Specializzarsi sembra impossibile

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È passato quasi un anno da quando ho iniziato a tenere una rubrica sulla testata CN24TV. Rubrica che mi ha permesso di raggiungere determinati risultati (tipo questo o questo), che mi ha permesso di espormi meglio ed a un pubblico più ampio. Rubrica che, volendo tirare una prima somma, mi ha portato più rogne che soddisfazioni, ma che mi vede determinato nel proseguire nonostante il poco tempo a disposizione.

Ed è proprio il tempo, quello che manca. Il lavoro assorbe tutto, e spesso non lascia altri spazi. Un dato di fatto ben accentuato in una realtà come quella crotonese, dove riesci a fare solo quello che devi fare, ed il resto del tempo lo dedichi agli affetti, alla famiglia, al cane, alla casa… t’adegui, insomma.

E proprio in questi giorni, mi si è presentata sotto gli occhi una cosa che volevo fare da tempo. Che ho richiesto a tutte le testate giornalistiche che conosco, senza ottenere neppure risposta. Un corso in sede, teorico e pratico. Un piccolo sogno, che tuttavia resterà tale. Non posso permettermelo. E non perché mi mancano i soldi, ma perché mi manca il tempo.

O lavori o ti specializzi. Non c’è altra soluzione, e nonostante le offerte formative ci si scontra spesso con l’impossibilità di frammentare o dividere l’orario di lavoro. T’adegui. Lasci perdere. Cerchi di convincerti che alla fine dei conti si tratta di un corso inutile, che non serve a niente…

La mia voglia di approfondire non si assopisce. Eppure, nutrirsi di soli corsi on-line, di streaming, di lezioni preparate appositamente per mini corsi o altro, sembra altrettanto inutile. Tante piccole isole nel deserto, che ti danno una notevole preparazione specifica su determinati argomenti, ma che nei fatti è inspendibile.

Il limbo è tutto qui. Vorrei fare di più. Dare di più. Sapere di più. Scoprire di più. Ma non posso. Non ho tempo. E deve andarmi bene così.