Oi vròcculu

A partire da quest’anno al supermercato sono comparsi i broccoli imballati. Prima dell’arrivo del coronavirus non mi era mai capitato di vederli così, qui a Crotone: in inghilterra li vendevano già singolarmente imballati, ed in più occasioni nel nord Italia mi era capitato di vederli così, ma nei supermercati cittadini (e più in generale calabresi) hanno iniziato a vedersi solo da quest’anno.

A  dirla tutta, fà un po’ strano vederli così, sopratutto per me che sono abituato a vederli “a mazzi”, a comprarli dunque come si faceva, non ad unità ma a peso. Unità di misura oramai superata, dato che il broccolo è diventato alimento “famoso” e salutare, ed un po’ ovunque viene menzionato singolarmente: non si dice più “200 grammi di broccoli” ma “1 broccolo”. Anche questa è evoluzione, suppongo.

Ma torniamo a noi. Per quanto sia fastidioso per me vederli così, imballati uno ad uno, quasi soffocati nella plastica, so bene che dietro c’è un motivo. Ed il motivo in fondo è proprio il broccolo: un “fiore” raccolto prematuramente che deperisce molto velocemente, appena pochi giorni dopo la raccolta, divenendo molle e dal sapore più acidulo.

Nel mondo moderno l’apparenza è tutto, anche per frutta e verdura: le banane sono verdi (spesso al limite del commestibile), le pere sono toste, le bietole sono sovranutrite (con delle coste larghe anche un palmo!)… ed i broccoli devono essere verdi, pomposi e tosti. Altrimenti, non si vendono. E non dite che non è vero, perché la frutta e la verdura passata oramai non si compra neppure più al mercato, purtroppo,

Quella “plastica” che avvolge il broccolo serve proprio per preservarlo. Il broccolo infatti rilascia molti gas che ne velocizzano il deperimento, marcendo il raccolto nell’arco di pochi giorni. Avvolgerlo nella plastica (che non è la pellicola che usiamo in cucina, ma una particolare pellicola traspirante per alimenti) non solo serve a migliorare l’igiene del prodotto, ma anche a preservarlo molto più a lungo, anche fino ad un mesetto.

È, in altre parole, un modo per non sprecare del cibo. Un modo per conservare meglio un prodotto che altrimento dopo un trasporto in camion ed una giornata di esposizione al supermercato sarebbe da buttare, mandando all’aria tutto il processo di coltivazione.

Nonostante sia ben consapevole di tutto ciò, così come sono consapevole del fatto che io stesso ho piantato una mezza dozzina di broccoli nell’orto e dovrò smaltirli rapidamente dopo averli raccoli, continuano a farmi senso. Probabilmente, un esempio di propaganda del plastic-free che si è insediato nella mia mente, che ultimamente guarda con sospetto a tutto ciò che produco come scarto e rifiuti.

Ma vabbè, il broccolo alla fine è buono uguale. Non come quello dell’orto, non come quello appena raccolto, e neanche come quello andato un po’ a male, che qui si cucina con i pomodori per coprirne l’acidità… ormai il broccolo lo dobbiamo conoscere ed usare solo così: verde, pomposo e duro, sempre fresco e bello da vedere. Alla faccia della natura.