Il ritorno dei rami fruttiferi

In periodo di quarantena mi sono dedicato particolarmente all’orto. Disposizione delle piante, preparazione del terreno, vangatura profonda, ed anche una vasta disposizione di piante da fiore. Non posso lamentarmi del risultato, che di fatto dimostra il vecchio adagio secondo il quale un buon orto/giardino ha “solo” bisogno di cure costanti.

Quest’anno però ho dedicato una particolare attenzione all’albicocco. Da diverso tempo avevo notato una drastica riduzione dei frutti prodotti dall’albero, sebbene questo fosse in perfetta salute. Avevo imputato tale diminuzione alle mie potature, forse un po’ troppo rigorose e drastiche, o, per meglio dire, attuate senza alcuna logica. E di fatti, quest’anno – grazie anche al tempo a disposizione – sono riuscito a fare diversamente, ed ottenere tutt’altro risultato.

Non più un taglio “selvaggio” volto unicamente a diminuire la chioma dell’albero (che è pur sempre un albero “da giardino” che da sulla strada, e non può essere lasciato selvaggio come vorrei), ma un taglio “studiato”, fatto per sviluppare nuovi rami di ritorno e fruttiferi senza perdere la splendida copertura verde che occupa un angolo di giardino.

Il risultato, come si vede in foto, è evidente. I rami hanno ripreso a fare frutti. Non tanti quanto mi aspettavo, ma sicuramente più di prima. Non più una decina di albicocche scarse, finalmente. Fare le cose per bene, paga.