“Hanno continuato ad andare a casa della gente”

Mattinata soleggiata, con conseguente lungomare stacolmo di gente. È l’altra faccia della Fase 2, che ha relegato i due mesi di chiusura appena terminati ad un misero ricordo sbiadito. Qua abbiamo già ripreso alla grande con la vita di tutti i giorni, e si vede – e si sente – nelle chiacchiere a voce alta dei passanti, dei vecchi seduti alle panchine, delle ragazze in bicicletta.

Gli argomenti di dibattito sono sostanzialmente due, escludendo quello metereologico e legato al caldo ed alla bella giornata (alle 9 di mattina avevamo già superato i 25°): la liberazione di Silvia Romano e la protesta dei parrucchieri.

Quest’ultimo argomento ha generato un animata discussione tra alcune signore, che si lamentavano del fatto che molti parrucchieri in realtà non avrebbero mai interrotto realmente la loro attività, andando a fare i capelli direttamente a casa dei loro clienti, nonostante la quarantena ed il lockdown.

Ma tu l’hai vista, la mascherina è servita a coprirgli la faccia. Non hanno vergogna, hanno continuato ad andare a casa della gente a lavorare, a nero, e mo piangono che non ce la fanno. Che lo raccontassero a qualcun’altro.

Parole condivise un po’ da tutti, con tanto di conferme e candide ammissioni di chi ha chiamato per una piega o una tinta. Un discorso fin troppo generalizzato – e che ovviamente non può valere per tutti – ma che fa trasparire quella “zona grigia” di cui spesso si parla.

Quanti imprenditori, in questi mesi di fermo, non si sono fermati realmente? Una domanda che non vedrà mai una risposta adeguata, e che finirà somersa dal coro sofferente e di lamento generale già iniziato.