“Mi è dispiaciuto davvero molto”

Ieri mi è capitato di prendere un caffè con un collega, prima di andare a lavoro. Ci siamo rivisti dopo questi tre mesi nel solito bar in centro, dove siamo soliti fermarci quei 5/10 minuti per rilassarci il cervello. È stato un dei primi caffè che ho preso fuori casa dopo il lockdown, anche perché molti bar stanno riaprendo solo adesso.

Insomma, appena rientrato nel bar sono stato avvicinato dal titolare. È sempre li seduto alla cassa, all’ingresso, ma ieri si è alzato per venirmi a dare il “bentornato”, e per dirmi che il mio collega mi fa molta pubblicità, e parla spesso di me. E li aveva avvisati che quel ragazzo minacciato ero proprio io, che taciturno ed in volata prendo spesso un caffè da loro.

Non sapevo che sei tu a scrivere. Guarda, mi è dispiaciuto davvero molto, mi dispiace, è veramente uno schifo, l’ambiente in città ormai è questo.

Anche in questo caso, mai mi sarei aspettato certe parole, visto anche il tempo passato dall’accaduto. Parole che fanno piacere – sinceramente – e che dimostrano un sostegno spassionato e mosso da null’altro che dalla vicinanza, dalla conoscenza reciproca.

Succede anche questo, in città.