“Tanto non li vuole nessuno”

Questa mattina sono andato alla ricerca del libro su Walter Tobagi pubblicato dal Corriere della Sera in occasione dei quarant’anni dal suo assassinio. Se da una parte sono sicuro del fatto che certi libri in città non interessano, dall’altra devo ammettere di essere sempre un po’ preoccupato quando si tratta di un’uscita in allegato al quotidiano: ne arrivano sempre troppe poche copie (massimo 2/3 per punto vendita) ed il rischio di perderle è alto.

Ad ogni modo, recatomi nell’unica edicola vicino casa, l’edicolante dapprima mi dice di non aver ricevuto nulla, e poi mi consiglia di guardare nella pila di libri che conserva vicino alla cassa. E li, in effetti, trovo due copie del volume che cercavo.

Si li tengo tutti li, perché tanto non li vuole nessuno. Vogliono solo i giornali, i libri raramente interessano. Li metto tutti insieme, e poi quando me li richiedono li vado a cercare li e li mando indietro.

Già, non li vuole nessuno. Non è una novità, nè è una novità il fatto che i volumi più specialistici e settoriali siano sostanzialmente invendibili in città. Eppure, fa sempre male sentire che certe cose non-le-vuole-nessuno. Le due copie del Corriere erano vendute, le due copie del libro erano li.

Niente di nuovo all’orizzonte.