Prego (e siamo a due)

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Una delle cose che sto imparando, in questi mesi da “giornalista”, è che la competizione è alta. Nel senso che esiste un’insana corsa a chi lo dice prima, dove tutti sono pronti a ripetere che quanto scrivi è noto e dibattuto da tempo. Non ti danno sazio, insomma, ed anziché dirti “finalmente” o – non sia mai – “grazie”, ogni volta che si concretizza qualcosa ognuno cerca di prendersene il merito.

Era già successo lo scorso aprile, quando dopo un mio articolo è stato effettuato un sopralluogo sulla spiaggia cittadina a causa del rinvenimento di diverse scorie di cubilot. Pensate che alcuni attivisti storici si sono addirittura rifiutati di condividere l’articolo, perché “loro lo denunciavano da anni”, e mi hanno addirittura accusato di aver messo a rischio la stagione estiva. Insomma, alla fine ognuno si è preso la sua parte di merito, e la scoperta del cubilot è stata ufficialmente consegnata nelle mani di non meglio noti “dipendenti comunali” che effettuavano un sopralluogo. Pazienza, l’importante è far agire.

Questo sabato, invece, ne é successa un’altra. Dopo un mio articolo dello scorso 19 luglio dal titolo Crotone, un’area verde unica e abbandonata: che fine ha fatto Piazza degli Artisti?, gli operai del Comune sono stati mandati a ripulire l’area. Hanno tolto le erbacce, risistemato (per come possibile) gli ingressi e ripulito i rifiuti e le porcherie. Bene. Ottimo!

Ma, anche in tal caso, dapprima sono stato attaccato da alcuni esponenti del M5S locali, perché loro “se ne occupano da tempo” e “agiscono anziché scrivere”, e successivamente, sulle pagine del Crotone Ok di sabato scorso, ho letto che l’area sarebbe stata ripulita dopo le loro segnalazioni, di cui l’ultima proprio del 6 luglio scorso (che però riguarda il Gesù, e non la piazzetta).

Insomma, ognuno vuole essere protagonista indiscusso di una scena piena di attori – non sempre dei migliori – e se tutti si riempono la bocca, alla fine, si tratta di mero protagonismo, e non di sincero interesse. Non esiste lo spirito di squadra, e non si gioisce dei traguardi raggiunti, specialmente se altrui: l’importante, nel concretizzarsi di un evento, è ribadire chi l’ha detto prima.

Al prossimo articolo 🙂