“Ancora appresso alle ideologie vai?”

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Parlando di quanto accaduto ieri, si è generato un piccolo dibattito. Tra chi osteggiava la necessità di presentarsi in cerca di proseliti, e chi invece ha apprezzato la franchezza del “metterci la faccia” (qualsiasi cosa voglia dire), il tema del dibattito si è spostato inevitabilmente sul “voto utile”, e sulla necessità di “dare un segnale” o “una scossa” all’attuale mondo politico regionale.

Perché non dare fiducia al candidato leghista? In fondo è un brav’uomo, poco masticato di politica ma pur sempre un volto stimato e conosciuto. Perché non lui? Solo per il partito che l’ha imbarcato? Una serie di domande che hanno generato un vortice di parole, accavallate una sull’altra.

La conclusione del discorso è arrivata solo grazie all’intromissione di un’uomo, che ha semplicemente fatto notare che è inutile votare “per ideologia”, perché le vecchie ideologie non sono più rappresentate. O ci si adegua alle nuove ideologie, o si vota per un fantasma inesistente. Uno spettro. Un feticcio della politica che esiste solo nella testa dell’elettore.

A ragione o a torto, quell’uomo ha interroto il piccolo dibattito buttando sulla scena quel macigno di realismo e brutalismo che spesso, tra ragazzi, si perde di vista. Si vota chi conviene, per prima cosa. Ideologia e appartenenza non valgono tanto quanto la mera sopravvivenza.