Un morto per covid che non lo era

È opportuno registrare uno sgradevole caso che mi è stato segnalato da più persone, e che la scorsa settimana aveva acceso un piccolo dibattito online. Neanche a farlo apposta, riguarda una notizia falsa pubblicata da Fantapol e ripresa da una pagina facebook di notizie sul territorio. Ed è un tema delicato.

Non si dica che voglio sostenere una causa negazionista, perché non è così. Voglio sostenere la causa della corretta informazione, che non dovrebbe permettere la pubblicazione di certi articoli sensazionalistici e allarmistici, con il solo fine di generare traffico speculando sulla morte di un uomo.

Nello specifico, il 16 novembre veniva pubblicato un articolo (attualmente ancora online) dal titolo Crotone: Anziano muore in casa a causa del Coronavirus!, con il solito punto esclamativo alla fine di ogni titolo che già di per sè è un pugno in un occhio oltre che un noto e palese errore grammaticale per quanto riguarda i titoli. Ma vabbè.

Il giorno stesso della pubblicazione dell’articolo, una parente del defunto ha ribadito che lo zio non sarebbe morto a causa del coronavirus bensì di infarto, scrivendolo in un commento su Facebook. Conseguentemente, il post sulla pagina Facebook è stato cancellato (salvandosi però in qualche screenshot ripubblicato sempre sul social network), mentre l’articolo originale, che era la fonte di quella “breaking news” fasulla, è ancora online.

Nessuna rettifica, nessun articolo di correzione, nessuna scusa da parte di chi ha scritto la fesseria. Come se non fosse successo nulla. Che è un po’ laspetto che contraddistingue Fantapol, pubblicare un po’ di tutto e far finta di nulla.

È importante ribadire l’accaduto, anche perché un domani, se malauguratamente questo sito dovesse essere ancora online, un ignaro ricercatore potrebbe pensare di essere incappato in una notizia, che in realtà, in questo specifico caso, è un falso rigirato sulla probabilità. Perché l’articolista lo sa bene che non può affermare una cosa del genere, eppure lo scrive ugualmente con il beneficio del dubbio: “Resta quindi da sapere se il risultato del tampone sia arrivato o meno all’Asp di Crotone“.

È passata più di una settimana dalla pubblicazione dell’articolo, ed è ancora qui. Un caso isolato, per fortuna, che forse è opportuno segnalare agli organi preposti per una valutazione.