Il problema dei meridionalisti

Notate nulla di strano, in quest’immagine? C’è un errore grossolano, volgare e purtuttavia estremamente comune, che accomuna tutta una vasta gamma di prodotti riguardanti la storia meridionale sotto la bandiera dell’ignoranza.

In questo bel volume, che ho ricevuto oggi a casa assieme ad un altro libro, c’è lo stemma del Regno delle Due Sicilie nonostante sia un atlante del Regno di Napoli. Tant’è vero che basta aprire la copertina e visionare il primo foglio, per vedere che sulla stampa originale dell’epoca – parliamo del 1808 – troviamo  lo stemma corretto riferito al decennio francese (e leggermente diverso da quello murattino di qualche anno dopo).

Molti meridionalisti – opinionisti, studiosi, divulgatori e quant’altro – hanno il brutto vizio di confondere le acque, riferendosi indiscrimintamente a tutto ciò che era meridionale come “duosiciliano“. Dimenticano però che il Regno delle Due Sicilie, quello borbonico ed osannato a prescindere da molti, venne “creato” solo nel 1816. E quello stemma, così come la bandiera, risale per l’appunto a quell’anno.

Anche l’altro volume ricevuto pecca dello stesso errore, presentando lo stemma del 1816 su uno scritto del 1792. Lo stemma non era infatti quello tondo, ma quello scudato.

Ora, ben venga la riproduzione di documenti storici importanti come questi, ma un minimo di accuratezza, per definire un alto standard, sarebbe necessaria. Perché in questo modo, pare sempre più che il revisionismo storico operato dagli stessi sostenitori del meridionalismo abbia la meglio, senza contraddittorio e sopratutto senza tener veramente conto della storia che si vorrebbe difendere.

Tolto questo grossolano errore, restano due gran bei volumi, che preferisco di gran lunga ai documenti digitalizzati liberamente accessibili online.