uomo affranto, che veniva defenestrato dal Comune senza alcun rispetto, mentre con gli occhi lucidi ripensava a tutto l’impegno speso, a tutto il tempo impiegato, per poi essere sostituito con una testa di legno. Quei suoi rimpianti, di aver dedicato troppo tempo alla cosa pubblica anteponendola alla sua famiglia.

Ricordo tutto, e ricordo molto bene. Oggi le esequie poste dal Comune suonano quasi come una beffa, come una presa in giro. Ma si sà, la politica è fatta così. Ed è per questo che oggi non bisogna ricordare un assessore, ma un professore, un uomo.

Ogni anno, alla fine dei corsi di recupero, mi diceva: ci vediamo l’anno prossimo. Quest’anno è andato così. Ciao Prof.