Ignoranza bestiale

Ogni giorno una nuova avventura, mi verrebbe da dire. Questa “quarantena” si sta rivelando più pesante del solito, e non per colpa delle restrizioni o dello stare in casa, ma proprio per quei pochi contatti con altri esseri umani, evidentemente stressati e provati a tal punto da esplodere alla minima occasione.

Questa mattina, ad esempio, sempre nel portare in giro quel povero quadrupede che mal sopporta i ritmi più lenti della giornata, ci siamo imbattuti in una ragazza con un bel cagnolone. Questa, più attenta allo schermo del suo cellulare che non al suo animale, non si era neppure accorta di noi, se non all’ultimo istante, quando i due cani si erano già “puntati”.

Il mio, visto il bestione, si è accucciato come suo solito: quando un cane – specialmente un cucciolo – si accuccia ed attende l’arrivo dell’altro animale, stabilisce un atto di socializzazione. Se l’altro animale si porrà in modo giocoso, giocheranno, se si porrà in modo aggressivo, si ringhieranno. Una cosa elementare, che costituisce la base delle conoscenze dell’atteggiamento canino, del suo linguaggio corporeo, che dovremmo conoscere tutti, noi possessori di cani.

Ma non questa signorina, evidentemente. Che dapprima ha iniziato a sgridare il suo cane (“Muoviti! Non ti permettere di fermarti“), poi a cercato di tirarlo a se, ma questo era effettivamente piuttosto grande. In tutto ciò, noi eravamo li, fermi, a debita distanza ad aspettare che passassero. Finché non è arrivato il primo abbaio del cagnolone, al quale è seguita una risposta del mio. Solite cose, finita li, ognuno per la sua strada.

Ma la signorina, evidentemente stizzita (chissà per cosa) ci ha tenuto ha puntualizzare che “è inutile che ridi, te lo potevi tirare già da prima il cane, da quando hai visto che si è messo in posizione di attacco“. Insomma, pur non avendo minimamente prestato attenzione alla situazione, sapeva già che il mio cane (e non il suo) era “in posizione di attacco”.

Per magia, tutti i possessori di cani sono diventati degli addestratori. Dei profondi conoscitori del linguaggio canino, validi esperti del mondo a quattro zampe. E va bene così.