Il buon senso che non c’è

Questa mattina il titolare del bar Plaza Cafè di Catanzaro Marina è diventato famoso. La sua foto ha fatto il giro del web sin dalle prime ore del giorno, perché lui, questa notte, ha vinto la sua battaglia: tenere aperto il bar per tutta la notte, alla faccia dei decreti che ne impongono la chiusura. E carte alla mano, l’uomo sembra aver ragione: il decreto approvato lo scorso 13 ottobre indica che deve chiudere alle 24, ma non da alcuna indicazione per l’orario di rapertura.

Ecco allora che la vecchia volpa si è ingegnata, effettuando una chiusura “tattica” di soli 15 minuti per poi rialzare le saracinesche. Le forze dell’ordine nulla hanno potuto, perché l’uomo – vale la pena ripeterlo, carte alla mano – pare aver ragione. C’è effettivamente un vuoto normativo, che se non viene colmato dalle ordinanze comunali (come quelle fatte a Castrovillari o Diamante) o regionali (come quelle fatte in Campania) permetterebbe di riaprire subito dopo la chiusura delle 24.

L’idea potrebbe non essere stata proprio del barista catanzarese, dato che da qualche giorno su Facebook alcuni gruppi di commercianti avevano già ipotizzato la cosa. Tant’è che – guarda caso – sempre stanotte si è verificato un altro caso del tutto identico a Bologna, quasi come se i diversi locali si fossero messi d’accordo per fare una prova, per vedere che succedeva. Con una sola differenza: in Calabria siamo ancora alle prese con il vuoto istituzionale a seguito della morte della Santelli, in Emilia invece sono intervenuti subito, mettendo una toppa a livello regionale. Anche se pare abbastanza scontato che il prossimo decreto, previsto per lunedì, sarà ulteriormente restrittivo, mettendo quindi un blocco ad ogni libera interpretazione.

Adesso però, che siamo prossimi a vivere anche un coprifuoco (così come pare ormai certo), occorre riflettere un attimo. Perché dopo la reazione spontanea che generano certi comportamenti, bisogna riflettere su che cosa si è ottenuto. Che quel bar a Catanzaro Marina, a metà ottobre, sta aperto tutta la notte… beh, è una dimostrazione plastica e concreta che il buonsenso al quale spesso ci si appella in realtà non esiste.

Sarebbe opportuno comprendere che se ci stiamo per avvicinare ad un divieto d’uscita generale, è proprio a causa di certi comportamenti, di certi soggetti che, furbamente, sembrano lottare contro chissà quale interesse, ma alla fine della fiera vanno solo contro le regole, o per lo meno contro chi le rispetta. Dispiace infatti constatare che mentre si chiede uno sforzo di responsabilità a tutti, c’è sempre chi non fa la sua parte, cercando di passare anche dalla parte della ragione.

Bene, il Plaza Cafè di Catanzaro Marina resterà un esempio lampante di questi comportamenti scorretti. Sarà un esempio di chi, alle porte di un’emergenza, ha preferito tentare di dimostrarsi spavaldo piuttosto che accettare il sacrificio che tutti gli altri bar hanno accetto, anche controvoglia. Un tipico esempio di italianità, di fotti e piangi, di pagliacciata dal cattivo gusto.

Una mancanza di rispetto nei confronti di tutti coloro i quali stanno facendo enormi sacrifici e stenti, pur di rispettare le regole. Per quanto discutibili siano.